domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
Elaborare il lutto
Pubblicato il 15-02-2016


La nostra comunità fra poco tempo terrà come da statuto il proprio congresso.
Mi è capitato di leggere sull’Avanti! un pezzo di Bobo Craxi che chiede come altri di rinviare il Congresso a dopo le amministrative.

Singolare richiesta davvero!
Per molti mesi, tutto il 2015 siamo stati subissati da richieste di congresso straordinario da parte di chi, prima non ha accettato di entrare negli organismi perché non li accettava, poi ci è entrato contrattando ruoli e spazi ben superiori alla rappresentanza fuoriuscita dal congresso di Venezia, sicuramente in numero maggiore alla sinistra socialista sia in segreteria che in Direzione nazionale, e poi, purtroppo convincendo una parte della sinistra presente in Direzione nazionale, ha scelto la via dell’Aventino e della realtà virtuale dei social, denunciando non si sa quali soprusi.

Ogni post pubblicato da questi compagni chiedeva la convocazione di un congresso straordinario, convinti, chissà per quale oscuro motivo, che il Segretario lo avrebbe rinviato sine die, ora che come da statuto è convocato il CN per decidere la convocazione del congresso si richiede il rinvio a dopo le amministrative.

Cari compagni, si raccoglie quello che si semina, e se fra le righe si sceglie di non partecipare alla vita del partito, ad esempio boicottando il festival dell’Avanti! per poter dire che c’era poca gente o ancora meglio sabotando la conferenza programmatica organizzando riunioni alternative negli stessi giorni, si ha, direbbe Mourinho, zeru tituli di credibilità nel partito per chiedere un semplice rinvio.

E condivido altresì il pezzo del compagno Parea, che afferma che ormai giunge fuori tempo massimo, dopo simili e ripetuti comportamenti, non ultime le minacce di rivolgersi alla magistratura per impedire il congresso, qualsiasi invito all’unità interna.

Questi autorevoli compagni dovrebbero domandarsi umilmente perché al di là del mondo virtuale non sono riusciti a creare alcuna alternativa credibile, né politica, né organizzativa al Segretario nazionale.

Mi permetto cortesemente di darne una mia modesta lettura:

1. Perché hanno ricoperto fino a poco tempo fa tutti i ruoli più importanti del partito e non sono certo percepiti dal partito come una alternativa credibile.
2. Perché le loro proposte guardano al partito che fu, alla riscoperta di slogan e simboli del passato.

Nessuno di noi dimenticherà mai quegli anni ed è giusto ricordarli, ma se questa comunità vuole avere un futuro deve saper elaborare il lutto, il Psi di allora non tornerà più e questo congresso deve essere per noi il congresso della decraxizzazione una volta per tutte.

Marco Andreini
Direzione Nazionale Psi

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Commenti all'articolo
  1. Guardare al futuro ha sicuramente senso, ma lo si può fare in continuità con la propria storia, specie per quelle forze politiche che ce l’hanno, e occorre nel contempo aver chiarezza e condivisone su dove andare, e in che modo arrivarvi, non sembrandomi sufficiente rompere col passato e “saper elaborare il lutto”.

    E’ un po’ come il voler far riforme ad ogni costo, col prioritario e principale obiettivo di mutar le cose, salvo poi accorgersi di aver cambiato in peggio, tanto da rimpiangere il modello precedente, forse perché non si avevano idee abbastanza nitide e precise sul come sostituire il vecchio col nuovo, trovandosi così a “navigare a vista”..

    Forse però c’è già un progetto-programma ben definito, quello che un tempo si chiamava mozione congressuale, e in tal caso il mio ragionamento andrebbe allora rivisto, ma sul recidere le radici col passato andrei comunque molto cauto, perché potrebbero rivelarsi un buon ancoraggio, in questi tempi piuttosto “burrascosi”.

    Paolo B. 15.02.2016

  2. Ammetto che molte cose nel Partito non vanno bene, che ci sia molto da lavorare, ma questo, ne sono altrettanto convinto, il Gruppo dirigente lo sa benissimo. Ho portato critiche in chiave politica all’attuale gestione e, molto probabilmente, senza timore reverenziale alcuno, laddove lo riterrò opportuno, ma soprattutto necessario, continuerò a farlo con il coraggio e la lealtà che penso mi venga riconosciuta. Certamente un momento di confronto serviva, e la Conferenza Programmatica è stato il momento più alto di questo confronto che precedesse il Congresso alla sua naturale scadenza. Purtroppo quella occasione è stata mancata da una parte del Partito, invitato, ma presente solo come spettatore in sala, non in grado, o forse non intenzionato, a portare il contributo di critica e crescita necessario ed atteso in quell’assise che peraltro ha lavorato, elaborato documenti, visto la partecipazione di Compagni attenti e, anche critici, al punto da essere addirittura “temuti” per la loro presenza da chi, ingenuamente, non riesce a capire invece l’utilità del confronto tra posizioni diverse. Ma serve dover andare oltre, superare le astiosità che da sempre albergano nel nostro Partito rissoso, guardando al domani facendo tesoro di un passato, anche recente che, come dice Andreini, certamente non tornerà più, perché sono drasticamente cambiate le condizioni socio politico economiche del Paese e del mondo intero, per cui serve, non stare con la testa rivolta all’indietro, ma avere lo sguardo lontano per capire ed agire conseguentemente guardando, forti dei nostri valori di sempre – quello senz’altro sì – ai bisogni ed alle aspettative delle nostre collettività alle quali rispondere con scelte adeguate e non demagogiche. Il Partito ha bisogno di un new deal, di un nuovo slancio e questo possiamo farlo solo se la nostra comunità socialista saprà darsi un progetto rinnovato, rispondente alle necessità della politica moderna, un progetto autonomo da sinistra riformista, autenticamente europeista e di governo delle società.

  3. Gentile Direttore, questo articolo oltre a contenere idee politiche vaghe e confuse é persino di cattivo gusto.
    L’ultima volta che Andreini mi ha cercato non mi ricordo avesse fatto cenni sconclusionati alle disinfestazioni storico-politiche di cui va cianciando.
    Effettivamente c’è ancora molto da elaborare.

  4. Caro Direttore leggo con stupore queste poche righe del signor Adreini. Parole di chi si sente alla canna del gas. Non so di cosa ha seminato il segretario Nencini, ma so che ha partorito un pugno di parlamentari in capo al PD e la sua vocazione di amministratore sempre con chi piu’ volte e continua a farlo a denigrare i socialisti.
    Chi vuole continuare ancora per altri 20 anni ad essere allo 0, lo faccia pure io non ci sarò.
    pasquale claps

  5. ” Caro ” Direttore, più che elaborare il lutto vi accingete a celebrare un vero è proprio funerale con il prossimo congresso. Un partito che non è sondabile è un partito morto. E’ chiaro che sia il Segretario che qualche membro della segreteria voglia solamente continuare ad elemosinare qualche candidatura al ” Messia ” Renzi . A questo PSI è rimasto solo uno scopo, le idee gli ideali la politica sono un’altra cosa. Tante condoglianze.
    Orazio Vecchio

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