venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il cellulare di Regeni era stato intercettato dall’Egitto
Pubblicato il 10-02-2016


Regeni_mix-310x165Il governo egiziano continua a ribadire l’estraneità della sua polizia nel caso Regeni: “Non è mai stato sotto la custodia della nostra polizia, e noi non siamo cosi “naif” da uccidere un giovane italiano e gettare il suo corpo il giorno della visita del Ministro Guidi al Cairo – ha affermato l’ambasciatore egiziano in Italia, Amr Helmy, in un’intervista a Radio Anch’io – dovete capire che lanciare delle accuse pesanti contro le forze di sicurezza egiziane senza alcuna prova può danneggiare i nostri rapporti”. Eppure arrivano altre notizie sconcertanti sulla morte del giovane ricercatore italiano, le ultime riguardano il cellulare di Giulio Regeni che sarebbe stato intercettato dalle autorità egiziane. A riferirlo è l’edizione odierna del quotidiano cairota Al Masry Al Youm, che segue da vicino le indagini della procura di Giza sulla morte del ricercatore friulano. Secondo fonti della “prefettura di sicurezza di Giza”, interpellate dal giornale egiziano, “gli investigatori hanno condotto indagini sugli ultimi movimenti di Regeni prima della sua scomparsa il 25 gennaio e ascoltato le registrazioni delle sue ultime chiamate con il cellulare con l’aiuto delle compagnie di telefonia mobile”.

Gli inquirenti egiziani avrebbero scoperto Giulio Regeni “è stato ucciso in un appartamento al centro della capitale e, dopo, il suo corpo è stato trasportato sulla strada desertica” Cairo-Alessadria dove è stato ritrovato, si legge ancora sul sito del quotidiano.

La vicenda continua ad essere seguita anche all’Estero dove la notizia della tortura ha fatto scalpore, anche se Il Cairo continua a negare rapporti con l’accaduto.
Sul punto è intervenuto il senatore Felice Casson, segretario del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti: “Ma per favore, non ci prendano in giro – ha dichiarato Casson a La Repubblica – per torturare sappiamo benissimo che non c’è bisogno di arrestare”.
“Un omicidio vergognoso”, così titola il Times oggi, in un commento dedicato all’uccisione brutale del giovane friuliano. Il quotidiano britannico ricorda anche che il Paese dopo cinque anni dalle manifestazioni di Piazza Tahir è ancora una dittatura.

Redazione Avanti!

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