venerdì, 24 giugno 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. La Grecia ai margini e lasciata sola dall’Ue
Pubblicato il 23-02-2016


idomeni greciaLa situazione dei profughi resta il nodo principale per Bruxelles e per gli Stati membri dell’Unione che continuano ad agire ognuno per proprio conto. Dopo il battibecco dei giorni scorsi tra l’Austria e l’Ue per la gestione dei migranti e per la chiusura del Brennero, ora è la Grecia a protestare contro Vienna. Il ministero degli Esteri Greco ha consegnato una nota di protesta all’ambasciatore austriaco ad Atene, Andrea Ikic-Boehm, a seguito del fatto che Vienna ha pianificato di ospitare una conferenza ministeriale sui migranti con la partecipazione dei paesi dei Balcani Occidentali, ma senza quella di Atene.

L’iniziativa del vertice è un’azione “unilaterale e non amichevole” verso la Grecia su una materia in cui Atene ha interessi diretti, ha detto il ministero che ha convocato ieri l’ambasciatore austriaco. La Grecia si ritrova in queste ore a dover gestire da sola il flusso dei migranti diretti sulla rotta balcanica: ieri infatti la Macedonia ha sospeso l’ingresso di migranti dal paese vicino, come ha già fatto la Serbia. Circa diecimila persone, tra cui bambini, sono rimasti bloccati nel nord della Grecia, mentre 4.000 sono fermi nel porto del Pireo, ad Atene. Attimi di tensione si sono verificati nella città greca di confine di Idomeni, dove stamane la polizia ellenica stamattina ha sgomberato i circa 900 i migranti che da ieri sera avevano invaso i binari, per protestare contro la decisione della Macedonia di bloccare il passaggio ai migranti afghani o privi di documenti. A causa del blocco, da ieri a Idomeni sono ammassati circa 4mila migranti in attesa di passare il confine, mentre altri 8mila vengono trattenuti al porto del Pireo. Questa mattina altri 1250 migranti sono sbarcati al Pireo, ha reso noto la Guardia Costiera ellenica.

Le autorità cercano di radunare i migranti nel centro di raccolta di Schistò, vicino ad Atene, ma alcuni sono riusciti a sfuggire ai controlli e stanno cercando di dirigersi verso nord. Si avvicina così per Atene l’incubo di una sospensione di Schengen, tanto che la Grecia ha anche chiesto alla Macedonia di riaprire le frontiere che per il momento non sembra voler fare un passo indietro sulla sua decisione, causando disagi alle frontiere elleniche, stamattina infatti altre 1.250 persone sono arrivate ad Atene dalle isole greche. Molte di loro avevano i biglietti per l’autobus a Idomeni, ma non è chiaro se autorizzati a proseguire il viaggio visto che molti dei Paesi sulla rotta balcanica e del nord Europa hanno chiuso e rafforzato i controlli alle frontiere, come la Danimarca che ha deciso di rafforzare i controlli al confine con la Germania fino al 4 marzo.

La situazione resta critica al confine greco- macedone dove al momento solo i dipendenti dell’Unhcr, l’agenzia Onu per i profughi, hanno avuto dalle autorità il permesso di raggiungere il valico ferroviario di Idomeni dove si è svolta la protesta. L’accesso è stato vietato a giornalisti e ad altre organizzazioni umanitarie, ha riferito a Skai Tv Antonis Rigas, di medici Senza Frontiere. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha espresso “preoccupazione” per le “recenti pratiche restrittive adottate in un certo numero di paesi europei”, che infliggono disagi eccessivi a rifugiati e richiedenti asilo e che “stanno creando caos” in diversi punti di frontiera intra-europee. La preoccupazione è stata espressa in prima persona dall’alto commissario, Filippo Grandi, oggi a Lesbo. Grandi si è detto “molto preoccupato per le notizie di un sempre maggior numero di chiusure delle frontiere sulla rotta balcanica, perché ci sarà più caos e confusione, oltre al probabile aumento del flussi irregolari”.

Ma non è solo Atene a scontare l’arrivo dei profughi e delle decisioni unilaterali dei Paesi europei, anche l’Italia si ritrova esposta in prima linea sul fronte degli sbarchi. Oggi l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) rende noto che oltre 100.000 i migranti sono giunti dall’inizio dell’anno (ovvero in due mesi) in Europa attraverso il Mediterraneo e 413 quelli che hanno perso la vita durante la traversata. In dettaglio sono 102.547 le persone arrivate in Grecia e 7.507 quelle giunte in Italia dall’inizio dell’anno. “Abbiamo raggiunto questa cifra in due mesi”, mentre lo scorso anno i 100.000 arrivi erano stati raggiunti a luglio, ha sottolineato il portavoce Itayi Viriri.

Maria Teresa Olivieri

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