martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Perfetti sconosciuti”. Pellicola agrodolce
sui rapporti sentimentali
Pubblicato il 15-02-2016


sconosciutiQualcuno ricorderà forse Sliding doors, un film di qualche anno fa, dove la protagonista perdeva la metropolitana (oppure la prendeva) cambiando così il destino suo e non solo. “Perfetti sconosciuti”, uscito nelle sale lo scorso 11 febbraio, ricalca un pò la stessa trama. Cosa accadrebbe se per una sera condividessimo con chi ci sta più vicino nella vita quello che passa nel cellulare – siano messaggi, WhatsApp o telefonate, piuttosto che notifiche Facebook – ormai diventato estensione del nostro braccio?
In un mondo sempre più connesso, abbiamo delegato al #cloud la nostra coscienza, la nostra memoria e i nostri segreti. Non si tratta solo di tradimenti o frustrazioni. È che – ognuno di noi – interpreta una parte e si adatta alle situazioni, accomodandole come meglio crede, giocando alla vita per se stesso. Così un gruppo di amici affiatati tra i quali risplendono Marco Giallini e Edoardo Leo, si scopre omofobo e intollerante, pieno di paure e incapace di essere fedele.
Il film si svolge intorno a una tavola imbandita, tra equivoci che strappano più di una risata allo spettatore, nella consapevolezza che siamo tutti frangibili.
Certo è che nessuno è al sicuro. Amori virtuali si sommano a gravidanze indesiderate realissime, ma anche no.
Una pellicola agrodolce, che interpreta perfettamente il concetto di amore liquido definito da Bauman: nella società moderna è facile intrecciare rapporti con molte persone, interpretando la parte che più ci aggrada, magari contemporaneamente, con più soggetti. Essere esattamente come ci vuole l’altro, per lo spazio di un respiro.
Salvo, poi, anelare ad avere una relazione stabile alle spalle, nella quale rifugiarci e apparire solidi e presentabili.
La paura di restare impigliati in rapporti sempiterni, come il matrimonio, porta il cuore oltre l’ostacolo. Ed è tensione, tradimento, affidarsi a un virtuale capace di colmare i vuoti di una vita dove la comunione corporale e spirituale trasforma qualsiasi rapporto in marcescenza. Da non perdere.

Alessia Chinellato

Alessia Chinellato

Alessia Chinellato

Giornalista e #blogger, studio le ricadute che i #social network hanno sulla vita dell'uomo medio. Come lo aiutano, quanto lo illudono. Perché una marea di connessioni talvolta equivale al deserto relazionale. Nella prossima vita sarò The Hammer. Su Twitter @alechinellato

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