lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Prosegue operazione trasparenza “Inps a porte aperte”
Pubblicato il 01-02-2016


Inps a porte aperte
LE PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO DEI LAVORATORI AGRICOLI

Prosegue l’operazione trasparenza “Inps a porte aperte”. Nell’apposita sezione, raggiungibile dall’home page del sito istituzionale (www.inps.it), dopo essere state pubblicate informazioni riguardanti la disciplina dei maggiori fondi speciali gestiti dall’Istituto e di quelle categorie di lavoratori che usufruiscono di particolari regole contributive e previdenziali, vengono adesso focalizzate le prestazioni a sostegno del reddito.
La sezione “Inps a porte aperte” – giova ricordarlo – è dedicata a migliorare il rapporto informativo tra Ente e cittadini, al di là degli obblighi prescritti dalla legge. L’obiettivo è quello di rendere più chiari i meccanismi di funzionamento delle prestazioni erogate dall’Istituto. L’iniziativa fa parte di quell’operazione trasparenza annunciata dal presidente Inps, Tito Boeri, all’atto del suo insediamento. Di recente è stata pubblicata una scheda informativa sulla prestazioni a sostegno del reddito in favore dei lavoratori agricoli. I lavoratori agricoli beneficiano di ammortizzatori sociali diversi da quelli accessibili dagli altri lavoratori in quanto concessi a prescindere dalla data di inizio e dalla durata della disoccupazione. In molti casi perciò i sussidi di disoccupazione diventano una forma di integrazione al salario, volta a compensare la forte stagionalità del lavoro agricolo. Questo spiega anche perché la percentuale di lavoratori che fruisce dei sussidi sia molto alta (attorno al 50%) e rimanga tale anche in fasi di ripresa economica. Al contrario degli ammortizzatori per gli altri lavoratori, compresi quelli stagionali, le prestazioni a sostegno del reddito dei lavoratori agricoli non sono state riformate negli ultimi anni.
Le peculiarità del settore agricolo
Le tutele previste per il settore agricolo si differenziano da quelle stabilite per la generalità dei lavoratori principalmente per i seguenti aspetti:
• disoccupazione agricola: per gli operai agricoli la prestazione viene erogata in una unica soluzione l’anno successivo rispetto all’evento di disoccupazione ed è garantita a prescindere dall’accertamento dello status di disoccupato al momento della domanda e della percezione. L’anzianità è riconosciuta per l’intero anno indipendentemente dal numero delle giornate di lavoro agricolo effettuate e dal giorno di inizio dell’attività lavorativa (diversamente, per la generalità dei lavoratori dipendenti l’inizio dell’assicurazione decorre dal giorno del primo contributo effettivamente versato o dovuto). E’ inoltre diversa la misura della prestazione pari al 40% della retribuzione giornaliera (l’indennità di disoccupazione NASpI è pari al 75% della retribuzione);
• assegno al nucleo familiare: l’assegno viene riconosciuto per l’intero anno agli operai agricoli con almeno 101 giornate di effettivo lavoro agricolo (mentre per il lavoratore dipendente non agricolo l’assegno è riconosciuto per 26 giornate mensili a decorrere dall’evento che determina il diritto);
• malattia/maternità: gli operai agricoli a tempo determinato hanno diritto alle prestazioni di malattia e maternità se risultano iscritti negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo svolte nell’anno precedente. Analogamente hanno diritto alle indennità se le 51 giornate sono state lavorate nello stesso anno in cui si verifica l’evento, purché prima dell’inizio dell’evento stesso. Tale requisito consente all’operaio di acquisire lo “status” di lavoratore agricolo per accedere alle tutele (per la maggior parte degli altri lavoratori è necessario che l’evento si verifichi in costanza del rapporto di lavoro);
• il diritto all’integrazione salariale, diversamente da quanto avviene nel settore Industria, riguarda solo operai, impiegati e quadri a tempo indeterminato1; spetta per sospensioni a giornate intere e non per riduzioni di orario di lavoro; spetta per un massimo di 90 giornate per anno (invece delle 52 settimane potenzialmente indennizzabili dalla CIG).
La scheda completa relativa alle prestazioni a sostegno del reddito dei lavoratori agricoli è, come sempre. disponibile nella sezione “Inps a porte aperte” sul sito www.inps.it.

Pensioni
BOERI, MANDEREMO A TUTTI LE BUSTE ARANCIONI
Le buste arancioni, i prospetti per la simulazione della pensione futura, “le manderemo, ci impegniamo a mandarle perché bisogna raggiungere tutti, dobbiamo trovare il modo. Non si può sostituirle con la comunicazione online, visto che c’è chi non ha il Pin” per accedere al link web. Così il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in occasione del recente workshop ‘L’implementazione dell’agenda digitale italiana e le nuove sfide della rete’.
Fra Pubblica Amministrazione e cittadino c’e un rapporto fiduciario “che non può essere sostituito da internet”, quindi le “buste arancioni” che contengono l’ “estratto conto” di quanto ognuno prenderà di pensione saranno inviate comunque. Il presidente dell’Inps Tito Boeri va oltre le polemiche suscitate nei giorni scorsi dalla sua intervista a Maria Latella su Sky Tg24, ma tiene il punto. “Le manderemo, ci impegniamo a mandarle perché bisogna raggiungere tutti, dobbiamo trovare il modo. Non si può sostituirle con la comunicazione online, visto che c’è chi non ha il Pin” ha affermato sempre in occasione del workshop sulle ‘nuove sfide della rete’. Parlando ai giornalisti Boeri ha sottolineato il “rapporto fiduciario” che deve esserci fra cittadino e Inps e, ha aggiunto, “il livello fiduciario non può prescindere dal rapporto personale”.
L'”Inps vuole investire molto in Spid (sistema unico per la gestione dell’identità digitale ndr), ma credo che questo progetto non toglierà mai la necessità dei cittadini di avere con la P.a anche rapporti diretti, che vanno oltre il digitale”. Allargando l’orizzonte del suo ragionamento il professore della Bocconi ha finito per toccare il tema della tutela del risparmio, terreno politicamente sensibile specie dopo il crac di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. “La tutela del risparmio passa soprattutto dalla consapevolezza” ha rimarcato e “proprio chi non è digitalizzato è chi ha più bisogno” di essere reso consapevole, ha necessità di sapere quanto potrebbe ricevere di pensione. In altre parole restringere solo ai digitalizzati consapevolezza e conoscenza sul proprio futuro pensionistico significa escludere proprio i più deboli, chi ha più bisogno di sapere cosa l’Inps potrà garantirgli per il futuro ed eventualmente provvedere, integrandolo con il risparmio e con fondi complementari il suo trattamento pensionistico. “Non è solo una questione di digital divide – ha dichiarato ulteriormente Boeri -. Per noi è fondamentale mandare a casa dei cittadini le comunicazioni anche con strumenti tradizionali perché dobbiamo coinvolgere tutti”.
Il caso, come precisato, è nato la settimana scorsa, durante l’intervista rilasciata a Maria Latella di Sky Tg24, nel corso della quale rispondendo proprio a una domanda sulle “buste arancioni” molto attese ma non ancora arrivate, Boeri ha spiegato che per due volte è stato cancellato dalla Legge di Stabilità un emendamento che consentiva di spostare risorse Inps da una posta all’altra per le spese postali. Due ‘sbianchettature’ che, si è augurato, non siano state una piccola vendetta alla proposta di eliminare i vitalizi parlamentari. Una battuta che gli ha attirato in un sol colpo i malumori da più parti del mondo politico.
Sì al digitale ma Inps mantiene rapporti diretti – “Inps vuole investire molto in Spid, ma credo che questo progetto non toglierà mai la necessità dei cittadini di avere con la P.a anche rapporti diretti, che vanno oltre il digitale”. “Non è solo una questione di digital divide – ha evidenziato Boeri – Per noi è fondamentale mandare a casa dei cittadini le comunicazioni anche con strumenti tradizionali perché dobbiamo coinvolgere tutti”. In conclusione, il presidente dell’Inps ha sottolineato che c’è un problema di rapporto fiduciario “che non può essere sostituito da internet ed è giusto che sia così, il livello fiduciario non può prescindere dal rapporto personale”.

Norme
CIRCOLARE SU NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO FISCO E PREVIDENZA
Tutte le novità in materia di lavoro, fisco e previdenza previste dalla legge di stabilità, è stato recentemente riportato dal quotidiano ‘Italia Oggi’, sono racchiuse nella prima circolare dell’anno della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro. Sono 26 gli argomenti in ambito lavoristico e fiscale della legge di stabilità anche se quest’ anno, fa notare la Fondazione Studi, le principali novità sono concentrate sulla materia pensionistica-previdenziale ma non mancano modifiche di forte interesse ai regimi agevolati fiscali. Il beneficio per le assunzioni effettuate nel 2016 non è riconosciuto: 1) per i contratti di apprendistato e per quelli di lavoro domestico; 2) per le assunzioni relative a lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro; 3) per i lavoratori con i quali i datori di lavoro (considerando anche le società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto) abbiano comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi precedenti la data di entrata in vigore della presente disposizione. Resta fermo, al pari del passato, che: 1) il beneficio non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente; 2) si applicano gli ordinari criteri di calcolo ai fini della misura del trattamento pensionistico; 3) il beneficio non è subordinato a un meccanismo di ordine cronologico di presentazione delle domande (slavo che per il settore agricolo) e di connessa verifica di sussistenza di risorse residue. Lo sgravio trova applicazione anche in favore dei datori di lavoro del settore agricolo nel rispetto dei limiti finanziari, i quali vengono differenziati per le assunzioni come impiegati e dirigenti e, rispettivamente, come operai agricoli. Con riferimento a questi ultimi, viene escluso il beneficio (al pari del passato) qualora nel corso del 2015 i soggetti risultassero occupati a tempo indeterminato o risultassero iscritti negli elenchi nominativi dell’anno 2015 per un numero di giornate di lavoro pari o superiore a 250 (in qualità di lavoratori a tempo determinato presso qualsiasi datore di lavoro agricolo).

Carlo Pareto
c.pareto@alice.it

 

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