domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Per l’Abi maestri e studenti sono “ignoranti”
Pubblicato il 19-02-2016


abi

Alcune sere fa da Vespa e sabato dalla Gruber, è “riemerso” il Vice Presidente di ABI, Giuseppe Ghisolfi, il quale ha scritto il volume “Manuale di educazione finanziaria” perché sconvolto dal fatto che – girando per le scuole – maestri e studenti non conoscono la differenza tra “azione” e “obbligazione”, anzi, per dirla alla Sgarbi, sull’argomento li ha trovati “ignoranti come capre” (Ghisolfi, meravigliato, li ha trovati assolutamente ignari). Il libro (uscito nel 2014) gode di grande apprezzamento, al punto che sembra in “odore” di Nobel per la letteratura. Quando parla, il Vice di ABI sembra essere il portavoce “ufficiale” delle banche italiane: dispensa moniti a destra e a manca; dalla sua voce escono parole fendenti: al suo confronto, Brancaleone da Norcia, nel favellare e menar di spada, pare uno pivello! Il suo timbro di voce è così imponente da far sì che, al solo ascolto, i polsi degli uditori tremino, mentre, per contro, egli non vorrebbe altro che tranquillizzare i correntisti. Insomma, Ghisolfi sembra cerchi con tutto se stesso di sdrammatizzare la situazione, mentre in realtà produce esattamente l’effetto contrario. Però, cari amici, state sereni: va tutto bene!

Non lasciatevi suggestionare da coloro che, comodamente seduti nei salotti televisivi, cerca maldestramente di calmare le acque della tempesta da loro stessi provocata. Per farlo, questi “approfittatori” hanno costretto il sistema finanziario bancario a dotarsi di un inedito strumento di “auto-difesa” (e quindi di legittimazione): la “bad bank”. Io non parlo le lingue, ma credo che, in buona sostanza, ci si riferisca alle “banche monnezza”, quelle che raccolgono tutti i crediti incagliati. In altri termini, quei crediti di cui i soli responsabili sono le persone che non pagano i propri debiti. E perciò spariscono, divengono latitanti, uomini “wanted”. Credo che le banche facciano finta di non ricordare.

Ma non sono loro che, a metà degli anni duemila, hanno offerto denaro senza nessuna garanzia? Ricordate? “Non si preoccupi – dicevano al cliente – facciamo aumentare il valore della sua casa dal nostro geometra, così, oltre all’immobile, lei paga pure le prime rate del prestito, il notaio, la lavatrice, i mobili dell’Ikea e, con quello che avanza, si fa una bella vacanza con tutta la sua famiglia. Lei stia tranquillo: non deve fare altro che firmare qui e godersi la vita!” La butto in ironia, ma è risaputo: è così che è andata. Ricordo di un proverbio che cita: “chi di spada ferisce di spada perisce”. Duole constatare però che gli unici ad essere stati passati a fil di spada siamo stati noi. E con quanta “leggerezza”, come una piuma, questi signori oggi si arrogano la legittimità di offrire soluzioni, suggerimenti e indicazioni alle ferite da loro stessi recati? Questi macellai alla Mario Brega, per il quale ‘sta mano po’ esse fero e po’ esse piuma”, prima fendono con la spada, per poi addolcire con un guanto il dolore recato ci invitano a leggere il “Manuale di educazione finanziaria”.

Angelo Santoro

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