domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pausini ed Elton John padroni della I serata del 66° Festival di Sanremo
Pubblicato il 10-02-2016


schermata-2016-02-09-alle-22_2Meglio il Festival di Sanremo non poteva cominciare e non solo per gli ascolti andati bene: 11 milioni di ascoltatori e il 49,5% di share. Con piacevoli novità, pur nella sobrietà e classicità che contraddistinguono il Festival siglato Carlo Conti. Il presentatore toscano indovina le carte vincenti e inizia alla grande calando i due assi nella manica decisivi: Laura Pausini ed Elton John.
Tuttavia durante la serata d’apertura vengono portate avanti due campagne sociali: quella delle unioni civili, a cui i cantanti aderiscono esibendosi con dei nastri colorati tra le mani, ovvero la campagna #SanremoArcobaleno; e quella dell’Unicef “tutti giù per terra”, per rivolgere un pensiero agli immigrati che si avventurano in mare per cercare fortuna e vengono travolti dalle acque del Mediterraneo, tragedie a cui non bisogna rimanere indifferenti e su cui si vuole sensibilizzare, come fa Irene Fornaciari nella sua canzone “Blu”, incentrata proprio su tale tema.
Poi di solidarietà si è parlato appunto con Sir Elton John, che ha detto che se si vuole aiutare chi ha bisogno non è necessario essere ricchi, ma si può agire comunque, come ha fatto lui con la sua fondazione. Un appello e un invito all’unione e alla vicinanza reciproca è venuto anche da Laura Pausini, che ha portato sul palco dell’Ariston il suo brano “Simili” (oltre a “Invece no”, “Strani amori”, “Vivimi”). Per lei una sorpresa: Carlo Conti l’ha fatta duettare in diretta, in contemporanea a mentre veniva trasmesso il video della sua esibizione ne “La solitudine” da 18enne. Un’emozione forte, nonostante abbia girato il mondo, ricevuto molti premi e Grammy e venduto più di 70 milioni di dischi. Per lei ora il nuovo tour (in Italia quello negli stadi) e ad aprile forse un suo programma insieme a Paola Cortellesi.

Sono intervenuti anche Aldo, Giovanni e Giacomo a ritirare il premio per i 25 anni di carriera e Maître Gims. E poi Kasia Smutniak e Anna Foglietta per presentare il loro ultimo film, che uscirà nelle sale l’11 febbraio prossimo: “Perfetti sconosciuti”. Proprio la Foglietta si è rivelata un’ottima cantante interpretando il brano di Anna Oxa “Un’emozione da poco”.

Molto anche buono il livello delle canzoni che al di là delle melodie, sono state molto valide dal punto di vista del testo. A rischio eliminazione a fine serata sono state: “Semplicemente” dei Bluvertigo, ma Morgan sembra destinato a essere criticato negativamente. A sorpresa quella di Irene Fornaciari, sebbene toccasse una causa umanitaria importante e attuale. Qualche dubbio desta l’eliminazione preliminare de “La borsa di una donna” di Noemi, scritta anche da Marco Masini, che racconta la femminilità e l’essere donna, di cui colpisce la frase “nella borsa di una donna non c’è posto per dimenticare”. Non è andata bene ai Dear Jack, con la nuova voce black a sostituire Alessio Bernabei, che si presenterà sull’Ariston da solista. Convince il vocalist, che ricorda molto Marco Mengoni, come la canzone, ma non abbastanza da persuadere pubblico e giuria. Profondo è stato il testo di Lorenzo Fragola, “Infinite volte”, che ha aperto la serata. Sembra davvero ben quotato insieme a quello di Arisa “Guardando il cielo”. Interessante la coppia unita dalla Sicilia di Giovanni Caccamo e Deborah Iurato con “Via da qui”, sebbene restano troppo due assolo piuttosto che un unisono.
E poi ci sono stati i veterani Enrico Ruggeri (“Il primo amore non si scorda mai”) e gli Stadio (“Un giorno mi dirai”), canzoni forse poco sanremesi, ma della musica italiana. Perfettamente al loro posto nel loro ruolo Madalina e Gabriel Garko, la vera mina vagante è stata Virginia Raffaele che ha imitato Sabrina Ferilli.
Partenza sprint dunque per la 66esima edizione del Festival di Sanremo, innanzitutto con l’interessante anteprima, in cui è stata ripercorsa una carrellata di tutte le canzoni vincitrici della kermesse canora, dal 1971 ad oggi. Un viaggio nella storia del Festival e della musica italiana. Sarebbe bello farne altre sia per quanto riguarda tutti i presentatori che hanno condotto la trasmissione che le veline che sono salite sul palco dell’Ariston.

Sicuramente Sanremo si conferma una manifestazione intramontabile, così come lo sono appunto la musica stessa e lo sport. A tal proposito ospite d’eccezione della serata iniziale è stato l’atleta Giuseppe Ottaviani, che a maggio compirà 100 anni. Sportivo classe 1926, ha raccontato che 3 volte a settimana si allena con la moglie per tenersi in forma. Il suo segreto? L’amore per la moglie Alba; il fare le cose con amore e con la gioia di farle; la curiosità di scoprire e sapere; mangiare tanta insalata, ha spiegato, regalando qualche sorriso per la sua spontaneità e genuinità.
Un altro bel messaggio per i giovani ad essere sempre appassionati e curiosi, vogliosi di fare e di conoscere. In questo richiamato un po’ dal brano “Wake up” di Rocco Hunt, assolutamente originale in un rap diverso, meno gridato, con cui lancia un appello e un’esortazione ai giovani a prendere in mano la propria vita e reagire e lo fa ricorrendo a un linguaggio universale quasi, che unisce l’inglese del titolo, al napoletano (guaglio’), all’italiano (il “sveglia” accentuato).
Non poteva mancare, infine, un tributo a David Bowie, scomparso recentemente. Che sia vero ciò che sostiene Virginia Raffaele, alias Sabrina Ferilli: “Se vuoi cambiare il Paese devi riformare l’Ariston non il Parlamento”? Sicuramente Sanremo rimane un emblema dell’Italia e un’icona dell’italianità, anche nel mondo.

Barbara Conti

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