domenica, 26 giugno 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, riordino in arrivo ecco la stretta sull’assistenza
Pubblicato il 11-02-2016


Inps
CONTRIBUTI PER L’ACQUISTO DEI SERVIZI PER L’INFANZIA

Dal 1 febbraio 2016 è disponibile sul sito dell’Inps la procedura telematica che permette la presentazione da parte delle madri lavoratrici della domanda di accesso al contributo economico utilizzabile, in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby-sitting oppure per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Possono presentare la domanda le seguenti categorie di lavoratrici in costanza di rapporto di lavoro:
dipendenti del settore pubblico o privato;
parasubordinate o libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps.
La domanda va presentata all’Inps per via telematica, tramite Pin o attraverso il supporto dei patronati, accedendo al portale Internet dell’Istituto al seguente indirizzo:
www.inps.it – Servizi per il cittadino – Autenticazione con Pin – Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – Invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.
Le interessate, per la presentazione della domanda, dovranno:
richiedere preventivamente il Pin “online” e convertirlo in tempo utile in Pin “dispositivo”;
presentare preventivamente ed in tempo utile all’Inps la dichiarazione Isee (qualora non sia già presente nelle banche dati dell’Inps una dichiarazione Isee valida). Tale dichiarazione può essere presentata all’Istituto in via telematica o rivolgendosi ad un Caf convenzionato.
Le istruzioni per la compilazione della domanda sono visualizzabili nelle pagine del sito www.inps.it seguendo il seguente percorso: “concorsi e gare” sezione “elenco avvisi”  “istruzioni per la presentazione della domanda voucher-asili nido 2016”.
Si ricorda che, per la corretta compilazione della domanda, le interessate dovranno munirsi in tempo utile delle seguenti informazioni:
dati anagrafici del minore per il quale si intende effettuare la domanda (cognome, nome, codice fiscale, sesso, data di nascita, luogo, provincia e stato di nascita indirizzo, n° civico, Cap, comune, provincia e stato di residenza);
in caso di adozione/affidamento nazionale, dati anagrafici del minore per il quale si intende effettuare la domanda, inclusa la data di adozione e di ingresso in famiglia;
in caso di adozione/affidamento internazionale, dati anagrafici del minore per il quale si intende effettuare la domanda, inclusa la data di adozione/affidamento, data di ingresso in Italia, data di ingresso in famiglia e dati relativi alla trascrizione del provvedimento di adozione internazionale (data, provincia e comune dei registri di stato civile);
data dell’ultimo giorno di congedo di maternità riferito al minore indicato;
periodi di congedo parentale eventualmente già fruiti per il minore indicato;
dati del datore di lavoro, inclusi indirizzo Pec/email;
dati relativi al proprio inquadramento contrattuale (tipo di contratto ed eventuale percentuale di part-time);
dati anagrafici del padre (cognome, nome, codice fiscale, data di nascita, luogo, provincia e stato di nascita indirizzo, numero civico, Cap, comune, provincia e stato di residenza);
tipo di rapporto di lavoro del padre (lavoratore dipendente – sia del settore pubblico che del settore privato, lavoratore iscritto alla gestione separata Inps, lavoratore autonomo, lavoratore a domicilio, altra situazione lavorativa) e codice fiscale del datore di lavoro del padre;
periodi di congedo parentale eventualmente fruiti dal padre in relazione al minore per cui si chiede il beneficio con dettaglio del datore di lavoro presso il quale ha fruito dei suddetti periodi.
Si precisa, inoltre, che in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, le lavoratrici interessate, prima della presentazione della domanda, dovranno preventivamente effettuare l’iscrizione del minore esclusivamente presso una della strutture aderenti alla sperimentazione presenti nell’elenco consultabile sul sito www.inps.it . Si raccomanda dunque di munirsi in tempo utile del nome della struttura aderente alla sperimentazione prescelta.

Pensioni
ARRIVA LA STRETTA SULL’ASSISTENZA
Riordinare il complesso sistema delle prestazioni assistenziali, incluse quelle che sono erogate sotto forma di pensione, per ricavare risorse finanziarie da destinare ad un nuovo strumento di contrasto alla povertà. Sembra essere questa la filosofia di fondo del disegno di legge delega approvato di recente dal Consiglio dei ministri: un provvedimento collegato alla legge di Stabilità la cui portata va al di là del pur importante obiettivo annunciato in autunno dallo stesso premier, ovvero impiegare circa 700 milioni (somma destinata a crescere negli anni successivi) a favore delle famiglie più indigenti.
La delega sul riassetto dell’assistenza è infatti decisamente ampia. Si parla di «prestazioni di natura assistenziale, nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi, inclusi gli interventi rivolti a beneficiari residenti all’estero». Sono escluse esplicitamente, come confermato anche poi anche dal ministro del Lavoro Poletti «le prestazioni legate alla condizione di disabilità e invalidità del beneficiario».
Le maggiorazioni
Dunque l’elenco degli istituti che potrebbero essere rivisti in chiave di riorganizzazione e di risparmio è piuttosto lungo: in pratica sono tutti quelli la cui erogazione è legata alla verifica del reddito (“prova dei mezzi”). C’è quindi l’assegno sociale, ma anche varie maggiorazioni delle pensioni previdenziali che sono legate alla condizione reddituale. C’è la pensione ai superstiti (più nota come reversibilità), insieme all’assegno al nucleo familiare oggi attribuito prevalentemente ai lavoratori dipendenti, in funzione della numerosità della famiglia e del reddito complessivo. E sulla carta non sono escluse alcune forme di sostegno attualmente erogate da Comuni.

