venerdì, 29 luglio 2016
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Opinioni e commenti
 

Rugby. Italia-Scozia
il giorno della verità
Pubblicato il 27-02-2016


Rugby Italia ScoziaSiamo arrivati al giorno della verità. Si potrebbe obbiettare che tutti lo sono ma, nella fattispecie, oggi pomeriggio l’Italia della palla ovale dovrà superare una articolata quanto rognosa pratica Scozia.

Se le basi del thriller, dall’inglese to thrill, rabbrividire, sono la suspense, la tensione, l’eccitazione, dalle 15,25 davanti ai 73.000 dello Stadio Olimpico (diretta in chiaro da DMAX) ci saranno tutti gli ingredienti

In palio l’investitura di “ultima della classe” che nel torneo più vecchio del Mondo si traduce sinteticamente in “Cucchiaio di legno”, se arrivi ultimo pur vincendo un match, o il più disonorevole Whitewash (il nostro “andare in bianco”) con zero vittorie a fine torneo. In entrambi i casi la “nomination”, per l’ennesima volta, è prerogativa di Azzurri e scozzesi.

Nel 6 Nazioni di rugby, sin dalla sua nascita nel 2000, mentre Irlanda, Galles, Francia ed Inghilterra pianificano sulle possibilità di vittoria, con o senza Gran Slam, l’Italia e la Scozia giocano una sorta di ” torneo nel torneo”, un 2 Nazioni dell’onore. La matematica conclama il motivo. Dopo diciassette scontri diretti nel 6 Nazioni il bilancio è pressoché equilibrato con nove vittorie scozzesi e sette italiane mentre il “Palmares” è a favore dei “cardi” con quattro “cucchiai” contro ben dieci “azzurri” di cui la metà senza vittorie.

Il match è talmente intrinsecamente “delicato” che i due “coach”, a differenza delle esternazioni dei loro giocatori, usano solo complimenti nei confronti degli avversari. Se per Vern Cotter “”L’Italia ha dimostrato di essere una squadra di talento, soprattutto con la loro prestazione esterna con la Francia, ma anche nel primo tempo con l’Inghilterra. Hanno sorpreso entrambe le avversarie con la loro fisicità, intensità e qualità, tutti fattori cui dobbiamo essere preparati per, almeno, eguagliarli se vogliamo vincere a Roma questo weekend”, Jacques Brunel  a sua volta dichiara “”Per noi sarà una partita molto difficile, non possiamo permetterci il lusso di pensare che non lo sia. Personalmente trovo che la Scozia sia una delle squadre più difficili da affrontare, è quella che mi ha fatto la migliore impressione in questi ultimi mesi”.

Cortesie a parte Brunel ha “studiato” attentamente il match contro la Scozia confermando pressochè l’ossatura della squadra che a Parigi ha, finalmente, riproposto un buon rugby  capace di sfiorare la vittoria contro la Francia e, quindici giorni or sono, ha ingabbiato gli inglesi per quasi un’ora. Rientrano l’estremo titolare David Odiete ed il tallonatore Leonardo Ghiraldini, alla sua ottantunesima apparizione, dopo l’infortunio al bicipite femorale riportato alla Coppa del Mondo, si devono fare i conti con due importanti defezioni. Non saranno, infatti, della partita Carlo Canna e George Biagi, i due giocatori più in evidenza della formazione azzurra come sottolineato anche dalla stampa estera, mancanze “aggiustate” con i sostituti Kelly Haimona all’apertura e Joshua Furno in seconda linea.

Nel rugby vince sempre la squadra migliore che è la più affamata di vittoria. Solo una performance attenta e pragmatica può portare ad una vittoria contro la Scozia, che se pur sconfitta ha “graffiato” profondamente, sia l’Inghilterra, sia Il Galles. Un trionfo riuscirebbe sì a recuperare parzialmente la gestione Brunel, ma non modificherebbe la valutazione finale visto che comunque non lascerà l’iniziale sperata impronta con tre 6 Nazioni in “chiaro-curo” e un mediocre mondiale alle spalle.

 Poco è cambiato. Ancora la discontinuità impera e troppe volte cose egregie sì perdono in un “mare magnum” di lacune anche grossolane. Siamo ancora lontani dall’avere un gioco ottimale e rimaniamo una squadra “cardiaca” che fatica ad ostentare il giusto atteggiamento in campo.  In questo diciassettesimo Torneo tutto sembrerebbe avverso per gli Azzurri. Il calendario Gregoriano è bisestile, quello degli incontri vede tre match su due in trasferta. L’occasione di avere la Scozia a Roma è ghiotta, i successivi incontri sono da incubo con l’Irlanda a Dublino che deve rimontare quanto perso per strada, 1 punto in due match, e i gallesi nel fortino di Cardiff che nell’ultima partita potrebbe essere in lizza per la vittoria finale.
Ma siamo latini, tutto può essere arduo quanto possibile.
Umberto Piccinini


ITALIA 15 David ODIETE , 14 Leonardo SARTO, 13 Michele CAMPAGNARO, 12 Gonzalo GARCIA, 11 Mattia BELLINI, 10 Kelly HAIMONA, 9 Edoardo GORI, 8 Sergio PARISSE, 7 Alessandro ZANNI, 6 Francesco MINTO, 5 Joshua FURNO, 4 Marco FUSER, 3 Lorenzo CITTADINI, 2 Leonardo GHIRALDINI, 1 Andrea LOVOTTI
a disposizione 16 Davide GIAZZON, 17 Matteo ZANUSSO, 18 Martin CASTROGIOVANNI, 19 Valerio BERNABO’, 20 Andries VAN SCHALKWYK, 21 Guglielmo PALAZZANI, 22 Edoardo PADOVANI, 23 Andrea PRATICHETTI, ALL. Jacques BRUNEL

SCOZIA 15 Stuart HOGG, 14. Tommy SEYMOUR, 13 Mark BENNETT, 12. Duncan TAYLOR, 11 Tim VISSER, 10 Finn RUSSELL, 9. Greig LAIDLAW, 8. David DENTON, 7John HARDIE,  6 John BARCLAY, 5. Jonny GRAY, 4 Richie GRAY, 3 Willem NEL, 2 Ross FORD, 1 Alasdair DICKINSON.
a disposizione: 16 Stuart McLNALLY, 17 Rory SUTHERLAND, 18 Moray LOW, 19 Tim SWINSON, 20 Ryan WILSON, 21 Sam HIDALGO-CLYNE, 22 Peter HORNE, 23 Sean LAMONT, ALL. Vern COTTER

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