mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rugby 6 Nazioni: 20-36
Italia sconfitta dalla Scozia
Pubblicato il 28-02-2016


Grande giornata di sport ieri sabato 27 allo Stadio Olimpico di Roma, dove Italia e Scozia si sono sfidate per il terzo turno del torneo 6 Nazioni di Rugby. Le copiose piogge che hanno preceduto il match non hanno intaccato la praticabilità del terreno di gioco e l’allerta meteo non ha scoraggiato il popolo del rugby, che ha costituito il sedicesimo uomo in campo con oltre 70.000 spettatori.Rugby Italia Scozia

La Scozia arrivata a Roma è più forte di quella che avevamo sconfitto lo scorso anno ad Edinburgo, ma sulla carta ancora un avversario alla nostra portata, avendo perso, così come l’Italia, nei primi due impegni del 6 Nazioni di quest’anno. Un cambiamento dell’ultimo minuto della formazione scozzese ha visto la partenza da titolare del giocatore centrale di terza linea Ryan Wilson, al posto del previsto numero 8 David Denton.

La partita, arbitrata dal sudafricano Jaco Peyper, inizia col calcio battuto dall’Italia, ma la palla ovale finisce subito nella mani della Scozia, tuttavia l’Italia riesce con un calcetto a riportarsi in avanti. Al sesto minuto siamo vicini alla meta avversaria con una touche laterale; un fallo scozzese ci offre la possibilità di battere un calcio di punizione; all’ottavo minuto passiamo dunque in vantaggio grazie alla realizzazione di Kelly Haimona: Italia 3 – Scozia 0.

Ma gli scozzesi non si perdono d’animo e, neanche due minuti dopo, grazie anche ad una ingenuità difensiva degli azzurri, segnano la loro prima meta con John Barclay, poi trasformata dal capitano scozzese Greig Laidlaw da posizione angolatissima. Al decimo siamo Italia 3 – Scozia 7.

La Scozia continua a mantenere il possesso della palla ovale e, con una iniziativa molto efficace, è nuovamente a cinque metri dalla nostra meta. Dagli spalti si leva il grido di incoraggiamento “Italia, Italia”. Ma non basta. Gli scozzesi continuano praticamente indisturbati le loro veloci escursioni e, al sedicesimo minuto, sono nuovamente in meta con John Hardie; il capitano Laidlaw trasforma ancora una volta da posizione estremamente angolata: Italia 3 – Scozia 14.

Fino a questo punto della partita l’Italia si è avvicinata alla meta scozzese solo una volta, mentre gli scozzesi ne hanno fatto due. La squadra azzurra appare in grande difficoltà, sembra non sappia cosa fare quando in possesso dell’ovale. Al ventesimo la Scozia è di nuovo nella nostra metà campo con una touche laterale. L’Italia perde mischie a ripetizione. Il problema sono gli azzurri, inutile girarci intorno. Giochiamo male e nel rugby non si può giocare per il pareggio: se si perde palla con una certa ingenuità sono davvero problemi. Con la Scozia sapevamo di poter anche vincere ma, nei fatti, stiamo giocando troppo male. Arriva così un calcio di punizione a favore della Scozia, realizzato dal solito Laidlaw: Italia 3 – Scozia 17.

Ora l’Italia sembra prendere un pò di coraggio e, finalmente, al ventinovesimo arriva la prima meta italiana con una grande azione impostata da Campagnaro e conclusa in meta con Leonardo Ghiraldini; la trasformazione da posizione angolata di Kelly Haimona ci riporta in partita: al trentesimo Italia 10 – Scozia 17.

L’Italia sembra aver recuperato fiducia, occorre continuare a crederci. Dinanzi alla nostra iniziativa, gli scozzesi non sono esenti da errori e gli ultimi dieci minuti del primo tempo vedono le squadre contrapporsi in modo equilibrato. Il primo tempo finisce così con il parziale Italia 10 – Scozia 17.

La seconda frazione di gioco ricomincia con la Scozia in attacco. Gli italiani collassano in mischia e l’arbitro assegna un calcio di punizione a favore degli scozzesi: Laidlaw trasforma e al quarantacinquesimo siamo Italia 10 – Scozia 20.

L’Italia prova a fare partita e si riporta vicino alla meta avversaria e, dopo aver rischiato di perdere palla per un passaggio sbagliato, si trova ad un soffio dall’obiettivo. Con molto mestiere gli scozzesi limitano i danni e fanno fallo. L’Italia, stanca, preferisce calciare piuttosto che giocare una touche laterale che avrebbe dato l’opportunità di andare in meta. Al cinquantesimo Kelly Haimona trasforma da facilissima posizione: Italia 13 – Scozia 20.

La Scozia non demorde e sembra poter accelerare a suo piacimento e quando necessario; eccola nuovamente in attacco, guadagna due nuovi penalty kick, trasformati dal solito Laidlaw. Al cinquantaseiesimo siamo a meno tredici: Italia 13 – Scozia 26.

Il problema dell’Italia è che non riesce stabilmente a restare in attacco. Rispetto al primo tempo una certa reazione vi è stata, ma sbagliamo ancora troppi passaggi e perdiamo troppe mischie. L’Italia prova a sfondare il muro scozzese ma si scontra con una difesa molto ben organizzata. Il capitano Parisse sprona gli azzurri che si riportano in attacco inducendo al fallo per placcaggio alto Finn Russell, che viene così espulso temporaneamente. Siamo quindici contro quattordici, ne approfittiamo e arriva la meta italiana con Marco Fuser, poi trasformata da Kelly Haimona. Al sessantatreesimo eccoci di nuovo in partita: Italia 20 – Scozia 26.

La Scozia non si scompone e mira a mantenere un certo vantaggio senza rischiare troppo: Laidlaw realizza l’ennesimo calcio di punizione e riporta la Scozia a più nove.

L’Italia va per gli ultimi assalti. Siamo di nuovo a dieci metri dalla meta scozzese. Viene assegnata una mischia a nostro favore e la tensione sale alle stelle quando arriviamo ad un soffio dalla meta. E’ il momento decisivo della partita, ma la Scozia difende e non molla e l’Italia, che non ha la capacità di muovere la palla con sufficiente velocità, prova con Kelly Haimona a scavalcare la difesa avversaria con un calcetto breve. Purtroppo anche il drop non è né particolarmente preciso né veloce e così gli scozzesi recuperano palla.

Dopo il fallimento dell’ultima sortita dell’Italia, in cui peraltro gli azzurri hanno consumato molte energie, è la Scozia a riprendere l’iniziativa. Precisa nei passaggi, veloce ed efficace nelle incursioni, fantasiosa nel gioco, la Scozia è ormai ospite fissa della nostra metà campo. Arriva cosi la meta magistrale di Tommy Seymour, trasformata al settantottesimo dall’infallibile cecchino Laidlaw, che guadagna così anche il titolo di “man of the match” del torneo 6 Nazioni.

Finisce Italia 20 – Scozia 36, con una squadra italiana che non ha saputo concretizzare in attacco, anche a causa di imprecisioni nei passaggi veloci, che ha perso troppe mischie e che, soprattutto, si è mostrata troppo debole nei placcaggi in difesa. Troppi errori singoli e del collettivo, troppi possessi palla regalati agli avversari. Insomma, una delusione per il popolo azzurro del rugby.

Al. Sia.

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