giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tra mutui, interessi e Cap …
farsi strada nel labirinto
Pubblicato il 11-02-2016


BancheLa corsa al tasso è sempre in prima linea tra chi ha un mutuo o sta per accenderlo.
Si viene tempestati di notizie finanziarie che spesso risultano poco chiare e lasciano più domande che risposte. Tuttavia c’è un dato di fatto che non può essere sottovalutato: la deflazione che vive il nostro Paese ha contribuito all’abbassamento dei tassi, persino di quello fisso. Per questo motivo è esplosa tra le banche la richiesta di surroga. Un metodo semplice per cambiare il proprio tasso, da fisso a variabile, da variabile a fisso, o in tutte le opzioni che il mondo del variabile offre.
La situazione socio-economica che si vive quotidianamente, e di conseguenza quella personale, porta a percepire delle costanti paure. Figuriamoci in ambito finanziario, per chi ha l’onere di un mutuo, o per chi sta acquistando casa e deve mettersi sulle spalle 20 o 30 anni di rate. Se si vuole fuggire dal tasso fisso, ma la parola variabile mette paura per l’incertezza cui riporta il termine, la soluzione giusta è un bel mutuo variabile con tetto massimo.
Il tetto, in gergo tecnico denominato Cap, che significa proprio Capped Rate, è il limite massimo del tasso d’interessi stabilito in fase di stipula. Oltre quello non si sale. C’è da chiedersi se conviene davvero. La risposta è sì, come sempre la convenienza è legata anche alla durata e alla situazione economica attuale. Siccome, però, non è dato conoscere il futuro, diciamo che stipulare un mutuo che offre la garanzia di sapere in anticipo quale sia la massima spesa da sostenere, mette una certa serenità.
Senza contare che, secondo l’istituto bancario scelto, si hanno spese d’istruttoria e accensione notevolmente più basse. E anche l’Euribor, e il tasso finito in genere, subisce variazioni in positivo o in negativo in base alla Banca. Comprendere questo presupposto è cruciale per fare la scelta giusta, che deve partire da un chiaro paragone di tutte le possibilità offerte dal mercato finanziario. Scegliere il variabile con tetto massimo non è sufficiente a garantirsi il tasso migliore.
Il suggerimento di cui far tesoro, è quello di affidarsi alla competenza e all’affidabilità di un motore di comparazione come Facile.it. Sul portale è possibile infatti effettuare un confronto di mutui a tasso variabile con cap, per avere una panoramica generale ma anche specifica.
Già da un primo confronto verrà estrapolato quanto segue:
– istituti di credito che offrono l’opzione con tassi concorrenziali;
– importo rata di partenza;
– Euribor + spread;
– Taeg;
– Percentuale fissata del Cap;
– Costi legati a istruttoria e perizia.
In questo modo sarà facilissimo non incorrere nelle canoniche sorprese, perché la visuale è chiara e di facile consultazione. La scelta di procedere con l’informativa e la richiesta fattibilità direttamente online è lasciata al cliente. Il variabile con Cap è il compromesso migliore fra i tassi vigenti: un vero “tetto” per sentirsi protetti dalle potenziali intemperie finanziarie.
Elisa Leuteri

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