venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Olio, contro le truffe servono controlli rigorosi
Pubblicato il 08-02-2016


Olio Olive“La notizia dell’importazione senza dazio di 35 mila tonnellate di olio tunisino ha logicamente scatenato le reazioni dei produttori italiani che vedono minacciate le vendite, temono  un crollo delle quotazioni nazionali e sono preoccupati che il prodotto tunisino, una volta giunto nei nostri porti, possa acquisire il via libera per essere commercializzato come made in Italy. Niente di più facile, viste le recenti notizie di cronaca inerenti al maxi sequestro avvenuto nei giorni scorsi di 7 mila tonnellate di extravergine nordafricano venduto poi come italiano”. Così Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, nell’interrogazione presentata al ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. “E’ certamente condivisibile – prosegue il parlamentare socialista – l’intenzione della Commissione europea di sostenere l’economia tunisina, alle prese con una grave recessione. Sembra, però, che si vogliano, a più riprese, smantellare le nostre eccellenze. Ho chiesto, quindi, al ministro Martina di intervenire nelle sedi opportune affinché si pongano condizioni rigorose per l’olio tunisino destinato all’importazione senza dazio. Al fine di tutelare il settore olivicolo-oleario italiano la cui leadership è riconosciuta a livello internazionale, il prodotto nordafricano deve essere accompagnato da misure di tracciabilità e di commercializzazione che ne impediscano la possibilità di essere etichettato come made in Italy”.

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