venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La Giornata della Memoria
contro ogni discriminazione
Pubblicato il 02-02-2016


Olocausto ShoahNew York – “L’Olocausto e la Dignità Umana” questo il tema di quest’anno dell’International Day of Commemoration for the victims of the Holocaust, celebrato alle Nazioni Unite a New York con una settimana di eventi, inclusa una cerimonia ufficiale aperta dal Segretario Generale Ban Ki-moon alla presenza di sopravvissuti dell’Olocausto e rappresentanti degli Stati membri, svoltasi lo scorso 27 gennaio nella Sala dell’Assemblea Generale.

Un tema di particolare importanza, in occasione del 70.esimo anniversario dalla propria fondazione, che ricorda come “la memoria dell’Olocausto sia fra i principi fondanti delle Nazioni Unite”, per usare le parole del Segretario Generale.

È proprio dall’orrore dell’Olocausto, infatti, che le Nazioni Unite sono sorte nell’immediato dopoguerra, con l’ambizioso scopo di promuovere la pace e la collaborazione fra le nazioni e di supplire al fallimento della Società delle Nazioni.

In quest’anno particolarmente significativo per la propria storia, con l’elezione di un nuovo Segretario Generale che in molti pronosticano per la prima volta donna, il lancio dei Sustainable Development Goals e la probabile riforma del Consiglio di Sicurezza in vista, le Nazioni Unite hanno scelto, nel commemorare questa ricorrenza, di ricordare le ragioni della propria fondazione e portare nel nuovo ciclo le stesse istanze di protezione dei diritti umani.

La Giornata della Memoria, infatti, non ha voluto essere solamente una giornata di ricordo e commemorazione per le vittime, ma piuttosto l’occasione per ribadire l’essenzialità della protezione delle popolazioni e degli individui vittime di discriminazione.

Un tema essenziale alla luce del risorgere di nuove istanze anti-semite e anti-islamiche, come ha ricordato Ban, specialmente in seguito alla comparsa di Da’esh e alla confusione causata dal conflitto siriano.

Nel ricordare le sofferenze del popolo yazida ed altri, il Segretario Generale ha voluto leggere un parallelo fra gli odierni teatri di scontro mediorientali e non solo e l’Olocausto della Seconda Guerra Mondiale ed ha auspicato che la memoria dell’Olocausto possa servire da insegnamento per le nuove generazioni.

Alla cerimonia di commemorazione hanno partecipato, fra gli altri, i Rappresentanti di Stati Uniti e Israele presso l’ONU, mentre Marta Wise, Haim Roet e Zoni Weisz, tre sopravvissuti all’Olocausto, hanno portato la propria preziosa testimonianza.

Nonostante qualche polemica con Israele, dovuta all’incoraggiamento del Segretario Generale a rispettare i termini degli accordi per “porre fine all’occupazione”, al quale il Presidente di Israele Netanyahu aveva risposto accusando Ban di “incoraggiare il terrore”, la cerimonia si è svolta in un’atmosfera di grande commozione, soprattutto nel ricordo di Sir Nicholas Winton, cittadino britannico venuto a mancare nel Luglio scorso, che durante la guerra riuscì a mettere in salvo 669 bambini ebrei cecoslovacchi, assicurandogli un’adozione presso famiglie inglesi, con il cosiddetto “Kindertransport”.

Oltre alla cerimonia di commemorazione, il programma sull’Olocausto delle Nazioni Unite ha voluto organizzare la proiezione di “Woman in Gold”, il film di Simon Curtis sulla restituzione dell’omonimo dipinto di Klimt alla legittima proprietaria, derubata dai nazisti durante la guerra. Il film, che affronta il tema del saccheggio delle opere d’arte operato dai nazisti, è anche l’occasione per riflettere sul destino delle opere d’arte in guerra, tema tornato purtroppo di grande attualità in seguito ai saccheggi e distruzioni operati dallo Stato Islamico negli ultimi mesi.

A questi due eventi si sono aggiunte due mostre, attualmente ancora in corso (fino al 9 febbraio), “Holocaust by bullets”, che racconta la storia poco conosciuta delle esecuzioni di massa in Ucraina durante la Seconda Guerra Mondiale e “Life after survival” sul lavoro del “United Nations Relief and Rehabilitation Administration”, ora estinta agenzia delle Nazioni Unite, con i bambini sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti.

Costanza Sciubba Caniglia

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