domenica, 28 agosto 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Consiglio nazionale ha convocato il Congresso a Salerno
Pubblicato il 20-02-2016


La massima assise del Psi ha approvato stamattina le norme per il congresso nazionale, che si svolgerà a Salerno nei giorni 15-16 e 17 aprile. Com’era già noto le mozioni dovranno essere presentate entro l’8 marzo. Ognuna dovrà essere firmata da almeno il 15% dei membri del Consiglio nazionale. Roberto Biscardini, a nome di Area socialista, ha votato contro le norme, unico voto in dissenso, e ha svolto un intervento di dura critica alla politica del partito e al tesseramento, minacciando ricorsi di carattere legale.

Spero che ciò non accada. Che il dissenso si manifesti, l’ho sottolineato nel corso del mio intervento, nel rispetto degli organi democratici, delle norme deliberate, delle decisioni liberamente assunte dalla nostra comunità. Mi sono chiesto se esistano singoli episodi di tesseramento gonfiato o falsificato. A me non risultano. Se qualcuno ne è a conoscenza, li denunci agli organi competenti. Penso invece che i nostri dirigenti provinciali abbiano svolto un lavoro difficile e apprezzabile per l’adesione dei nostri 22.000 iscritti. Perché questo dissenso “su tutto”, come ha voluto rilevare Roberto? Fino alle elezioni del 2013 i dissenzienti di oggi erano perfettamente allineati. Il meno allineato ero forse proprio io, tanto che proposi di presentare la lista socialista alle elezioni, senza avere il consenso degli attuali totodissidenti.

Anche l’idea di presentare una lista oggi, con uno sbarramento al tre per cento, avendola rifiutata ieri praticamente senza sbarramento alcuno, sembra strumentale. Assomiglia all’antica divisione del Psi nel 1921, quando il partito si divise sulle modalità di fare la rivoluzione senza che la rivoluzione ci fosse. Noi oggi dovremmo dividerci sulla lista elettorale senza che ci siano le elezioni. Noi dovremmo invece ragionare di prospettive, di possibilità politiche. E personalmente ne sottopongo una. E cioè la creazione subito di un polo, o alleanza, o soggetto di stampo liberalsocialista, con il coinvolgimento dei radicali, dei verdi, di liste civiche, di cattolici non integralisti. È un esigenza che si evidenzia non solo alla luce delle divisioni che si sono manifestate al Senato sulla legge delle Unioni civili.

Non ci sono leggi con adozioni di coppia o con adozioni del figlio del partner in Albania, Bulgaria, Bielorussia, Bosnia, Lettonia, Lituania, Moldavia, Montenegro, Polonia, Macedonia, Romania, Russia, Slovacchia, Ucraina, Turchia, Italia e Città del Vaticano. Le prime quattordici sono nazioni dove il comunismo ha lasciato in eredità il suo integralismo, la terzultima è una realtà dove l’islamismo è forte e le ultime due restano divise solo da un fiume e legate troppo spesso da destino comune. Ma non solo sui diritti civili si può cementare una nuova alleanza. Anche sui diritti economici (ricordate la proposta della nostra Conferenza programmatica sulla cogestione), sui diritti costituzionali ed elettorali (la nostra proposta di legge modificativa dell’Italicum), sui diritti degli immigrati ma anche su quelli alla sicurezza dei residenti. Tutto questo sia l’inizio di un nostro viaggio verso il futuro. Con coraggio e disinteresse. Lasciando ai tribunali il compito di perseguire i malfattori e non i socialisti.

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Commenti all'articolo
  1. Parole sante, gentile Direttore, parole sante.
    Certo che perseguire divisioni, conflitti interni, addirittura vie legali, nella situazione attuale, non so se sia più masochismo o fessaggine ( mi si perdoni la poco elegante prosa partenopea… )
    Sul polo liberalsocialista con radicali, verdi e cattolici, perchè no? Soprattutto con i primi, credo vi siano molti punti in comune.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

  2. Più che giusta l’osservazione che non possiamo dividerci, fin da oggi, sulla necessità di presentare una lista tutta socialista ma dobbiamo parlare di prospettive future per la creazione di un raggruppamento laico liberalsocialista. Ma il Partito, con più forza e in tutte le sedi se vuole continuare la sua storia, deve chiedere la modifica della legge elettorale con l’abbassamento dello sbarramento del 3% con premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista come imposto da Renzi. Questo deve essere l’argomento più importante del dibattito congressuale e questa deve essere la battaglia di tutti i socialisti per le prospettive future.

  3. Io non sono d’accordo. Le ammucchiate con verdi, radicali et similia le abbiamo già sperimentate ampiamente con risultati che conosciamo. Secondo me nel Paese c’è una forte rivalutazione dell’esperienza della Prima Repubblica ed io sarei favorevole ad un ritorno al garofano. Perché non si tenta di celebrare un congresso unitario con i compagni del nuovo PSI? Unità è la parola che dovremmo pronunciare, eppure mi pare che si stia andando allo scontro anche al nostro interno, con la componente di Area Socialista che denuncia una gestione poco limpida del tesseramento e degli adempimenti precongressuali. Non voglio entrare nel merito, non conosco i fatti e non ho la più pallida idea di quanto ci sia di vero, tuttavia il clima nel quale ci accingiamo a celebrare il congresso è veramente pessimo.
    Spero che ci sia uno sforzo per ricomporre eventuali fratture prima che la nostra piccola comunità si indebolisca ulteriormente. Ma questo non può avvenire se si sceglie la strada del braccio di ferro, e lo dico a tutte le parti in causa.

  4. Non esistono alternative all’attuale maggioranza del partito ed alla sua guida.
    Non esistono per l’imperativo categorico dell’unità; non esistono per l’insostenibilità delle tesi alternative, come ho cercato di dimostrare in questa testata con l’articolo dal titolo “divisioni infondate”.
    Tuttavia, unitariamente, abbiamo il complementare dovere, da oggi al congresso, di costruire una pensata prospettiva strategica, innanzitutto alimentandoci delle idee più innovative emerse dalla recente conferenza programmatica.
    Personalmente in quella occasione ho depositato agli atti la mia visione ecosocialista.
    Una cosa comunque rimane certa: in base a profonde trasformazioni culturali, rilevanti cambiamenti sociali, consistenti evoluzioni del quadro politico, parlare ancora oggi di polo laico e liberalsocialista è VUOTO PNEUMATICO.

  5. Caro Direttore ci conosciamo da molto tempo e di giravolte in questi anni ne hai fatte. Mi ricordo il congresso di roma con il Nuovo PSI , dove per un strapuntino rompeste il partito. Con questo ti rispetto e ti voglio anche bene. Finiamola con questa storia di rompere il partito che non ce e finiamola di parlare di cazzate che hai cittadini non interessa nulla , le unioni civili sono un problema che a noi italiani non ce ne frega nulla. Invece di parlare di cazzate ti faccio un elenco che il popolo italiano mette come priorità, il lavoro che non ce, la salute che dopo di anni a sperperare oggi latita con costi altissimi, e la sicurezza. E poi la tua idea di sempre di creare questa listona con radicali e verdi e ancora una cazzata gigantesca che i socialisti non voteranno mai. Caro Mauro la via ce, ma ne tu e altri non la volete percorrere, fate calcoli ragionamenti ma non fate politica, lista socialista, proprie idee poche ma ponterate e contro questi signori che anno rovinato l’ Italia nel nome del cambiamento.
    DI pietro, fini, casini, veltroni, rutelli, franceschini, marini, castagnetti, bossi, pecoraro scanio, di liberto, bertinotti, prodi, boselli, dalema, berlusconi, alfano, monti, fino a renzi altri li mettete voi. Avete capito perchè grillo che non capisce un tubo prende il 25% e la gente non va più a votare?, e voi giocate con le unioni civili. In casa loro facciano ciò che vogliono e, i figli stanno con chi li trattano bene!.
    Scusate lo sfogo ma siete ridicoli.
    viva Craxi e i socialisti veri.
    saluti.
    pasquale claps

    pasquale claps

  6. Io non cancello nemmeno questi commenti diciamo un po’ così come quello di Pasquale. Voglio solo ricordare che sono sempre stato nel partito socialista. Si chiami Sdi o Nuovo Psi. Che sono rientrato alla Camera nel 2006 con lo stesso simbolo col quale ne sono uscito dodici anni prima. E che ho aderito alla Costituente socialista nel 2007 nonostante il seggio garantito dal Pdl. Alla mia coerenza tengo più di qualsiasi altra cosa. Per quanto riguarda il “vuoto spinto’ della proposta liberalsocialista, ricordo a Carlo che essa è stata sostanzialmente raccolta dalla maggioranza del partito che chi la contesta intende appoggiare, compresa la possibile intesa coi verdi, senza i quali non è più agevole l’istanza eco socialista, mi pare….

