mercoledì, 31 agosto 2016
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Opinioni e commenti
 

Pd. Speranza chiede il Congresso dopo i voti verdiniani
Pubblicato il 26-02-2016


Ue: Renzi, l'Italia ancora non è uscita dalla crisiNon si spegne la scintilla innescata dal ddl Cirinnà. Dopo essere stato approvato ieri al Senato, il ddl sulle Unioni civili, grazie ai voti dei verdiniani si riaccende la mai sopita fiamma all’interno del Partito di maggioranza.
“Non si può più stare zitti ed è il momento che si faccia una discussione vera sull’identità del Partito Democratico. L’identità del Partito Democratico si può decidere solo in un congresso anticipato”. Ha affermato Roberto Speranza, esponente della minoranza Pd, commentando il voto di fiducia di ieri al Senato sul ddl Cirinnà che ha visto il sostegno “molto grave” del gruppo Ala del senatore Denis Verdini.
L’Ex capogruppo alla Camera spiega come ormai all’interno del Partito ci siano questioni che non possono essere ancora demandate: “È chiaro che il voto di fiducia è un voto che costruisce il perimetro della maggioranza – sottolinea Speranza – Penso che sia un fatto molto grave e sia una scelta assolutamente sbagliata che non condivido e che tocca l’identità profonda del Partito Democratico. Il Pd è nato per esser cardine del centro-sinistra; giorno dopo giorno rischia di diventare altro. Questo per me non è accettabile”. Il giovane esponente dem spiega poi come il continuo appoggio a destra sia ormai all’ordine del giorno per il Governo e per lo stesso Partito a capo dell’Esecutivo:”Rispetto al governo Letta l’appoggio di esponenti di centrodestra è diverso perchè allora era indispensabile avere quei voti per far nascere un governo. Ora si tratta di un governo che già esiste. È indispensabile ricordare la dialettica dinamica parlamentare di quei giorni. Questa di oggi è una scelta politica che sta facendo altro. Si sta costruendo il disegno con residui del berlusconismo: penso questo sia sbagliato e credo che sia giusto che il nostro popolo e la nostra gente possano su questo discutere e valutare cosa ne pensano”.
Immediata la risposta del vicesegretario del partito democratico, Debora Serracchiani: “A Speranza ricordo che Verdini ha votato la fiducia al governo Monti e l’ha votata al governo Letta, oltre ad aver votato ieri per le unioni civili, passaggio storico atteso da anni. Il gruppo di Verdini non c’entra nulla con il Pd, non fa parte del nostro partito e mai ne farà parte. L’unico a tenere quotidianamente insieme il Pd e Verdini è proprio Speranza, che insegue i propri fantasmi o forse più semplicemente le dichiarazioni dei Cinque Stelle e di Forza Italia”.
Ma l’attacco del Governatore del Friuli Venezia Giulia non si ferma qui e invita Speranza a candidarsi a segretario Pd, “poi vedremo chi vince”. “Sempre che il deputato – aggiunge ironica – non intenda candidarsi a segretario dell’Alleanza Liberalpopolare-Autonomie che fa capo a Denis Verdini”.
Ma il fuoco della scintilla si è ormai propagato, anche il deputato Roberto Morassut avverte il fastidio di un continuo appoggio di destra sulle iniziative dei democrats, ma tenta di mediare tra le due fazioni: “Penso che Renzi non abbia in testa l’idea del partito della Nazione, che considero una letteratura politica, però c’è il problema in un congresso del Pd di dare un profilo a questo partito, in vista della nuova legislatura, delle successive elezioni dopo questa legge elettorale. Il Pd è un partito di centrosinistra e nel suo profilo politico, ideale e programmatico deve restare tale”.

Liberato Ricciardi

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