domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

MetaMateria. Dagli scarti alle opere d’arte
Pubblicato il 15-02-2016


Civiltà delle macchine, Copertina 1972

Civiltà delle macchine, Copertina 1972

La fine del secondo conflitto mondiale dà impulso a un fermento di ricostruzione che negli anni ’50 e ‘60 posiziona l’Italia tra le potenze industriali, con una moderna attività siderurgica che fornisce acciaio a costi competitivi. La rapida crescita industriale col sostegno dello Stato imprenditore nella partecipazione di imprese rilevanti del sistema produttivo, spinge il Paese verso la modernizzazione con la realizzazione di importanti infrastrutture e un considerevole sviluppo economico-sociale.

Parallelamente, germina un moderno mecenatismo di Stato, favorito dalla legge 717/49, tuttora in vigore, che riserva il 2% della spesa stanziata per la costruzione di edifici pubblici all’acquisizione di opere d’arte destinate al loro abbellimento.

Eugenio Carmi, Il teorema di Pitagora, ferro e acciaio

Eugenio Carmi, Il teorema di Pitagora, ferro e acciaio

Nel 1962, in pieno miracolo economico, Giovanni Carandente direttore artistico delle Arti visive del Festival dei Due Mondi organizza a Spoleto la mostra en plein air “Sculture nella città” cui partecipano 53 tra i maggiori scultori internazionali. Italsider mette a disposizione i suoi stabilimenti, in cui 10 artisti realizzano con l’aiuto degli operai, opere con i materiali delle officine per esprimere il radicale cambiamento del Paese, trasformando lastre d’acciaio e putrelle di ferro in espressioni creative, esperienza che lascerà segni indelebili nella loro ricerca artistica e nella percezione collettiva.

Sinisca, Struttura variabile, acciaio

Sinisca, Struttura variabile, acciaio

La visione della centralità della cultura e dell’arte come valori basilari di sviluppo, ha consentito la creazione di notevoli raccolte d’arte, con significative ricadute economiche. La più rilevante è stata quella dell’IRI, smembrata dai successivi passaggi societari, cambi di sede, liquidazioni, alienazioni e perfino incuria.

Presso la sede storica a Roma in via Veneto 89, oggi sede Fintecna, è allestita la mostra “MetaMateria. Da materia d’industria a materia d’arte” di opere realizzate con i materiali di recupero industriale da cinque

Luigi Gheno, Forma rivestita, bronzo

Luigi Gheno, Forma rivestita, bronzo

Arnaldo Pomodoro, Colonna del viaggiatore, bronzo

Arnaldo Pomodoro, Colonna del viaggiatore, bronzo

protagonisti contemporanei di quell’evento straordinario, i quali attuano una sinergia fra prodotto artistico e prodotto industriale che influenzerà i processi produttivi. Il titolo si ispira alla mutazione del materiale che, attraverso il superamento della forma, assurge a categoria dello spirito sperimentando nuove tecniche e nuovi significati: l’ispirazione artistica si discosta dalla concezione plastica tradizionale modellata sulla figura umana, approdando all’astrazione, tanto che le composizioni nella più materica delle arti acquistano significato attraverso la luce e l’ombra, il pieno e il vuoto.
Alcune opere di Beverly Pepper sono monumentali, ma flessuose ed eleganti; Eugenio Carmi è attratto dalle leggi della natura indagate nell’antichità, come il teorema di Pitagora; Luigi Gheno scolpisce nel bronzo figure totemiche incise da labirinti che scandiscono il trascorrere del tempo; Sinisca riproduce il mondo dell’elettronica e realizza strutture che possono essere ricomposte dall’osservatore; Arnaldo Pomodoro ricorre a forme geometriche con tagli che rivelano gli ingranaggi interni e realizza la sua prima opera monumentale con fusione a staffa.
Alle pareti le opere pittoriche e grafiche della precedente mostra “Ingegni d’Arte” con 43 copertine della rivista culturale aziendale di Finmeccanica cui hanno collaborato personaggi illustri e premi Nobel “Civiltà delle Macchine”, pubblicata dal 1953 per 27 anni e distribuita agli operai come proposta di un percorso culturale, ideata dall’ingegnere-poeta Leonardo Sinisgalli, il cui trait d’union è la comune esperienza in fabbrica per seguire i processi produttivi.

Giancarlo Isola, Senza titolo, acrilico su tela, copertina 1977

Giancarlo Isola, Senza titolo, acrilico su tela, copertina 1977

Con questo polo museale permanente di 60 opere, Fintecna intende testimoniare e tutelare quella stagione felice dell’impresa pubblica che seppe coniugare cultura artistica e cultura d’impresa, puntando anche a rafforzare l’identità aziendale dei dipendenti. Realizzata grazie all’opera di recupero di gmgprogettocultura, le curatrici Sabrina Fiorino, Claudia Canalini e Nicoletta Provenzano così ne descrivono la genesi: “Consapevoli dell’importanza di quella stagione e dell’esempio che può rappresentare oggi, abbiamo allacciato i rapporti con alcuni degli artisti che in quegli anni hanno collaborato con le istituzioni, per restituire ai lavoratori e alle imprese la loro dimensione umana… per documentare in maniera corale l’esperienza di un fenomeno tutto italiano… la funzione inalienabile dell’arte all’interno della società deve essere ribadita ogni giorno. Quando le aziende investono in arte, danno prova di una grande maturità civica”.

Beverly Pepper, Untitled, acciaio inox e travertino

Beverly Pepper, Untitled, acciaio inox e travertino

Il direttore generale Fintecna Riccardo Taddei ricorda che Fintecna ha ereditato funzioni e patrimonio dell’IRI, il cui mecenatismo dalla metà degli anni ’50 si espresse anche commissionando opere esposte sui transatlantici nelle traversate transoceaniche, come il grande arazzo di Capogrossi alle sue spalle, tessuto a Penne in Abruzzo. Un nucleo di opere è stato recuperato presso Enti e Pubbliche Amministrazioni dove erano state depositate dopo il disarmo delle motonavi Finmare.

Inaugurazione mostra

Inaugurazione mostra

Auspica, inoltre, che anche oggi si torni ad affidare la comunicazione agli artisti, memori dell’esperienza di quegli anni in cui l’economia iniziò a parlare un linguaggio nuovo e moderno tramite il genio creativo.

Tania Turnaturi


La mostra si può visitare su prenotazione fino al 30 aprile 2016
Auditorium Via Veneto, 89 – Tel: 0642126330/0642126797

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