venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Portogallo. Destre arginate dal ricordo di Salazar
Pubblicato il 24-02-2016


attualita-2016-01-spagna-portogallo-bigL’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (4^ puntata)

Il Portogallo vede la fine della dittatura il 25 aprile 1974, in seguito alla rivoluzione dei garofani. Fino a quell’anno l’unico partito politico legale nel paese era l’Unione Nazionale (União Nacional), di stampo fascista, che ebbe come storico leader Antonio Salazar, che fu primo ministro per trentasei anni consecutivi. Negli ultimi anni della dittatura il partito si riorganizzò e cambiò nome in Azione Popolare Nazionale (Acção Nacional Popular). La rivoluzione dei garofani, oltre a portare la fine della dittatura, portò anche allo scioglimento dell’unico partito fino ad allora legale.

Nello scenario politico portoghese il ruolo di partito politico di destra, dopo la fine della dittatura, viene assunto dal Partito Popolare, nato come Centro Democratico Sociale, che ora ha all’interno del proprio nome le sigle di entrambi i partiti (CDS – PP). Il partito, nato come forza centrista e cristiandemocratica, e affiliato al Partito Popolare Europeo, essendo nello scacchiere parlamentare portoghese il partito più a destra, negli anni ha attirato a sé anche personalità più vicine alla destra che al centro. Il Partito Popolare ha sempre avuto una propria rappresentanza nel Parlamento portoghese e in quello europeo e nelle elezioni parlamentari del 2009 e del 2011 è riuscito a superare il 10% dei voti, percentuale che non riusciva a superare dal 1985. Nelle ultime elezioni europee si è presentato in una lista unitaria con l’altra forza politica portoghese affiliata al Partito Popolare Europeo, il Partito Socialdemocratico. La lista ha raccolto il 27,73% dei voti e l’elezione di sette deputati, di cui solo uno del CDS – PP. Anche alle ultime elezioni nazionali dell’ottobre 2015, le due forze politiche di centrodestra si sono presentate assieme sotto il nome Portugal à Frente, risultando la lista più votata, grazie ad oltre 2 milioni di voti che gli hanno permesso di ottenere il 38,6% dei consensi nazionali. I due partiti hanno comunque ottenuto solo 107 seggi al Parlamento, 8 in meno di quelli necessari per avere la maggioranza assoluta, e hanno dovuto abbandonare i banchi della maggioranza per quelli dell’opposizione, vedendo così la nascita del primo governo di coalizione delle sinistre portoghesi. Lo scorso gennaio il Partito Popolare sostiene la candidatura alle elezioni presidenziali dell’ex Presidente del Partito Socialdemocratico, Marcelo Rebelo De Sousa, che vince al primo turno grazie al 52% dei consensi.

Altra forza politica nata nel 1974 è il Partito Popolare Monarchico. Il partito è riuscito ad entrare nel Parlamento solo nelle tre occasioni in cui si è presentato all’interno di alleanze di centrodestra, l’ultima volta nel 2005 quando riuscì ad eleggere due propri rappresentanti all’Assemblea portoghese. Alle elezioni legislative ed europee successive il partito ha sempre preso fra i 14.000 e i 18.000 voti, riuscendo a raccogliere così sempre meno dell’1% dei consensi. Alle recenti elezioni presidenziali ha sostenuto la candidatura di Marcelo Rebelo De Sousa.
Nel 2009 nasce il Partito per la Vita, divenuto poi Partito dei Cittadini e della Democrazia Cristiana, piccolo partito conservatore e cristiandemocratico che è riuscito a raccogliere alle ultime elezioni solo poco più di 2.000 voti.
Principale formazione politica dell’estrema destra portoghese è il Partito del Rinnovamento Nazionale, nato nel 2000. Il partito nazionalista, pur rimanendo ai margini della politica portoghese, ha visto un costante incremento dei propri consensi, riuscendo ad ottenere alle ultime elezioni parlamentari del 2015 oltre 27.000 voti, pari allo 0,5% del consenso nazionale.
Dopo le recenti elezioni presidenziali e parlamentari, i cittadini portoghesi torneranno alle urne nel 2017 per eleggere i nuovi membri delle varie amministrazioni locali.

Intervista al direttivo* di Livre, partito progressista portoghese:LIVRE_logo

– I partiti del centrodestra portoghese hanno perso molti voti alle ultime elezioni parlamentari, secondo voi quali sono le cause di questo calo?
– La maggioranza del popolo portoghese ha dimostrato di rifiutare le politiche di austerità operate dal governo di centrodestra. In Portogallo sono state adottate politiche di austerità estreme che hanno determinato un evidente aumento delle disuguaglianze, oltre che il fallimento delle politiche atte ad arginare il debito pubblico. I risultati delle politiche di austerità sono visibili in chiaro in Grecia e stanno prendendo forma anche in altri Paesi europei.

– C’è il rischio che l’estrema destra portoghese riesca ad ottenere un ampio consenso, in linea con ciò che sta accadendo in altre nazioni europee?
– No, non lo consideriamo possibile. Dobbiamo ricordarci che un’ampia fetta della popolazione ha vissuto la rivoluzione del 25 aprile 1974 che ha rovesciato la dittatura fascista e ha determinato la nascita della democrazia. Ci ricordiamo cosa vuol dire vivere sotto un regime di estrema destra e per questo la maggioranza del popolo portoghese rifiuterà tutte le politiche proposte dalla destra che limitino libertà e diritti individuali.

– Trovate invece possibile che le forze politiche di centrodestra si spostino su posizioni più estreme nella speranza di recuperare consenso?
– Attualmente vediamo un riposizionamento su posizioni socialdemocratiche dei partiti di centrodestra che hanno sostenuto politiche di austerità e posizioni estreme fino a pochissimo tempo fa. L’ala più a destra del centrodestra portoghese è quella neoliberista e la maggioranza del popolo portoghese ha capito il rischio dell’attuazione di politiche di austerità nei Paesi che vivono profonde disuguaglianze e con un grande debito pubblico.

Gianluca Baranelli

* le risposte sono state date da tre membri della direzione del partito che hanno chiesto di usare un nome collettivo che identificasse il gruppo dirigente nel suo insieme e non le singole persone.


 

4^ puntata – Le precedenti:

3 – Dal Bnp a Ukip, gli inglesi così civili così di destra

2 – Irlanda, il Fine Gael prepara il bis al governo

1 – La destra in Europa. Anche in Islanda la crisi ha un costo

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