martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Per Roma una lista “civica, laica, socialista”
Pubblicato il 09-02-2016


Conf stampa NenciniLe elezioni amministrative di primavera sono alle porte. E la situazione non è affatto facile. Il centrosinistra esce da una esperienza che con un eufemismo si può definire non brillante per l’immagine che ha dato di se stessa. Ma il centro destra si trova decisamente peggio. Senza un candidato e senza un partito di riferimento. Ieri Silvio Berlusconi ha lasciato capire che i giochi per il Campidoglio sono ancora apertissimi: “Su Marchini non so dire come va a finire –  ha detto – stiamo discutendo. Ci vediamo a metà settimana. Non sono solo io a decidere…”. Il fatto è che ancora non c’è nessun accordo sul candidato soprattutto dopo il veto posto da Giorgia Meloni su Alfio Marchini che per tutta risposta ha fatto sapere di andare avanti sulla propria strada.

Il Cavaliere ha rimesso sul tavolo l’ipotesi Frattini, un nome però immediatamente stoppato dalla Lega e Fdi. Del resto lo stesso ex ministro degli Esteri ha più volte respinto l’offerta. È probabile che a questo punto si cerchi un outsider, un non politico, una scelta resa necessaria dalla mancanza di punti di riferimento. Insomma la linea del centro destra emersa è quella di aprire sì alla società civile ma di non disperdere i voti dei partiti. Ma il rebus resta. L’obiettivo è presentare la griglia per le amministrative entro venerdì. Solo qualora non si chiudesse il cerchio non si esclude il ricorso ad una sorta di consultazione popolare, che però Berlusconi insiste ad escludere.

Sullo sfondo l’ipotesi, non tanto remota, di una lista dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino che potrebbe scompaginare il campo. Una lista accreditata dai sondaggisti tra il 5 e il 10% a seconda delle future alleanze. Un tesoretto di consensi non in grado di portare l’ex sindaco a riprendersi la poltrona che era stata sua, ma capace di diventare l’ago della bilancia nell’ipotesi di un ballottaggio tra Pd (accreditato al 26-28%) e Movimento Cinque Stelle (al 25%).

Per il centrosinistra per ora sono due le candidature sul campo alle primarie di Roma. Quella di Roberto Giachetti e quella di Morassut. Occasione per parlare di Roma, primarie e delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale della città è stata la Conferenza Programmatica regionale del Psi a cui sono intervenuti il segretario del Psi Riccardo Nencini e Roberto Giachetti. Alla conferenza dal titolo ‘Città e Regione, progettiamo storie nuove’, hanno partecipato inoltre il deputato del Psi, Oreste Pastorelli, il segretario regionale del Psi, Luciano Romanzi, il segretario del Psi di Roma, Loreto del Cimmuto e il capogruppo del Psi al consiglio regionale del Lazio, Daniele Fichera.

Conf stampa GiachettiRoberto Giachetti ha disegnato un quadro su quanto successo negli ultimi mesi a Roma. “Tanto più la politica si allontana tanto più abbiamo la dimostrazione che al peggio non c’è mai fine. Questa città ha una storia e una cultura che deve essere protagonista. Ma il modello che vogliamo per Roma non può avere lo specchietto retrovisore: serve un nuovo protagonismo della capitale per costruire una nuova fiducia con i cittadini. Per questo non condivido la proposta di Morassut sulla Regione. Abbiamo l’esigenza di attuare da subito l’aera metropolitana: da Roma non possibile gestire tutto l’hinterland. Quindi bisogna accelerare il processo di decentramento reale”. E sul programma ha detto: “Prima voglio ascoltare e poi mettere a punto il programma al centro del quale ci saranno le periferie per poter ricucire una divaricazione sociale”.

“Del Pd – ha esordito Nencini concludendo i lavori – è bene fidarsi, ma, come diceva mia nonna, solo fino a mezzogiorno . Siamo qui per parlare del futuro e non della nostra storia. Da domani con l’inizio delle votazioni sulle unioni civili l’Italia potrebbe rimettersi in linea con l’Europa. Giachetti – ha detto ancora Nencini – può godere del nostro sostegno anche in nome della sua storia personale che è un po’ come la nostra, fatta di battaglie di civiltà che spesso abbiamo combattuto assieme. Il nostro partito può essere competitivo alle prossime elezioni amministrative di Roma – ha aggiunto il Segretario del Psi – se faremo una lista civica, laica, socialista, con un candidato a Sindaco con cui condividiamo princìpi comuni. Già da domani c’è da combattere una battaglia di civiltà insieme, con il voto al Senato del ddl Cirinnà. Quella sulle unioni civili non deve essere una battaglia ideologica, perché c’è un pezzo di Italia, e penso ad esempio a Milano che è la città maggiormente indicativa, che si è già costituita in famiglia ‘atipica’. Questa Italia esiste già e noi dobbiamo riconoscerle i diritti, non discriminarla. O dobbiamo aspettare che siano i magistrati a fare ciò che il legislatore si rifiuta di fare da anni? Da domani – ha aggiunto Nencini concludendo i lavori – abbiamo la possibilità di riportare l’Italia allo stesso livello di civiltà che già esiste in Europa”.

Ginevra Matiz 

 

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