venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Più assistenza per lavoratori autonomi, sospetti sui voucher
Pubblicato il 15-02-2016


Boeri
SUL CAPORALATO SERVE APPROCCIO INTEGRATO
“Il fatto che ci siano adesso sanzioni penali e la possibilità di chiamare in causa il datore di lavoro che si avvale del ‘caporale’ è importante e può essere un deterrente, ma sul caporalato serve un approccio integrato”. Così si è espresso il presidente dell’Inps, Tito Boeri a margine di un convegno della Cia. Per Boeri, “bisogna avere un approccio che non sia solo ‘muscolare’: va bene la pesantezza delle sanzioni, ma si deve intervenire sulle possibilità di individuare gli agenti” che operano nel caporalato.
Sull’assistenza serve un intervento organico – “Penso che sia importante che si vada su un intervento organico sul tema dell’assistenza”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervenendo alla recente presentazione del calendario della Cia contro il caporalato, e riferendosi alle misure di contrasto alla povertà che sono state successivamente presentate dal governo nel Cdm della scorsa settimana. “Noi abbiamo proposto di partire dalla fascia di persone tra i 55 e i 65 anni e nel nostro progetto abbiamo trovato anche le risorse”. In conclusione, per Boeri, “l’importante è che si creino degli strumenti universali accessibili per tutti”.
Camusso
SCONCERTANTE VENDITA 100MLN VOUCHER
La Cgil considera ”sconcertante” la vendita nei primi 11 mesi dell’anno di oltre 100 milioni di voucher (+67% sullo stesso periodo 2014, ndr). C’è una riduzione della disoccupazione – ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso intervistata di recente da Radio anch’io – ma siamo ”lontani dalla svolta” sulla ripresa. La decontribuzione – ha avvertito – ha sicuramente pesato. Le assunzioni – si è domandata – sono davvero a tempo indeterminato o si tratta di tante assunzioni a termine? Tutti siamo sconcertati dal fatto che sono stati erogati oltre 100 milioni di voucher. Si è tolta una forma di lavoro precaria e ne è stata introdotta una peggio”.
Lavoriamo con Inps
LAVORO, POLETTI: BOOM VOUCHER SOSPETTO
Il ricorso al voucher per le prestazioni lavorative estemporanee è diventato un “boom un po’ sospetto che stiamo monitorando”. Lo ha affermato il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, secondo il quale “cominciamo già ad avere un po’ di idee” in quanto “è scoppiato nel 2012 in corrispondenza della legge Fornero che ha ampliato a tutti i settori l’utilizzabilità del voucher”. “Stiamo lavorando con l’Inps – ha aggiunto Poletti – per fare un monitoraggio puntuale di queste situazioni e sulla base dei dati che avremo a disposizione, se è necessario, interverremo perché non vogliamo assolutamente che il voucher diventi uno strumento di distorsione del mercato del lavoro”. “Lavoriamo – ha concluso – per la stabilizzazione, non per la precarizzazione”.
Dirigenti PA promuovono Madia
SI A SOSPENSIONE FURBETTI IN 48 ORE
L’obbligo del dirigente pubblico di sospendere entro 48 ore il dipendente fannullone o furbetto “è giusto”. Così Pompeo Savarino, presidente Associazione classi dirigenti delle pubbliche amministrazioni, ha promosso le nuove norme contenute in uno degli undici decreti attuativi della riforma Madia, approvati di recente dal Consiglio dei ministri. “La sospensione in flagranza di reato, che deve scattare da parte del dirigente, è una misura che integra e migliora la normativa esistente” ha sostenuto Savarino all’Adnkronos. Infatti, “il dipendente che reca danno all’immagine di tutta la pubblica amministrazione, come nei recenti casi emersi dalle cronache, nel comune di Sanremo e altrove, non deve rimanere un minuto di più nell’ufficio pubblico” ha sentenziato il rappresentante dei dirigenti pubblici. In effetti il decreto introduce l’obbligatorietà della sospensione praticamente immediata che “prima non c’era – ha spiegato ancora Savarino – in seguito scatta l’obbligo di avviare il procedimento disciplinare, da parte dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari, una struttura che ha ogni amministrazione statale e locale. Ebbene l’obbligo esisteva già ma ora i tempi per concludere l’istruttoria, al termine della quale viene deciso il licenziamento o meno del dipendente, si accorciano da 60 giorni a 30, un altro segnale positivo” ha concluso Savarino. I dirigenti saranno veramente obbligati a eseguire la sospensione? “Per forza, mors tua, vita mea…”
