lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Irlanda, il Fine Gael
prepara il bis al governo
Pubblicato il 02-02-2016


Irlanda

Dublino, festa di San Patrizio 2015

L’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (2^ puntata)

L’Irlanda può vantare una lunga tradizione di governi di centrodestra come poche altre nazioni. Dai primi anni 20, i primi ministri irlandesi sono tutti appartenenti ai due principali partiti del centrodestra irlandese, il Fine Gael e il Fianna Feil.

Il Fianna Feil, partito liberalconservatore membro dell’Alde, primo partito irlandese dal 1932 al 2007, vive nell’ultimo decennio una profonda crisi che lo ha portato ad ottenere per la prima volta nella sua storia meno del 20% dei consensi alle ultime elezioni del 2011. Il partito membro dell’Alde è stato alla guida del Paese per la maggior parte degli ultimi cento anni. Fino alla fine degli anni ‘80 ha dato vita ad una lunga serie di governi monocolori, mentre è stato alla guida del Paese alleato con i Democratici Progressisti fra il 1989 e il 1992 e fra il 1997 e il 2011 e con i laburisti fra il 1992 e il 1994.

Il Fine Gael, membro del PPE, è invece il partito ad avere ottenuto più voti alle ultime elezioni nazionali del 2011, risultato che gli ha permesso di guidare il Paese con i laburisti negli ultimi 5 anni, dopo 14 anni fra i banchi dell’opposizione. Nel corso degli anni non è mai riuscito a dare vita ad un governo monocolore e data la forza del Fianna Feil ha sempre dovuto allearsi con i laburisti per andare al governo.

A destra dei due partiti che hanno guidato l’Irlanda negli ultimi 90 anni si trova il Comhar Críostaí, partito ultraconservatore fondato nel 1995 che ha cessato di esistere nel 2014. Il miglior risultato del Comhar Críostaí si ha alle elezioni nazionali del 1997, quando il partito conservatore raccolse oltre 8.300 voti, pari allo 0,46% dei consensi.

Nel 2015 prendono vita in Irlanda altri due movimenti di destra. Il Renua Ireland, fondato dall’ex ministro degli affari esteri, Lucinda Creighton, è un partito liberista e conservatore. Al momento può contare su un gruppo di parlamentari eletti sia nelle file del Fine Gael che in quelle del Fianna Feil. Identity Ireland è invece un partito nazionalista ed euroscettico fondato da Peter O’Loughlin. Elemento politico principale del partito è la battaglia per chiudere le frontiere e contrastare l’immigrazione. Elementi fondanti anche dell’Immigration Control Platform, organizzazione politica fondata negli anni 90 dall’ex membro dei Democratici Progressisti, Áine Ní Chonaill.

In Irlanda vi è la possibilità di candidarsi come indipendenti alle varie elezioni nazionali e locali, attualmente circa il 15% dei membri del Parlamento irlandese sono stati eletti come indipendenti, data questa possibilità molti esponenti dell’estrema destra si presentano da indipendenti alle elezioni, fra questi l’attivista del movimento pro life, Justin Barrett e il nazionalista Ted Neville.

Il prossimo aprile si terranno le elezioni per rinnovare il Parlamento irlandese, al momento i sondaggi danno il Fine Gael prima forza politica attorno al 30%, il Fianna Fail dovrebbe attestarsi sotto il 20%, mentre il Renua Ireland viene dato circa al 2% da tutti gli ultimi sondaggi.


Intervista a Áine Ní Chonaill, portavoce e fondatrice dell’organizzazione Immigration Control Platform.

Quali sono i motivi che vi spingono nelle vostre lotte contro l’immigrazione?
Penso che l’immigrazione sia come la maggior parte delle cose, un po’ va bene, tanta è problematica. Perchè tutti i paesi dovrebbero essere come una trapunta di pezze?

Aine Ni Chonaill, portavoce e fondatrice dell’organizzazione Immigration Control Platform

Aine Ni Chonaill, portavoce e fondatrice dell’organizzazione Immigration Control Platform

Secondo voi, quali sono i più grossi problemi che l’Irlanda vive per via dell’immigrazione?
Anche se non causasse problemi, è antidemocratico se va contro il desiderio dei cittadini, spero tutti siano d’accordo sull’importanza della democrazia. Comunque nei Paesi europei l’immigrazione di massa si è dimostrata un fattore problematico, basti vedere la situazione delle banlieue francesi, ciò che accade nelle periferie della Gran Bretagna, ecc.  L’immigrazione è una costosa seccatura. Dobbiamo finanziare corsi di lingua, traduttori, ecc., ed è una costante fonte di ansie. Mi chiedo: stiamo facendo integrazione nella maniera corretta? È il nostro curriculum troppo monoculturale?

Quali governi, secondo voi, hanno affrontato in miglior modo il tema dell’immigrazione?
Tutti i governi sono stati estremamente negligenti sul tema. Tutti i governi non hanno fatto le riforme necessarie e i dati sulle espulsioni di clandestini sono vergognosamente bassi. Il Fianna Fail ha fatto le cose più terribili, più che altro perché è stato al governo per più tempo e nei momenti cruciali. Nel 2004 siamo stati uno dei tre Paesi dell’Unione europea che hanno aperto completamente le porte del mercato del lavoro ai Paesi dell’est. Il governo ha impiegato 5 anni per modificare le norme per la richiesta d’asilo, cambiando profondamente idea solo dopo 5 anni di pesanti pressioni da parte dei media.

Pensate perciò che l’Unione Europea sia un ulteriore ostacolo nelle vostre battaglie?
L’UE è sicuramente un ostacolo. La Commissione sembra alla costante ricerca di molti nuovi immigrati. C’è bisogno di stracciare la Carta dei diritti fondamentali come la Convenzione sui rifugiati. Dal nostro punto di vista è assolutamente folle la loro idea di rendere obbligatorio la ripartizione dei rifugiati.

Le elezioni irlandesi sono alle porte, quale sarà il ruolo dell’ICP?
Le nostre risorse sono poche, la nostra unica attività sarà quella di diffondere comunicati stampa per focalizzare l’attenzione degli elettori sul problema dell’immigrazione.

Quale sarebbe per voi il peggior scenario che potrebbe uscire dalle urne?
Ovviamente un governo con una importante componente di sinistra, date le loro posizioni a favore dell’immigrazione. Tutti i raggruppamenti di sinistra hanno già dichiarato di volere la regolarizzazione di tutti i clandestini.
Gianluca Baranelli

2^ puntata – Le precedenti:
1 – Irlanda, il Fine Gael prepara il bis al governo

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