sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il viaggio di Norm:
un orso polare
in missione a Manhattan
Pubblicato il 20-02-2016


normDopo “Il viaggio di Arlo”, la Notorius Pictures porta sullo schermo “Il viaggio di Norm”. Norm è un orso polare simpatico e amorevole, che balla la Polo Dance e che sbarca a Manhattan per salvare l’Artide, la sua terra, minacciata dalla distruttività di un uomo senza scrupoli: il meschino, corrotto e falso Greene Homes. L’inetto imprenditore vuole costruire case in Artide, a scapito dei danni ambientali e dell’impatto negativo che avrebbe s questo “paradiso” incontaminato. Un progetto megagalattico di cui Norm, l’orso del Nord, la voce del Nord, dovrà impedire la realizzazione per salvare la sua terra e la sua specie.

Non è solamente l’occasione per raccontare un romanzo di formazione per i più piccoli, ma un modo per avvicinare i bambini ai temi della green economy (green come Greene), dei cambiamenti climatici, dello scioglimento dei ghiacciai, dei problemi ambientali e di cosa significhi ecosistema e, soprattutto, abusivismo edilizio e costruzione indiscriminata senza rispetto dell’equilibrio ambientale, ma solamente delle regole del mercato e di un marketing, che si regge esclusivamente sugli indici di gradimento. Spot pubblicitari vendono prodotti in maniera spesso scorretta, come fa Greene, senza autorizzazione. L’obiettivo è fare un Safari sulla neve e realizzare una Dubai sul ghiaccio. Viene presa, così, di mira una delle poche zone del pianeta ancora incontaminate: l’Artide. Questo Orso che sa parlare l’umanese partirà, dunque, in missione per impedire che anche qui arrivi la mano dell’uomo a portare quell’inquinamento che sta distruggendo ogni legame umano. Per Green, infatti, lavora la giovane ed intraprendente Vera, che vuole che il suo capo interceda per sua figlia (la piccola Olimpia, un talento naturale e speciale come Norm) per mandarla in una scuola avanzata e prestigiosa. Eppure, presa dal lavoro, lascia molto sola la piccola Olimpia, che un po’ ne soffre, ma riconosce subito nel simpatico Norm un amico.

Molte le risate che regala questo film d’animazione davvero riuscito. Molti effetti gradevoli e graziosi come le canzoncine. Soprattutto si lavora sui contrasti: al bianco di Norm fa eco il nero di Green. Norm richiama Nord, ma anche Normandia (come lo sbarco in Normandia, il suo a Manhattan ha qualcosa di una guerra per la liberazione). Avidità e sete di potere di Greene, bramosia di soldi e prestigio, richiamano i sogni, la voglia di riscatto e di “riuscire” nella vita a costruire qualcosa di buono di Norm. Ed è così che nel finale sono create delle belle scenografie simboliche: stelle cadenti (dei sogni e dei desideri?) che cadono a Manhattan  come fiocchi di neve in Artide, dove nasce l’aurora boreale, o come gocce di pioggia che lavano via l’“inquinamento umano” di Greene. Diventare stimabile, ottenere rispetto e dignità significa anche essere coraggiosi e sapere prendere delle decisioni e saper scegliere tra ciò che è bene e più importante, dando delle priorità e imparando ad essere disposti a delle rinunce per il bene dell’altro. Norm apprenderà tutto questo;  non solo dirà: “Se non ci diamo una mano l’un l’altro che ci stiamo a fare in questo mondo?”, ma sarà disposto ad allontanarsi, a lasciare andare Vera e Olimpia, per il bene dell’Artide e della sua stirpe, con grande dispiacere; ma non sarà un gesto di egoismo perché, così facendo, salverà anche loro dal “mondo arido e gelido degli affari semileciti” di Homes; paradossalmente agghiacciante è l’universo circostante a Homes e non a Norm e l’Artide, dove regna l’autenticità di una natura pura e vera. Per un ossimoro di ghiaccio bollente, che è un po’ il sapore di questo film d’animazione, in cui Norm è pronto a scatenarsi nella sua “Odissea” di danza, avventure, pericoli, nuovi incontri e scoperte e forti emozioni (anche rischiando la vita, ma non avendo paura di farlo, convinto del suo compito), che fanno crescere il suo indice di gradimento, come quello nelle sale. Un film che con semplicità insegna a sfruttare le proprie doti e capacità, veri doni ricevuti, per metterli al servizio dell’altro per diventare migliori noi stessi.  Questo è l’universo di Norm e dei suoi piccoli amici lemming: “gli animali più piccoli dell’Artide e sono molto istintivi e riconoscono le persone buone”, e per questo Norm rappresenta il futuro (del pianeta).

Barbara Conti

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