venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Inps. Nuove norme Co.co.co e indennizzo
per i commercianti
Pubblicato il 22-02-2016


Inps
COMMERCIANTI: ANCHE PER IL 2016 TORNA L’INDENNIZZO

Nel settore del commercio tornano gli aiuti numerari per chi cessa l’attività. La originaria norma che prevedeva l’indennizzo per il triennio dal 1996 al 1998 è stata più volte prorogata e viene, ora, ripristinata fino al 31 dicembre 2017. Una misura fortemente voluta confermata dalla Confcommercio, vista la persistente crisi del settore. La prestazione infatti funziona come un vero e proprio ammortizzatore sociale, e serve ad accompagnare fino alla quiescenza coloro che lasciano definitivamente l’attività. In pratica la riconsegna delle licenze al comune potrà consentire di percepire dall’Inps, per il periodo intercorrente dalla chiusura fino alla data della pensione di vecchiaia, una somma di poco più di 502 euro al mese. L’intervento è finanziato con un contributo dello 0,09 per cento a carico dei commercianti, che sarebbe andato in scadenza al 31 dicembre 2014 e che è stato anch’esso prorogato al 31 dicembre 2018. Le richieste di ammissione al beneficio previdenziale dovranno essere presentate entro il 31 gennaio del 2017. La previsione è contenuta nel comma 490 della legge di stabilità 2014, che è intervenuta modificando l’articolo 19-ter del decreto-legge n. 185/2008 convertito in legge n. 2 del 28 gennaio 2009 (c.d. decreto anti-crisi). Destinatari del provvedimento sono in particolare: i titolari di attività commerciali al minuto in sede fissa o loro coadiutori (a nulla rilevando la eventuale somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; i titolari di attività commerciali su aree pubbliche o loro coadiutori; gli esercenti di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; gli agenti e rappresentanti di commercio. Per accedere all’operazione devono essere perfezionati alcuni precisi requisiti che consistono in: aver compiuto 62 anni di età se uomo o 57 se donna, al momento della cessazione (secondo l’interpretazione seguita dai Ministeri vigilanti ed enunciata espressamente dall’Inps con il messaggio n. 9656 del 13 giugno 2013 e successivi adeguamenti relativi all’incremento della speranza di vita) fino all’età massima di 66 anni e 7 mesi per gli uomini e 66 anni e 1 mese per le donne (sempre che non si consegua, prima di tali limiti, la decorrenza del trattamento pensionistico). A questo proposito non può non osservarsi la sanatoria della precedente distonia fra la finalità dell’indennizzo (accompagnare il commerciante in crisi economica fino al momento della quiescenza) e la soglia indicata in precedenza dai Ministeri, che all’inizio era assai lontana dal dato anagrafico occorrente che all’epoca valeva per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici autonome; al momento della cessazione il soggetto deve essere iscritto alla gestione speciale commercianti dell’Inps da almeno cinque anni; l’attività deve essere terminata in maniera definitiva; le licenze per l’esercizio commerciale devono essere restituite al comune. Con riferimento al contributo obbligatorio dello 0,09 per cento a carico dei commercianti; va evidenziato che anch’esso viene differito al 31 dicembre 2018, ed è posto a carico degli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali presso l’Inps, in aggiunta ai contributi previdenziali dagli stessi dovuti. Per ottenere l’erogazione dell’assegno in questione, sono quindi necessari: la chiusura definitiva dell’attività commerciale; la consegna dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (nel caso in cui quest’ultima sia esercitata congiuntamente all’attività di commercio al minuto); la cancellazione del titolare dell’attività dal Registro delle imprese presso la Camera di commercio competente; la cancellazione del titolare dal registro degli esercenti il commercio per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la cancellazione dal ruolo provinciale degli agenti e rappresentanti di commercio. Importante, L’indennizzo è incompatibile con l’esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato ed è pertanto revocato a far data dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale sia stata ripresa l’attività lavorativa sia essa dipendente che autonoma, circostanza che deve essere segnalata dall’interessato entro trenta giorni dalla ripresa. L’importo dell’indennizzo – come detto – è pari al trattamento minimo di pensione spettante ai commercianti iscritti alla gestione ed il periodo in cui viene riscosso è riconosciuto figurativamente ai fini del diritto e della misura al trattamento pensionistico.

Inps a porte aperte
IL FONDO SPECIALE PER IL TRASPORTO AEREO (FSTA)

Prosegue l’operazione trasparenza “Inps a porte aperte”. In questa sezione, raggiungibile dall’home page del sito istituzionale (www.inps.it), vengono pubblicate informazioni che chiariscono le regole previste per la composizione e l’effettivo funzionamento dei maggiori fondi speciali gestiti dall’Istituto e di quelle categorie di lavoratori che usufruiscono di particolari regole contributive e previdenziali. La sezione “Inps a porte aperte” è dedicata a migliorare il rapporto informativo tra Ente e cittadini, al di là degli obblighi prescritti dalla legge. L’obiettivo è quello di rendere più chiari i meccanismi di funzionamento delle prestazioni erogate dall’Istituto. L’iniziativa fa parte di quell’operazione trasparenza annunciata dal presidente Inps, Tito Boeri, all’atto del suo insediamento. È stato recentemente pubblicato un aggiornamento della scheda informativa sulla previdenza degli iscritti al Fondo Speciale per il Trasporto Aereo (FSTA), presentata nel marzo del 2015.
Nella scheda sul fondo speciale trasporto aereo del marzo 2015 sono state descritte le particolari regole per il calcolo delle integrazioni salariali e del finanziamento del fondo destinato ai lavoratori delle imprese del trasporto aereo, al personale delle imprese del sistema aereoportuale e di società da queste derivate. L’aggiornamento oggi in pubblicazione riepiloga le decisioni prese da marzo ad oggi sul futuro del Fondo. La normativa del Fondo avrebbe dovuto essere adeguata a quella prevista per i fondi di solidarietà a partire dal 1 gennaio 2016, permettendo un maggiore controllo sulla gestione del fondo da parte del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia. Il decreto è tuttavia ancora in corso di approvazione presso i ministeri competenti. Inoltre, anche dopo l’adeguamento, il FSTA rimarrà l’unico fondo di solidarietà ad essere finanziato non solo dalle aziende e dai lavoratori del settore ma anche dalla collettività, tramite il contributo di 3 euro pagato su ogni biglietto aereo, confermato da un decreto interministeriale del 29 ottobre 2015. Istituto Nazionale Previdenza Sociale La scheda completa, corredata dai dati aggiornati sul finanziamento e i beneficiari, relativa alle prestazioni a sostegno del reddito garantite agli iscritti al Fondo Speciale per il Trasporto Aereo è disponibile nella sezione “Inps a porte aperte” sul sito www.inps.it, insieme a tutte le altre già pubblicate.

Consulenti del lavoro
NUOVE NORME CO.CO.CO NON ESCLUDONO PARASUBORDINATO

Anche dopo l’entrata in vigore a pieno regime, il 1° gennaio 2016, della nuova regolamentazione relativa alle collaborazioni coordinate e continuative, sono sempre stipulabili i contratti di lavoro parasubordinato, ovvero di lavoro autonomo caratterizzati dalla continuità della prestazione lavorativa e resa mediante un coordinamento col committente. Per orientarsi nelle novità normative, la Fondazione Studi consulenti del lavoro ha pubblicato la circolare n. 4.
“La nuova disciplina – spiegano i consulenti del lavoro – supera il contratto di lavoro a progetto e il lavoro occasionale nonché le presunzioni operanti in relazione alle altre prestazioni rese in regime di lavoro autonomo. In particolare, la legge ha introdotto una doppio binario in relazione alle collaborazioni già in atto alla data di entrata in vigore del decreto (25 giugno 2015) e stipulate dal 25 giugno 2015”. “Il legislatore, al fine di consentire alle parti di prevenire i rischi derivanti da un non corretto inquadramento contrattuale della tipologia di lavoro che si intende avviare, ha previsto la possibilità per le stesse di richiedere la certificazione dell’assenza dei requisiti anche di etero organizzazione”, spiegano i consulenti. “La prerogativa riguarda tutte le commissioni di certificazione istituite ai sensi della citata disposizione e, tra esse, quelle costituite presso i Consigli provinciali degli Ordini dei consulenti del lavoro, capillarmente presenti sul territorio, alle quali le parti potranno quindi rivolgersi. Si tratta di una funzione nuova per le suddette commissioni che si aggiunge a quelle già esistenti. Le parti potranno chiedere anche la certificazione dell’intero contratto ai fini di valutare non solo l’assenza dei requisiti previsti dalla legge, ma anche la conformità della tipologia contrattuale prescelta con l’effettiva modalità di svolgimento del lavoro”.
“È previsto che il lavoratore possa farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un avvocato o da un consulente del lavoro”, continua la circolare. “Non è escluso che anche il committente possa validamente farsi assistere da un appartenente alle medesime categorie legittimate ad affiancare il lavoratore. Il dettato normativo ribadisce quindi il ruolo di terzietà del consulente del lavoro il quale può assistere, nel procedimento, sia il committente che il collaboratore. La certificazione potrà riguardare sia i rapporti da instaurare che quelli già instaurati”, concludono i consulenti.

Carlo Pareto

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento