domenica, 29 maggio 2016
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Opinioni e commenti
 

Ilva. Al via offerte di acquisto, timori degli operai
Pubblicato il 11-02-2016


ilva operaioRiparte la questione Ilva, la più grande azienda siderurgica italiana, in amministrazione straordinaria dal gennaio 2015. Oggi i commissari straordinari Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba hanno aperto le buste e avvieranno la verifica conclusiva della rispondenza delle manifestazioni ai criteri di ammissione. Ieri si sono chiusi i termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse all’acquisto e sono 29 le manifestazioni di interesse giunte per il gruppo Ilva o per singole società. L’esame dell’ammissibilità da parte dei 29 soggetti che hanno presentato offerte per il Gruppo Ilva o per singole società del Gruppo proseguirà anche domani. Tra i principali gruppi che hanno presentato un’offerta per l’intero gruppo ci sono: Arcelor Mittal (India), CSN Steel (Brasile), Erp Compliant Fuels (fondo USA), Marcegaglia, Arvedi, Cassa depositi e prestiti, Trasteel, Eusider e Amenduni. All’esito della seconda fase di due diligence, questi soggetti potranno presentare le offerte vincolanti sulla base delle quali sarà perfezionata l’operazione.
Nello stesso giorno in cui si apre “il mercato Ilva” gli ambientalisti di Peacelink diffondono la testimonianza dell’addetto alle cokerie rilasciata al Noe e alla Procura sull’inquinamento del colosso di Taranto. “L’amianto non usciva dall’Ilva, finiva nelle discariche”, dice l’operaio di spalle nel video. “Nel sottosuolo del reparto di Inversione, sotto terra, c’era di tutto: catrame, olio, acqua piovana e liquami, materiale che non doveva finire lì sotto. Non c’era nulla che impediva la caduta del materiale”. Il racconto dell’operaio descrive un impianto simile all’inferno dantesco, “C’erano vapori che si levavano dal terreno, perché ciò che stava sotto fermentava”, “certe volte per il fumo di coke non riuscivo a vedere i colleghi”. Poi racconta che l’amianto, solitamente raccolto nelle speciali sacche specifiche per stoccare il materiale pericoloso, alle volte veniva disperso. “I sacchi con l’amianto restavano nel siderurgico, finivano gettati in discarica. Anche io portavo mattoni e carbon coke, materiale di scarto ed anche amianto che non serviva più alla produzione e tutto veniva buttato in discarica e poi ricoperto, senza protezioni”.

Ilva insomma continua a creare numerosi grattacapo all’Italia, lo sa bene il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ieri parlando con i giornalisti a margine di un convegno sindacale ha affermato: “L’Ilva è una polveriera sociale che la Regione deve gestire assieme al Governo nella speranza che il Governo interloquisca con la Regione sulla questione dell’Ilva”. Emiliano ha poi puntato il dito contro l’Esecutivo: “Per ora il governo non ha nessun tipo di interlocuzione con la Regione Puglia e questo come stile di governo, stile istituzionale, e anche come metodo di lavoro efficiente, onestamente sta creando moltissimi problemi”.

Il Presidente pugliese infatti è sceso in piazza con i lavoratori del tarantino. In tremila tra lavoratori diretti (2.500 quelli usciti dallo stabilimento) e dell’indotto (circa 500) sono scesi in strada ieri con sindacati e istituzioni al loro fianco. Lo sciopero voluto da Fim, Fiom, Uilm e Usb per rivendicare garanzie occupazionali e salariali, chiede al Governo un’accelerata per la risoluzione di una vertenza che investe l’intero territorio, soprattutto nel giorno in cui scadono i termini per la presentazione delle manifestazione di interesse per l’acquisto dell’Ilva.
Stamattina, intanto, i lavoratori Fiom dello stabilimento di Cornigliano si sono riuniti in assemblea (già annunciata la scorsa settimana, dopo le risposte positive dell’incontro al Mise) in cui è stata ribadita la necessità di mantenere alta l’attenzione.

Redazione Avanti!

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