Rischio chimico
DALL’INAIL NUOVO MANUALE
Non solo chimici, biologici, medici e tecnici, ma anche tesisti, dottorandi e quanti, a fini di studio o ricerca, frequentano i locali dei laboratori e partecipano alle attività svolte in questi ambienti di lavoro. Si rivolge a loro il manuale informativo “Rischio Chimico”, realizzato dai ricercatori del dipartimento di Medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, che identifica, analizza e approfondisce il rischio chimico in specifici contesti lavorativi.
Anche approfondimenti sui dispositivi di protezione. In 65 pagine, corredate di schede e tabelle, il volume fornisce riferimenti normativi, segnaletiche di sicurezza e focus sulle sostanze più utilizzate. Gli argomenti trattati spaziano dalla normativa europea per la classificazione e l’etichettatura di sostanze e miscele, ai principi generali di tutela e di controllo dell’esposizione, fino alla gestione delle emergenze in un laboratorio, anche con esempi di sostanze tra loro incompatibili. Non mancano, infine, approfondimenti e schede sui dispositivi di protezione, sia collettivi che individuali, idonei sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Papaleo: “Necessaria una formazione dinamica”. “La particolarità dei laboratori di ricerca – ha sottolineato il coordinatore della pubblicazione, Bruno Papaleo – è che accanto a personale altamente qualificato e preparato, anche sulle norme di sicurezza, si trovano spesso tirocinanti o dottorandi che stanno completando il loro percorso di formazione e che non hanno ancora acquisito la formazione idonea in termini di prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza”. Inoltre le sostanze impiegate nei laboratori di ricerca “possono essere estremamente diverse – ha aggiunto Papaleo – e anche nello stesso laboratorio è comune utilizzare per progetti diversi prodotti diversi. Questo evidentemente richiede un’informazione e formazione dinamica in merito al rischio chimico potenzialmente presente”.
Le buone prassi da adottare. Le buone prassi riportate nel manuale indicano le corrette procedure da adottare quando, per esempio, si utilizzano cappe o bombole di gas compresso, oppure nella scelta dei dispositivi di protezione individuale, in relazione alla pericolosità dei prodotti chimici utilizzati. Altre buone prassi di carattere organizzativo riguardano invece le procedure di laboratorio o rivolte al singolo lavoratore, come le indicazioni sull’abbigliamento da indossare e i rischi legati all’utilizzo delle lenti a contatto.
“L’informazione essenziale strumento di prevenzione”. “Quando parliamo di rischio chimico – ha precisato Papaleo – la consapevolezza dei rischi per la salute e la conoscenza delle buone pratiche di lavoro può essere determinante nel prevenire eventuali infortuni o eventi avversi. Non a caso l’importanza del ruolo dell’informazione sui rischi è ribadita dalla stessa normativa ed è, insieme alla formazione, un essenziale strumento di prevenzione”.

Esce vagone letto
PREZZI: ENTRA IN PANIERE TATUAGGIO
Cambia il paniere dell’Istat per l’inflazione. A rappresentare le nuove abitudini di consumo delle famiglie nel 2016 entrano il tatuaggio, le bevande vegetali, il pantalone corto da uomo, i leggings bambina, la lampadina led, i panni cattura-polvere, i servizi integrati Tv, Internet e voce e gli alloggi universitari. La rilevazione si arricchisce inoltre dei prezzi delle auto usate e del trapano elettrico. Escono, invece, dal paniere cuccette e vagoni letto.
Codacons, incomprensibile cambio pesi paniere Istat – Il Codacons giudica “incomprensibile” la variazione dei pesi che l’Istat attribuisce alle varie voci del paniere per il calcolo dell’inflazione, con l’aumento del peso dei servizi ricettivi e di ristorazione e il calo della divisione trasporti. “Va bene inserire nel paniere i tatuaggi, le lampadine al led e i servizi integrati di telecomunicazione, perché negli ultimi anni tali prodotti sono entrati prepotentemente nella vita degli italiani”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. “Il vero problema dell’inflazione – ha seguitato – tuttavia, è rappresentato dai pesi che l’Istat attribuisce alle singole voci”. Rienzi ha osservato che “negli ultimi anni le famiglie hanno tagliato fortemente proprio viaggi e cene al ristorante”, mentre la voce trasporti “incide pesantemente sulle uscite mensili dei cittadini”.
Consumatori, molte perplessità sul nuovo paniere – Le novità del paniere Istat per il calcolo dell’inflazione, secondo Federconsumatori e Adusbef, sono “piccoli adeguamenti che non cambiano la sostanza”. “Permangono, infatti, molte perplessità relative all’aggiornamento del paniere Istat”, hanno congiuntamente dichiarato i presidenti, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, convinti che “per una maggiore attinenza alla realtà è fondamentale affrontare seriamente un riequilibrio dei pesi dei beni del paniere: rendendo più realistici i pesi assegnati ad alcune voci, come ad esempio quella importantissima relativa all’rc auto”. Inoltre le associazioni ritengono sbagliata l’immissione avvenuta negli anni scorsi di prodotti tecnologici molto costosi, dalla diffusione ancora limitata, la cui inevitabile caduta di prezzo condiziona al ribasso il tasso di inflazione in termini generali. Questi beni propongono che siano inseriti nel paniere solo dopo aver raggiunto una soglia minima di diffusione, pari ad almeno il 20% della popolazione.

Carlo Pareto
c.pareto@alice.it

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