sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Milano, Sala vince le primarie delle polemiche
Pubblicato il 08-02-2016


sala

Al di là della polemica sul voto dei cinesi che in numeri più o meno alto si cono recati alle urne,  da Milano emerge un dato: il ticket non c’è stato. Giuseppe Sala vince le primarie con il 42%, la vicesindaco Balzani si ferma al 34, Pierfrancesco Majorino raggiunge il 23. E i conti sono presto fatti: 57% il totale ipotetico dei due eredi della giunta Pisapia.

La vittoria del commissario unico di Expo non era nulla scontata. Sala ha vinto ma non stravinto. E qualcuno osserva che in queste primarie ci sono stati più voti contro di lui che per lui. La somma dei voti dei suoi avversari infatti supera il totale ottenuto da Sala. “Era un passaggio non facile – ha detto – quindi sono molto contento. Mi pare un ottimo risultato”, una vittoria di Milano “con primarie vere” fatte “in regolarità”.

Una sottolineatura che Sala ha voluto per rispondere alla parole di Beppe Grillo che ha parlato di “primarie truccate” per il voto di elettori cinesi. ”Queste sono state primarie belle e combattute. Io mi impegno a non deludere questo entusiasmo e questa passione”, ha aggiunto invitando a immaginare qualcosa di più di un progetto elettorale in modo da dimostrarsi “più capace del centrodestra”. “Quella dei cinesi al voto – ha detto ancora – è una polemica sciocca e pretestuosa”. “Se in America tutti vanno a votare per Obama è una grande festa della democrazia – ha aggiunto – qui noi abbiamo un 20 per cento di immigrati e hanno votato il 4 per cento”. “Io la vedo al contrario, mi augurerei che andassero sempre di più, questa è una polemica pretestuosa e ci ho visto un po’ di atteggiamento razzista – ha concluso – che non ha nulla a che fare con una città come Milano. Bisogna andare avanti e questa città ha sempre trovato la sua forza nell’immigrazione, prima da sud, ora dal resto del mondo”.

Per Federico Parea, della segreteria nazionale del Psi che ha sostenuto la candidatura di Sala “alla base dell’affermazione  di Beppe Sala vi sono non solo le già note e indiscutibili capacità personali ma soprattutto lo spirito con cui ha saputo immergersi in una dimensione, quella della politica, per lui nuova. La sua – osserva Parea – è la vittoria di chi, peraltro, ha saputo bene impastare la propria proposta di istanze della politica più pura e di spinte civiche. Senza l’apporto del civismo organizzato milanese, infatti, difficilmente sarebbe stata scritta questa bella pagina. Ora avanti con la stessa determinazione – conclude Parea – per la vera sfida delle elezioni del prossimo giugno”.

 Redazione Avanti!

 

 

Redazione Avanti!

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