700 milioni contro la povertà
LAVORO, PIÙ TUTELE ALLE PARTITE IVA
Un provvedimento contro la povertà che vale quest’anno 700 milioni E poi un “jobs act” per le partite Iva, quei lavoratori autonomi rimasti fuori fino ad oggi dalle riforme del governo Renzi ma che rappresentano una buona fetta della nuova occupazione. Con questi due interventi il governo prova a riprendere il filo della sua azione, dopo che per settimane aveva dovuto lasciare il passo all’emergenza delle crisi bancarie. Sulle partite Iva la linea di marcia è quella di dare qualche diritto e qualche certezza in più a chi ha un contratto da autonomo. Come per esempio il divieto per il datore di lavoro di cambiare unilateralmente le condizioni del contratto, o di recedere senza un congruo preavviso, o ancora di prevedere tempi di pagamento superiori a 60 giorni.
Gli autonomi avranno anche incentivi fiscali per la loro formazione. Potranno dedurre il 100% le spese sostenute per aggiornarsi, anche se nel limite di 10 mila euro l’anno. Una norma molto attesa dal comparto. Così come avranno a disposizione all’interno dei Centri per l’impiego di uno sportello a loro dedicato per ricollocarsi. Le partite Iva potranno anche partecipare agli appalti pubblici e concorrere all’assegnazione dei fondi europei.
Incentivi fiscali
Ma ad essere rafforzate saranno anche le garanzie. Maggiori tutele ci saranno per maternità, infortuni e malattie. In caso di assenza prolungata, al massimo 150 giorni l’anno, per ragioni di salute, il rapporto non potrà essere interrotto, ma solo sospeso senza stipendio. L’indennità di maternità, poi, verrà pagata anche se la neo mamma continua a lavorare. A differenza di quanto avviene nel lavoro subordinato, infatti, spesso per una partita Iva non è possibile fermarsi per non mancare una scadenza. Quanti lavoratori coprirà il jobs act delle partite Iva? Secondo la Cgia di Mestre, in realtà, pochi. Gli autonomi sono in tutto 3,9 milioni, ma il provvedimento interessa solo quelli iscritti alla gestione separata dell’Inps, che non poco più di 220 mila, il 6% del totale.
Le altre novità
Il provvedimento, un disegno di legge collegato alla finanziaria, approvato ieri, introduce anche un’altra novità: il lavoro agile. Non si tratta di un nuovo contratto, ha voluto sottolineare il ministro del lavoro Giuliano Poletti, ma solo di una modalità flessibile di esecuzione del lavoro subordinato. Il lavoratore potrà prestare la propria opera, in parte, anche da casa. Una via già oggi battuta da grandi aziende come Vodafone o Enel, ma non ancora regolamentata. Chi accetterà di operare in questo modo, non potrà essere penalizzato nello stipendio e avrà gli stessi diritti e gli stessi orari degli altri lavoratori.
Anche la legge sul contrasto alla povertà è l’attuazione di un impegno preso lo scorso autunno con la manovra finanziaria, che aveva predisposto per questo obiettivo una dote complessiva di 700 milioni nel 2016. Lo stanziamento è destinato a crescere negli anni successivi e potrà essere ulteriormente finanziato con i risparmi provenienti dal riordino delle prestazioni assistenziali. L’obiettivo di fondo è ambizioso, dotare l’Italia di uno strumento generale di contrasto alla povertà che finora è rimasto allo stato di progetto. Si dovrebbe trattare di un «sostegno economico condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa»: dunque da una parte servizi alla persona per coloro che si trovano in una situazione di particolare fragilità, dall’altra il tentativo di superare la situazione di bisogno attraverso l’ingresso nel mondo del lavoro: gli interessati dovranno quindi accettare di fare questo percorso. La platea dei beneficiari è stata delineata dal ministro Poletti: 280 mila famiglie, 550 mila bambini (verso i quali è orientato in particolare il piano), complessivamente 1,15 milioni di persone.

Carlo Pareto

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