venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Renzi: “Non prendiamo ordini dall’Europa”
Pubblicato il 01-02-2016


renzi merkel

“A questo punto noi daremo il nostro contributo alla Turchia per salvare esseri umani. E faremo ogni sforzo per salvare vite umane nel Mediterraneo: abbiamo salvato, e continueremo a farlo, migliaia di vite mentre l’Europa si girava dall’altra parte. Prima del patto di stabilità c’è un patto di umanità. Se poi vogliono aprire una procedura contro l’Italia, facciano pure: noi andiamo avanti. Per noi Europa significa valori e ideali, non polemiche da professionisti dello zero virgola”. Sono le parole del presidente del consiglio Matteo Renzi in risposta alla Commissione europea. Il motivo di attrito è sula cosiddetta quota migranti: la Commissione europea infatti ha chiarito che il contributo richiesto agli Stati membri per complessivi 3 miliardi a favore della Turchia per l’emergenza rifugiati non rientra nel calcolo del deficit ai fini del Patto di stabilità e crescita. Cosa che invece aveva chiesto con forza il presidente del Consiglio.

Era stata la portavoce della Ue, Margaritis Schinas a rilanciare il tema dei contributi per la Turchia. Il denaro versato dai governi nazionali, ha precisato, non influirà sui conteggi ai fini del patto di stabilità e questa linea “era nota fin da dicembre”. Un intervento che ha riacceso le polemiche politiche interne, con le opposizioni che attaccano il capo del governo accusandolo di fatto di avere solo inscenato il braccio di ferro con Bruxelles delle scorse settimane (quello che provocò la reazione stizzita del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker), già sapendo che gli aiuti ad Ankara non avrebbero avuto ripercussioni sul rispetto dei vincoli bilancio. Insomma nuovi attriti che arrivano all’indomani del’incontro che Renzi ha avuto la scorsa settimana con la cancelliera tedesca Merkel e finito con un nulla di fatto.

“Noi italiani pensiamo che i migranti siano tutti uguali – ha detto Renzi parlando dalla Nigeria, prima tappa del suo viaggio in Africa -. Non è possibile considerare le vite da salvare nel Mar Egeo diverse da quelle da salvare nel Mar Tirreno. Il fatto che le spese per salvare i bambini che navigano dalla Turchia alla Grecia siano fuori dal Patto di Stabilità è finalmente un fatto positivo. Pensare di considerare in modo diverso le spese per salvare i bambini eritrei che arrivano in Sicilia mi sembra assurdo e illogico. Solo una perversione burocratica può fare distinzioni tra le vite da salvare”.

Insomma il lungo braccio di ferro tra la Commissione e il governo si arricchisce di un nuovo capitolo la cui valenza non è solo europea ma anche interna. “Le cose sono cambiate – ha scritto Renzi nella sua enews -. Le riforme sono leggi e dopo tre anni di recessione è tornato il segno più nei fondamentali economici. Possiamo tornare a fare il nostro mestiere, dunque.E il nostro mestiere è guidare l’Europa, non andare in qualche palazzo di Bruxelles a prendere ordini”. E ancora: “L’Italia per anni aveva un debito morale con le istituzioni europee, e io dico soprattutto con i propri concittadini, perché parlava di riforme che non riusciva a realizzare”.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento