venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ISTAT. Pil al ribasso, per il 2015 si ferma allo 0,7%
Pubblicato il 12-02-2016


Industria-caloL’Istat fissa l’asticella del Pil per il 2015 allo 0,7, dunque un paio di decimali più basso di quello che il Governo aveva preventivato e uno 0,1 meno delle sue stesse previsioni. Il dato negativo viene però temperato, come ha sottolineato lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dalla considerazione che comunque il dato del prodotto interno lordo è tornato positivo dopo tre anni di recessione. Però alla luce dei freddi numeri non sarà facile per Renzi tenere il punto con Bruxelles che deve approvare la nostra legge finanziaria tutta basata su previsioni che appaiono già fuori bersaglio. Anche oggi incontrando il presidente del parlamento europeo Martin Schulz e, successivamente, il cancelliere austriaco Werner Faymann, che la Commissione deve “dedicarsi di più alle questioni serie dell’Europa e non alle questioni degli zero virgola”, tornando così a gettare benzina nel fuoco delle polemiche che sta portando avanti da settimane forse per anticipare la bocciatura europea e difendere la sua prossima campagna elettorale. “Stiamo affrontando una stagione molto complicata – ha aggiunto Renzi – l’Italia è pronta a fare la sua parte”.

Pil allo 0,7% nel 2015
Per tornare alla aride cifre degli ‘zero virgola’, l’Istat ha detto oggi che la crescita dell’Italia frena. Nel quarto trimestre del 2015 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,0% su base annua. “Lo 0,7% che viene fuori dall’Istat – ha commentato Padoan – è più basso della previsione del Governo, avrei preferito vedere un decimale in più piuttosto che in meno, ma come si sa i decimali contano poco, l’importante è la direzione di marcia che è di crescita, dopo tre anni di profonda recessione, che è confermata e rafforzata nel 2016”.

Giù l’industria, salgono agricoltura e servizi
La variazione congiunturale dell’economia italiana nel quarto trimestre è “la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’industria e di aumenti in quelli dell’agricoltura e dei servizi”.
A trainare la crescita è invece l’estero. “Dal lato della domanda – dice Istat – vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall’apporto positivo della componente estera netta”, spiega l’Istituto analizzando le componenti del Pil nell’ultimo trimestre dell’anno.

Intanto, nonostante i dati poco allegri dell’Istat, le borse hanno chiuso in positivo con un ‘rimbalzo’ che ha recuperato la brutta caduta di ieri. A Piazza Affari il Ftse Mib dopo il -5,6% di ieri, ha terminato la seduta con un +4,7%. Positivi anche gli altri listini del Vecchio Continente.

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