domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. La Grecia respinge il ministro austriaco
Pubblicato il 26-02-2016


viennaMentre gli altri Paesi europei erigono i loro muri contro i profughi, Atene ne costruisce uno “contro Vienna”. Dopo il battibecco e le polemiche degli ultimi giorni, Atene ha richiamato in patria il proprio ambasciatore a Vienna, l’Austria allunga una mano distensiva verso la Grecia che la ritrae. La Grecia ha rifiutato una visita del ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, che aveva chiesto di recarsi ad Atene per spiegare la posizione del suo Paese sul tema migranti. La visita, secondo fonti diplomatiche citate dall’agenzia di stampa statale greca Ana-Mpa, non potrà avvenire finché l’Austria continuerà a prendere “misure unilaterali”. Non solo, la ‘rabbia’ della Grecia è rivolta contro un’Europa che continua anche ad accusarla di non aver protetto le proprie frontiere.

Intanto la situazione per quanto riguarda l’accoglienza dei profughi sta preoccupando seriamente la Grecia che si ritrova sempre più sola nella gestione dei profughi, anche in seguito alle “iniziative” austriache sul tema migranti. Le restrizioni infatti sono frutto della decisione austriaca di introdurre un tetto massimo giornaliero di 80 richiedenti asilo e di 3.200 transiti; i controlli più stringenti hanno bloccato miglia di migranti in territorio greco, principale punto di approdo per l’ingresso in Europa.

Nei Paesi balcanici, dopo il mini vertice capeggiato da Vienna, il respingimento e la chiusura delle frontiere ha creato una reazione a catena tra le nazioni sulla rotta balcanica: dopo la Slovenia, anche la Croazia ha deciso di limitare a 580 il numero massimo di arrivi giornalieri di migranti sul suo territorio, lo hanno reso noto fonti della polizia di Zagabria. “La Slovenia ci ha informato di poter ricevere 580 migranti al giorno, e noi abbiano informato i colleghi serbi; ci atterremo a questa cifra”, ha spiegato la portavoce della polizia, Jelena Bikic; anche la Serbia dovrebbe infatti adeguarsi a rispettare lo stesso flusso. In precedenza la portavoce del Ministero degli interni sloveno, Vesna Drole, aveva spiegato che “tutti i capi della polizia dei Paesi della regione che hanno partecipato al vertice del 18 febbraio si sono impegnati a rispettare il limite di circa 580 migranti al giorno”.

Intanto continua il caos anche per i migranti già entrati nell’Unione europea. Nell’ordinata e diligente Germania il ministero dell’Interno tedesco ha reo nota la scomparsa di circa 143 mila profughi. Ovvero il 13%, uno su otto di quelli arrivati nel 2015 in Germania.

Maria Teresa Olivieri

Per saperne di più:

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