giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Questo non è un Paese
per anziani
Pubblicato il 23-02-2016


Da tempo abbiamo segnalato il rischio dell’imbarbarimento della società italiana come conseguenza della crisi economica e sociale che investe tutta l’Europa. Coloro che avevano letto i nostri ammonimenti come il parto un tantino fantasioso dei soliti profeti di sventura dovrebbero oggi compiere uno sforzo per confrontarsi con i fatti che sono purtroppo sotto gli occhi di tutti.

È veramente difficile stabilire una qualsiasi graduatoria dei problemi che oggi fanno del nostro Paese uno dei più colpiti dai processi di imbarbarimento che ci sono e sono ben visibili anche per chi vorrebbe magari parlare d’altro. Nell’arco degli ultimi tre mesi, sono stati centinaia i casi accertati di violenza sulle persone anziane ricoverate in strutture. Si è tornati a parlare con insistenza di anziani percossi, legati al letto in condizioni igieniche allucinanti, costretti a mangiare cibi da cani e curati con farmaci da tempo scaduti. Le Residenze Sanitarie Assistenziali e le case di riposo per anziani versano in condizioni davvero deplorevoli.

Le quote di mantenimento in quelle strutture, in molti casi non vengono più pagate dai comuni che non versano le quote loro spettanti, e ciò in molti casi per mancanza di mezzi. L’applicazione dell’ISEE realizzata senza aggiornamenti e senza neppure una seria riflessione su chi sono i destinatari delle scelte, sta creando situazioni allucinanti.

La distinzione tra soggiorni, sarebbe meglio dire parcheggi in RSA e quelle certo spesso preferibili in casa di riposo, avviene non più tenuto conto dello stato di salute reale e quindi della autosufficienza residua. Si guardano solo i problemi di bilancio. Moltissime RSA stanno così diventando un orrendo ricettacolo, anche perché i comuni, alle prese con problemi che non sono in grado di risolvere scaricano tutto sulle RSA che diventano una sorta di inferno dantesco che funziona da rifugio per persone considerate irrecuperabili.

Ex ricoverati nei manicomi, drogati, alcolisti, affetti da AIDS in stato molto avanzato , tutti vengono parcheggiati e cioè scaricati nella RSA con il risultato che chi attualmente in RSA lavora cerca di scappare e di trovare altre soluzioni, malpagate e non garantite da diritti nel settore dei servizi alla persona che offre qualche occasione di lavoro.

Il numero delle RSA e delle case di riposo diminuisce mentre quello degli anziani bisognosi di cure e di ricovero cresce. Le famiglia al momento del ricovero del famigliare vengono chiamate a sottoscrivere protocolli che comportano impegni che una famiglia normale, pensiamo ad esempio a un monoreddito, non è in grado di sopportare. Si aprono quindi cause e vertenze tra comuni e famiglie. Il tutto all’insegna di un contrasto tra contendenti che hanno tutti ragione e che ricavano da queste vicende, soltanto frustrazioni, sensi di colpa, grande rabbia e sfiducia verso le istituzioni.

Questa situazione di crisi ha facilitato il sorgere di un mercato parallelo che potremmo anche definire illegale pur sapendo che in molti casi il tutto avviene rispettando leggi esistenti. Mi riferisco all’emergere di un fenomeno che a Roma e nelle grandi città sta proliferando a vista d’occhio, che tuttavia nessuno vede e quindi nessuno considera neppure un’autentica vergogna per il nostro Paese.

Basta disporre di una abitazione, magari malsana con barriere architettoniche e anche senza ascensore dalla quale sia possibile ricavare degli spazi. In quegli spazi, è abbastanza facile piazzare uno, due e talvolta anche tre lettini, il tutto seguendo procedure semplici all’insegna de “la casa la abito io e ci faccio quello che voglio”, compresa la domiciliazione degli ospiti. Degli ospiti basta regolarizzare il domicilio e sei così tranquillo perché in caso di malattia grave o di decesso sarà comunque possibile, senza correre rischi, scaricare il tutto su ospedale e cappelle mortuarie.

È ovvio che le condizioni degli anziani che vengono parcheggiati in quei luoghi variano molto a seconda della famiglia che sceglie di parcheggiarli e quindi di pagare la retta e anche del cittadino proprietario o affittuario della casa. Gli affittuari in generale sono dei disperati che ricorrono a questa forma di parcheggio perché ne hanno bisogno, ed è chiaro che alcuni di essi hanno un cuore e che altri invece sono interessati solo a incassare dei soldi.

Imbattersi in uno che ti ospita rispettando la tua dignità e i tuoi bisogni essenziali e le tue abitudini è molto diverso da incontrare uno che ti tratta come un semplice salvadanaio e occasione di guadagno, in quel caso se “rompi” puoi essere legato al letto e al limite anche picchiato.

Se qualcuno dovesse nutrire dubbi sulla drammaticità e l’estensione di questa situazione è pregato, una volta tanto, di informarsi e guardarsi attorno. Se la onorevole Lorenzini, ministra della sanità anziché inseguire le televisioni per lanciarci ogni volta ammonimenti e richiami volesse decidere una volta tanto di fare il proprio mestiere, avrebbe un occasione d’oro. Potrebbe chiamare a raccolta regioni, comuni, province e ASL assieme anche a tutto il mondo del volontariato per lanciare una grande campagna di indagine sulle condizioni degli anziani residenti o abbandonati nelle strutture di accoglienza.

A Roma esistono oggi migliaia e migliaia di persone che si stanno mobilitando e che tra qualche settimana chiederanno a tutti i cittadini romani il loro voto per essere eletti in comune o nei municipi. È ovvio che tutti presenteranno programmi nell’interesse di Roma e dei romani. Sarebbe davvero interessante verificare se ognuno di questi candidati abbia davvero idee e proposte su come affrontare il problema della condizione degli anziani nelle grandi metropoli o se almeno conosca i tanti e crescenti episodi di sfruttamento che si sviluppano ogni giorno contro gli anziani e contro la loro dignità.

Veniamo da una stagione, quella di mafia capitale che ha fatto emergere responsabilità gravissime, non solo di chi è stato attivo e beneficiante del malaffare, ma anche dei tanti che come Ponzio Pilato si sono lavati le mani di fronte al dramma di milioni di cittadini romani soprattutto anziani che sono stati le vittime di una situazione che andrebbe davvero cancellata.

Silvano Miniati

Network Sinistra Riformista

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