sabato, 27 agosto 2016
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Opinioni e commenti
 

Normalizzazione. Presidente Usa a Cuba dopo 88 anni
Pubblicato il 18-02-2016


Barak Obama Raoul CastroDal 21 al 22 marzo prossimi Barak Obama sarà in visita ufficiale all’Avana, la prima volta dopo 88 anni per un presidente americano. Prima di lui Calvin Coolidge, nel 1928. Accompagnato dalla First Lady, Michelle, Barak Obama incontrerà Raul Castro costruendo un’altra tappa sulla strada del disgelo con l’isola aperta, ufficialmente, con una stretta di mano col presidente cubano alla fine del 2014 in occasione del funerale di Nelson Mandela.

Dopo la riapertura delle reciproche ambasciate la scorsa estate, pochi giorni fa è stato sottoscritto l’accordo che ripristina i voli commerciali tra i due Paesi dopo 50 anni. Il prossimo e ultimo passo dovrebbe essere la fine dell’embargo statunitense in vigore dai tempi della crisi dei missili sotto la presidenza di John Kennedy.

Ieri il ministro per il commercio estero statunitense, la signora Penny Pritzker, ha incontrato iol suo omologo cubano chiedendogli di agire per aumentare l’interscambio tra i due Paesi. Dall’annuncio del dicembre 2014, Washington ha concesso 490 autorizzazioni per un valore di 4,3 miliardi di dollari con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente.

La visita di Obama ha anche un pesante risvolto di politica interna perché la nutrita schiera degli esuli cubani, tradizionalmente schierati con la destra repubblicana, sono subito partiti all’attacco del presidente democratico. Lo hanno fatto Ted Cruz e Marco Rubio, i due candidati repubblicani alla Casa Bianca, entrambi di origini cubane. Per il senatore del Texas Cruz, ultraconservatore beniamino dei Tea Party e degli evangelici, andare a Cuba “finché Castro è al potere” è un errore: “Sono rattristato ma non sorpreso. La cosa era nell’aria da tempo”. Ancora piu’ duro Rubio, giovane senatore della Florida i cui nonni emigrarono ai tempi della dittatura di Batista, dunque prima della rivoluzione di Fidel Castro. “La visita di Obama è assurda. Se io fossi presidente – afferma Rubio – non prenderei in considerazione un viaggio del genere, se non in circostanze molto particolari. Non andrei mai finché Cuba non è libera. E un anno e due mesi dopo le aperture all’isola Cuba – denuncia Rubio – il governo cubano resta repressivo come sempre. Una dittatura”.

Via twitter, Obama ha replicato alle critiche di Cruz e Rubio, spiegando che gli Usa hanno ancora delle differenze con Cuba e che queste differenze di opinione, soprattutto in temna di rispetto della libertà e dei diritti civili, verranno sollevate “direttamente” negli incontri all’Avana.

Intanto sul fronte elettorale i sondaggi hanno registrato, con gran sollievo dello stato maggiore repubblicano, il sorpasso di Ted Cruz su Donald Trump. È la prima volta, almeno stando all’ultimo sondaggio di Nbc e Wall Street Journal ed è un segnale importante alla vigilia di due delicatissime tappe per le primarie repubblicane: quelle del South Carolina, sabato 20 febbraio, e quelle del Nevada, di sabato 27 febbraio.

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