domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lombardia. Consulta boccia la legge anti-moschee
Pubblicato il 24-02-2016


maroniLa legge sui luoghi culto della Regione Lombardia, voluta dalla Lega Nord per ostacolare la costruzione di nuove moschee, è incostituzionale. Quindi va cancellata. A stabilirlo è stata la Consulta che ieri sera ha accolto quindi il ricorso con cui il governo di Matteo Renzi aveva impugnato la legge approvata dal Pirellone. Il testo era stato impugnato dal Governo davanti alla Corte Costituzionale, perché secondo l’esecutivo violerebbe diversi articoli della Costituzione, tra cui i principi di uguaglianza dei cittadini e delle confessioni religiose. I 15 giudici della Corte, riuniti ieri in camera di consiglio, hanno preso la decisione all’unanimità, in una seduta anche piuttosto breve, condividendo l’impostazione del giudice relatore Marta Cartabia e dando così il via libera a una decisione piuttosto scontata. Le motivazioni si conosceranno nelle prossime settimane.
A fine gennaio dello scorso anno il consiglio regionale lombardo, aveva approvato una legge con lo scopo di contrastare chiaramente la costruzione di nuove moschee. Il testo, voluto dalla Lega Nord e appoggiato dagli altri partiti del centrodestra, imponeva regole più severe (e onerose) per creare nuovi luoghi di culto in Lombardia. Tra questi, la possibilità di referendum tra i cittadini di un Comune in merito alla costruzione di spazi religiosi, la presenza di telecamere all’esterno dei locali collegate con la questura, il parere preventivo di polizia e residenti, aree parcheggi grandi almeno due volte la superficie dell’edificio e obbligo per i Comuni di procedere alle valutazione ambientali strategiche.

La legge era stata subito ribattezzata “anti-moschee”, poiché nonostante riguardasse tutti i luoghi di culto, per le le moschee esisteva un ostacolo in più: dal momento che l’islam non ha un patto con lo Stato Italiano, veniva introdotto un “parere preventivo e obbligatorio” da parte di una consulta regionale, nominata dalla Giunta.
“Quella legge oltre ad essere un obbrobrio giuridico rappresentava anche un caso di inciviltà e intolleranza inammissibile”, dice David Piccardo, del Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano, Monza e Brianza (Caim). “Abbiamo denunciato più volte l’atteggiamento di chi ha voluto utilizzare le istituzioni pubbliche con fini persecutori nei confronti dei cittadini musulmani della Lombardia impiegando risorse pubbliche per negare i diritti e per alimentare la paura e il pregiudizio nei confronti di più di 400.000 persone a cui ancora oggi non è garantito il diritto di culto”.
La legge lombarda sui nuovi luoghi di culto ribattezzata ‘anti-moschee’ “è palesemente incostituzionale perché viola il principio della libertà religiosa per tutti i cittadini” e presenta “misure che sembrano di carattere urbanistico ma in realtà è altro”. Così Massimo Clara, l’avvocato che rappresenta l’associazione ‘Vox diritti’ intervenuta ad adiuvandum nell’impugnativa del Governo contro la legge lombarda, ha commentato la notizia della sua bocciatura da parte della Consulta. Eppure la relatrice della Legge, Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia) si era detta fiduciosa al riguardo: “Nei primi dodici mesi della sua applicazione non abbiamo rilevato particolari problemi. Chi la rispetta, infatti, può realizzare nuove strutture, un principio che vale per tutte le religioni senza alcuna distinzione”.
Dopo la notizia il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha subito twittato:


Mentre è stata furiosa la reazione di Matteo Salvini, leader della Lega: “Abbiamo una consulta islamica, non italiana, che è complice dell’immigrazione clandestina. È vergognoso”.

Redazione Avanti!

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