martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

QUESTIONE DI FAMIGLIA
Pubblicato il 05-02-2016


 

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La legge sulle Unioni continua a dividere. Dopo gli scudi alzati in questi giorni dall’area conservatrice in Parlamento, la battaglia contro il ddl Cirinnà si è spostata prima nelle piazze italiane, poi nei duelli tra i camici bianchi, tra pediatri e psicologi, per tornare di nuovo in Parlamento. Senza dimenticare ovviamente le uscite di cattolici intransigenti (come l’anatema di Radio Maria) o l’ultimo avvertimento direttamente dall’Europa. Il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, in un’intervista all’Ansa ha infatti detto che con la norma sulle unioni civili e le adozioni “l’Italia non sta creando nuovi diritti, ma semplicemente eliminando la discriminazione basata sull’orientamento sessuale”. Sottolineando poi che la giurisprudenza della Corte di Strasburgo “è chiara: se le coppie etero non sposate possono adottare i figli del partner, lo stesso devono poter fare le coppie dello stesso sesso”.
Il punto di maggiore scontro sembra essere ancora una volta quello sulla stepchild adoption, una discussione che si protrae ormai da giorni e che sta facendo vacillare anche la maggioranza.
L’affondo è arrivato dal segretario Udc Lorenzo Cesa, che ha minacciato una crisi di governo: “Se dovesse esserci un asse tra Pd e M5s sulle adozioni, l’Udc ne prenderà atto” e “non ci resterà altro da fare che uscire dalla maggioranza”. L’altra parte dei ‘centristi’ al Governo, quella dell’Udc di Alfano prova invece a mediare: “Io sono tra i favorevoli” all’approvazione di un testo sulle unioni civili “se si tolgono le adozioni, perché io sono a favore dei diritti delle coppie, anche omosessuali. Sono assolutamente aperto. Mi rendo conto che ci vuole un rafforzamento dei diritti, rispettare le affettività di tutti e anche difenderle patrimonialmente, ma che c’entrano le adozioni? Dividiamo i campi”. Dice il ministro dell’Interno Angelino Alfano. E su una probabile crisi di Governo il numero due di palazzo Chigi sostiene: “Io non ho mai minacciato la crisi di governo perché attiene una questione di coscienza, e perché un grande partito come la Dc, che aveva 300 e più parlamentari e non 30 come noi, subì l’aborto e subì il divorzio perché il Parlamento non lo puoi fermare quando la maggioranza decide di andare in una direzione. La Dc non bruciò né il governo né le istituzioni”.
Dall’altro lato arriva però arriva il rimbrotto ad Alfano, il fuoriuscito dall’Ncd, Gaetano Quagliariello ha infatti sostenuto: “Non ha alcun senso evocare il comportamento della Dc in occasione della legge sul divorzio, dal momento che in termini politici il problema è esattamente speculare. La Dc era infatti il partito egemone nell’area governativa, e cercava in tutti i modi di difendere la sua egemonia. In questo caso, invece, l’egemonia che rischia di affermarsi è quella di una cultura falsamente laicista già denunciata da Pasolini, e un piccolo partito, che peraltro ogni giorno rivendica una presunta autonomia, invece di esortare addirittura il partito di maggioranza a farsi partito della nazione, dovrebbe fare di tutto per ostacolare questa deriva. Soprattutto se, come più volte affermato dal ministro Alfano, si ritiene che in gioco ci sia la civiltà”. Per Quagliariello “l’unico risultato politicamente tangibile dell’atteggiamento di Ncd sarà non la caduta del governo ma il fallimento di Area Popolare”. “Il rischio – conclude Quagliariello – è ben documentato dalle posizioni assunte oggi dall’Udc che, a quanto mi pare di ricordare, salvo quando vi siano posti di governo da occupare, faccia parte di Area Popolare”. Ma l’opposizione al ddl non si ferma alle dichiarazioni e ai punti di vista, ben quaranta senatori hanno annunciato ricorso al ddl. “L’iter del ddl Cirinnà ha fatto a pezzi l’articolo 72 della Costituzione”: è la tesi del ricorso presentato da Andrea Augello, Luigi Compagna, Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello (tutti del movimento Idea) e Mario Mauro (Popolari per l’Italia) alla Consulta sollevando un conflitto di attribuzione, al quale hanno aderito altri 35 senatori dell’area di centrodestra. “Il testo sulle unioni civili, che si sta discutendo in aula è stato sottratto all’esame della commissione Giustizia, inficiandone in radice la legittimità e quindi ponendosi in contrasto con l’articolo 72 della Costituzione e con le regole che sovrintendono al procedimento di formazione delle leggi”.
Da parte socialista invece non ci sono dubbi. La legge sulle unioni civili “va bene integralmente, anche se l’Ncd non la voterà; va bene che ci sia una maggioranza diversa per votarla”. Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture e segretario del Psi Riccardo Nencini ,questo pomeriggio a Firenze, a margine di un convegno sulla figura di Pietro Nenni. “Noi – ha aggiunto – la votiamo così com’è”.
Intanto però il partito democratico corre ai ripari e si delineano i primi emendamenti al ddl Cirinnà su cui c’è accordo nel Pd, e che i Dem intendono proporre anche agli alleati. Essi accentuano – secondo quanto riporta l’Ansa – le differenze tra unioni civili e matrimonio, ed espungono alcuni errori del testo, dovuti ai troppo riferimenti del ddl alle norme sul matrimonio. Uno di questi è la previsione che le unioni civili sono nulle se uno dei partner è omosessuale.
Dal punto di vista politico quindi la situazione è in continuo progresso e si attende che il Pd metta in atto una nuova strategia per non cadere in fallo proprio su una delle leggi più attese degli ultimi anni.
Dal punto di vista scientifico invece, il presidente della Società italiana pediatria, Giovanni Corsello, fa un passo indietro rispetto alle dichiarazioni dei giorni precedenti, e dichiara: “La Legge sulle unioni civili si deve fare e così anche la parte relativa alla ‘stepchild adoption’”. E sottolinea per quanto riguarda la norma sulle adozioni: “Trovo che sia assolutamente utile in questi casi una normalizzazione nel quadro anche legislativo che metta questi bambini che hanno già superato queste problematiche nelle condizioni di andare avanti con il massimo della serenità”. La dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, mette invece l’accento su quello che è stato definito “amore contro natura”:
“La società stenta a mettersi al passo con l’evoluzione dell’antropologia umana. Così si arrocca su concetti che ormai sono obsoleti: l’amore naturale o contro natura, per esempio. E l’amore di un uomo che violenta brutalmente la propria donna (fatti di cronaca che sono all’ordine del giorno ormai) è più naturale dell’amore rispettoso di una donna verso la compagna?”. “La natura – precisa l’esperta – come la società, non ci protegge più, non è un concetto a cui possiamo fare riferimento. Forse l’amore che trascende i sessi e le situazioni è un concetto a cui oggi possiamo fare riferimento”.

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