venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nuovi nemici alla Farnesina
Pubblicato il 12-02-2016


Potrebbe anche darsi che la nomina di Carlo Calenda a nuovo Rappresentante italiano presso l’Unione Europeo possa essere passata un po’ sotto tono sui maggiori quotidiani nazionali, ma di sicuro la ripercussione nell’ambito diplomatico è stato esponenzialmente più forte. Difatti per la prima volta dal dopoguerra, prendendo spunto dalla lunga tradizione statunitense, si è deciso di nominare una figura tecnico – politica per un incarico da sempre destinato al profilo diplomatico. Se la scelta del candidato può risultare particolarmente insolita, lo è ancor di più la modalità con la quale è stata effettuata. Difatti, contravvenendo alla normale procedura di cortesia che vedeva l’ambasciatore uscente terminare il proprio mandato d’incarico, si è avviato un procedimento speciale per la rimozione forzata del rappresentante italiano. A farne le spese è stato l’ambasciatore Stefano Sannino che, terminando il suo mandato con un anno di anticipo, paga forse la sua vicinanza all’ex premier Romano Prodi (di cui fu consigliere diplomatico dal 2006 al 2008).
La brusca rimozione di Sannino in favore di un ex ministro renziano, non è solo una forzatura politica ma diventa un vero e proprio fatto eccezionale e viene vissuta dal corpo diplomatico come una mancanza di fiducia da parte del Governo. Inoltre, il fatto che Calenda sia stato preferito non solo a Sannino, ma anche all’ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Ragaglini, evidenzia come si sia arrivati a prediligere rapporti di tipo confidenziale.
A nulla sono serviti i moniti del Sndmae (principale sindacato del corpo diplomatico), né tanto meno le lettere firmate dai rappresentanti dell’Italia all’estero.
Al netto delle contestazioni, possiamo intravedere in questa nomina l’inizio di un lungo braccio di ferro tra Italia ed Unione Europea sui nuovi temi della fiscalità.
Manager di alto livello molto vicino alla Confindustria di Montezemolo, dopo la mancata elezione alla Camera con Scelta Civica, Carlo Calenda viene nominato Vice Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta. Riconfermato da Matteo Renzi aderisce al partito Democratico e dopo l’ultimo rimpasto di governo viene nominato alla rappresentanza UE.

Alessandro Munelli

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