  7. Nelle due proposizioni di risposta compare il medesimo errore: confondere contenuto e contenitore.
    Quanto alla coerenza, alla linearità, questa è data non dall’identità di più treni ma dalla identica direzione da questi assunta.
    Se si sta in contenitori sempre socialisti ma oggi a sinistra domani a destra, la coerenza resta solo un autoconvincimento.
    Quanto al resto, una cosa è la scatola verde, altra è la sostanza ecosocialista, della quale per parlare bisognerebbe averne cognizione.
    L’assoluto vuoto sta proprio nel partire dai contenitori, dalle formule, oltretutto trapassate, invece che concentrarsi su nuovi contenuti, nuove categorie, disordinando gli schemi conosciuti.
    Il polo laico e liberalsocialista mi sembra sia stata una proposta, ancora da discutere nel percorso da costruire, prima e con il congresso, all’interno della maggioranza del partito aspirante all’unitarietà.
    Non vorrei, a questo punto, che l’autoreferenzialità facesse confondere anche i propri desideri con le scelte collettive.
    Date certe fonti, non mi meraviglierebbe di certo.

  8. Caro Mauro ho detto solo quello che pensavo, poi si può essere d’accordo o in disaccordo siamo in democrazia, ma i fatti sono quelli che diranno e dicono la verità.
    saluti
    pasquale claps

  9. Mettendo insieme questo articolo, o meglio qualche suo passaggio, con quello di qualche giorno fa, dal titolo “Se non ora quando ?”, mi sono fatto l’idea, non so quanto azzeccata, che il Direttore ritenga possibile per il PSI la prospettiva di formare una lista autonoma dal PD soltanto se potrà arrivarsi alla creazione di “un polo, o alleanza, o soggetto di stampo liberalsocialista, con il coinvolgimento dei radicali, dei verdi, di liste civiche, di cattolici non integralisti”

    Il cemento di questa nuova entità dovrebbe essere “la suggestiva lotta per i diritti”, da potersi intendere anche in maniera allargata, cioè diritti estesi anche a quelli di natura economica, ecc….

    Si potrebbe ragionare su quali tematiche indirizzare in via prioritaria l’ipotizzata aggregazione, e quale impostazione dare loro, sembrandomi poi questo il “nocciolo” della questione, e anche discutere sulla interpretazione dei diritti, ma c’è un altro aspetto su cui vorrei qui spendere alcune parole.

    Un soggetto politico nuovo, e che contiene culture politiche diverse, non potrà più chiamarsi socialista, come successe per la Rosa nel Pugno, evocata dal Direttore, in cui peraltro confluivano se non erro due sole forze, ossia socialisti e radicali, nel senso che se cresce il numero dei “federati” il relativo simbolo dovrà essere ancor di più onnicomprensivo e trasversale.

    Se penso però che ieri una testata nazionale ha dedicato una pagina a Craxi, ricordando Sigonella e altro della sua azione politica, mi sembra che quel pezzo di storia socialista sia per così dire incancellabile – nonostante tutti i tentativi fatti per oscularlo e farlo cadere nell’oblio – e insopprimibilmente riaffiora, e forse anche i giovani arriveranno a vederlo nella sua vera luce.

    Per queste ragioni io credo che i socialisti dovrebbero mantenere il proprio nome nei simboli di partito, non per “supponenza” ma semplicemente perché hanno un passato politico che è diverso da quello, rispettabilissimo ma dissimile, di altri, e non devono demordere dal valorizzarlo, almeno a mio modesto parere.

    Paolo B. 23.02.2016

  10. Gentile Direttore, da lettore dei Suoi articoli sono certo che il Suo documento congressuale sarà non solo stimolante, ma soprattutto improntato a uno spirito di critica costruttiva, spirito che, ahime, non sembra illuminare tutti i membri della famiglia socialista. Faccio modesto appello ad alcuni compagni che commentano articoli dell’Avanti! affinchè, fatto salvo il diritto sacrosanto di esprimere le proprie opinioni, e in questo bisogna dire che Mauro Del Bue è veramente il direttore di tutti, visto che non esita a pubblicare anche commenti sgradevoli, affinchè dicevo le loro critiche non siano solo distruttive. Già abbiamo i grillini che vogliono sfasciare l’ Italia e l’ idea di Politica, almeno noi socialisti cerchiamo di non sfasciare quello che abbiamo e che ci unisce. Ad esempio: serve davvero a qualcosa citare, con malcelato masochismo e velato cupio dissolvi, percentuali e presunte intenzioni di voto degli italiani quando non vi sono elezioni politiche in vista? E a chi giova questa continua operazione di fronda nei confronti del Segretario Nencini, quando mancano meno di due mesi al congesso nazionale? Ma veramente pensate che basti dire” siamo gli eredi di Turati, Matteotti, Pertini, Nenni, Saragat, Craxi etc.e abbiamo alle spalle la gloriosa storia del P.S.I.e corriamo da soli etc.etc. ” per vedere le nostre percentuali fare il balzo in avanti? Suvvia! Restiamo uniti che è meglio. E poi, infine, a quanti insistono sull’incompatibilità tra Partito e riforme renziane, ammettendo anche che vi sia incompatibilità, cosa di cui dubito, quale sarebbe l’alternativa?
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

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