venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Primarie Usa. Nei sondaggi Sanders batte la Clinton
Pubblicato il 18-02-2016


Bernie Sanders con Hillary Clinton

Bernie Sanders con Hillary Clinton

Non è durata molto la polemica a distanza tra il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, e Papa Francesco. La polemica era inutile e tutto sommato non serviva a nessuno perché l’elettorato americano conosce ormai abbastanza Trump e il Papa non ha interesse a immischiarsi nella corsa per le presidenziali Usa.
Il Papa? “A wonderful guy” (una persona meravigliosa) così Trump chiude la polemica dopo essersi beccato ieri quella che alcuni media hanno definito come una ‘scomunica’ e, secondo la Cnn, sarebbe anche pronto ad incontrarlo “quando vuole”, ribadendo che a suo avviso non si tratta di una ‘battaglia’: “penso che (il pontefice, ndr) abbia detto qualcosa di molto più soft di quello riportato inizialmente dai media”.

In effetti le parole di Francesco, a leggerle bene, non contenevano un attacco diretto, ma si limitavamo a rispondere alle provocazioni di Trump che usa, così come hanno fatto da noi diversi esponenti politici a cominciare da Bossi e Grillo, delle provocazioni per stare mel fascio di luce dei dell’informazione. “Una persona che pensa di fare i muri, chiunque sia, e non fare ponti, non è cristiano. Questo non è nel Vangelo” aveva risposto alla richiesta di commentare le affermazioni del candidato Usa di voler costruire 2500 km di muro lungo la frontiera e deportare 10 milioni di immigrati. Altra domanda: “I cattolici americani devono votarlo?”Risposta: “Non mi immischio: solo dico, questo uomo non è cristiano, se dice queste cose. Bisogna vedere se ha detto così oppure no. Su questo do il beneficio del dubbio”. Quasi immediata la risposta del miliardario: “Il Papa? È un personaggio molto politico. Per un leader religioso mettere in dubbio la fede di una persona è vergognoso. Io sono orgoglioso di essere cristiano e come presidente non permetterò alla cristianità di essere continuamente attaccata e indebolita, proprio come sta avvenendo adesso, con l’attuale presidente (Obama, ndr)”.

Donald Trump

Donald Trump

Le provocazioni del miliardario spaventano il partito repubblicano che sa che se Trump vincesse le primarie perderebbe le elezioni. Recentemente ha proposto il divieto di immigrazione negli Usa per i musulmani e la deportazione di milioni di persone entrate illegalmente nel Paese. In South Carolina, viene diffuso uno spot che descrive un omicidio in California, commesso da un immigrato illegale, promettendo di reprimere il fenomeno anche con la costruzione di un muro lungo 2500 chilometri sul confine meridionale degli stati Uniti.

Le sue posizioni appaiono troppo estremiste anche per i Repubblicani mentre le risposte che dà alle domande nei dibattiti, sono sempre meno esaurienti e convincenti. Inoltre Trump sembra favorire la campagna dei Democratici con Hillary Clinton e Bernie Sanders che usano proprio i temi della giustizia razziale per conquistarsi il voto dei neri.

Hillary Clinton Bernie Sanders

Hillary Clinton Bernie Sanders

Intanto sul fronte della corsa per le primarie per la prima volta in un sondaggio realizzato per conto della Fox, il socialista Bernie Sanders ha superato Hillary Clinton. Il sondaggio assegna al senatore del Vermont un ottimo 47% (37% in gennaio) mentre l’ex segretario di Stato scende dal 49% di un mese fa al 44%. Sempre nei sondaggi della Fox, Hillary Clinton aveva un vantaggio di ben 46 punti su Sanders la scorsa estate, distacco sceso a 22 punti due mesi fa. Oggi il sorpasso.

Clinton, secondo il rilevamento, perde terreno a favore di Sanders tra le donne (-25 punti), i bianchi (-13 punti) e tra i democratici ‘regolari’ (-14 punti), mentre tiene tra i neri e i laureati. Il senatore ‘socialista’ batte l’ex first lady anche in una eventuale sfida contro Donald Trump, il frontrunner dei repubblicani: 53% contro 38%, mentre la Clinton avrebbe un margine di vantaggio più ristretto, 47% a 42%: la differenza, spiegano gli autori del sondaggio, la fanno gli indipendenti, più propensi a votare Sanders contro Trump (54% a 33%) piuttosto che Hillary (43% a 39%). Sanders, sempre secondo lo stesso rilevamento, vincerebbe anche un’eventuale corsa a tre con l’indipendente Michael Bloomberg, il miliardario ex sindaco di New York: il senatore otterrebbe il 46%, Trump il 35% e Bloomberg il 12%. La Clinton invece avrebbe il 39%, solo due punti in più su Trump, con Bloomberg al 17%.

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