giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“L’amore migliora la vita”. Una commedia scorretta
in scena al Sala Umberto
Pubblicato il 10-02-2016


foto dirk posato

“L’amore migliora la vita” è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo. Che l’amore migliori la vita può sembrare un’ovvietà, un’affermazione talmente scontata da sembrare inutile. In realtà la nostra esistenza è invasa da altri sentimenti sempre più predominanti e che fanno parte del corredo del nostro vivere sociale: la rabbia e la paura. Siamo talmente concentrati sul nostro malessere da dimenticarci ciò che di bello potremmo avere se fossimo meno concentrati sul nostro piccolo ambiente ed attribuissimo un significato meno universale alle nostre idee. Purtroppo, così facendo, non ci accorgiamo della ristrettezza mentale che accorcia il nostro campo visivo e che ci rende mediocri, condannandoci alla pratica costante dell’ipocrisia.

La trama. Due coppie di genitori si trovano a cena per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni: il problema è che i due non sono solo amici…All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente. Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni. E così durante la serata vi è spazio per litigi violenti, per tradimenti consumati dopo cena, per offese per troppo tempo represse che sono indirizzate al proprio partner.

E così emerge che l’unica arma che sembrerebbe consentire ai genitori di poter andare avanti è quella dell’ipocrisia, considerata come “un piccolo difetto che ci aiuta a vivere in pace, soprattutto con i nostri figli”.

Nell’allestimento al Sala Umberto la commedia si svolge in un atto unico, in un susseguirsi di scene che sono quasi  degli sketch. Le musiche sono marginali. Bravi i quattro attori presenti sulla scena: Gaia De Laurentis, Eleonora Ivone, Ettore Bassi e Giorgio Borghetti, che interpretano i ruoli di genitori solo apparentemente perfetti. Ma in realtà così imperfetti che se l’amore migliora la vita, questo non è certamente il loro caso. Ettore Bassi nei panni di un primo violinista, perfezionista, atletico, ma pronto senza troppi scrupoli a tradire la moglie. La moglie di lui, interpretata dalla bella Eleonora Ivone, che non si sente all’altezza del marito, essendo una mediocre giornalista che scrive per riviste rosa e che, per consolarsi, si dedica al fumo d’erba prima di addormentarsi. Ma almeno entrambi appaiono aver metabolizzato in qualche modo la situazione. Dall’altro lato troviamo una coppia completamente chiusa dinanzi all’omosessualità del figlio, che preferirebbe mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Ma durante la cena è costretta a confrontarsi con la realtà dei fatti: e così Gaia De Laurentis apparentemente aggressiva nei confronti del marito, con il quale non ha quasi più rapporti, si rivela molto debole, tanto da tradire il marito ed iniziare a fumare l’erba nell’arco di una serata. Il marito, d’altra parte, è un piccolo imprenditore che fa di tutto per sostenere la famiglia, ma che, come la moglie, non accetta assolutamente la situazione del figlio, e non trova di meglio che consolarsi con la bella giornalista.

Il messaggio che l’opera scritta e diretta da Angelo Longoni vuole lasciarci è che non importa quale sia la provenienza sociale dei quattro genitori o la loro estrazione culturale, essi sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.

“L’amore migliora la vita” è dunque una storia contemporanea di grande attualità, una morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare. Una commedia che tocca in modo diretto e leggero temi scottanti e che, facendo vivere allo spettatore il contrasto tra perfezione presunta ed imperfezioni “sociali”, ci invita a riflettere sui confini dei diritti civili. Molti applausi e risate alla prima. Lo spettacolo sarà al Sala Umberto di Roma fino al 21 febbraio.

Al. Sia.

 

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