lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rugby. L’Italia perde,
ma sorprende i francesi
Pubblicato il 08-02-2016


6nazioniIl debutto dell’ultimo Sei Nazioni di Brunel, Ct con contratto ormai a termine, ha un sapore agro-dolce. In una St Denis, blindatissima, la “strana” Italia di Brunel perde per 23 a 21 e fa tremare la corazzata francese. Una squadra creata dal gigante delle tattiche Guy Noves, sostituto del mai ben visto Philippe Georges Saint-André dopo l’indicorosa ultima Coppa del Mondo, con il mandato categorico di riportare i Blues alla “grandeur” di un tempo.
Allo Stade de France, dove torna la festa senza dimenticare, tante le novità da entrambe le parti.
Jacques Brunel spariglia le carte e, con tredici defezioni (fra infermeria e no alla maglia azzurra) e “società” che non aiutano, fa di necessità virtù e schiera in campo quattro esordienti di cui due provenienti dal campionato “minore” semidilentantistico di Eccellenza ed altri non proprio titolari fissi anche nei club di appartenenza.
È tutto dire per chi, per un quadriennio, ha rifiutato il solo pensiero di considerare la convocazione di chi non avesse comprovata esperienza internazionale.
Ci si chiedeva se si era di fronte a folle sperimentazione o sana pazzia? L’Italia era data perdente con un margine di oltre trenta punti ma il campo premia la scelta azzardata e sentenzia per una sana sperimentazione visto che più che vincerla i francesi, la partita, la hanno persa gli Azzurri. A prescindere da quell’ultimo azzardato tentativo di drop di Parisse all’ottantesimo che, con la calma necessaria, si sarebbe potuto giocare diversamente.
Partono benissimo gli Azzurri e sin dai primi minuti mettendo pressione ai francesi.Parisse, particolarmente motivato essendo anche capitano dello Stade Francais campione di Francia, suona le cariche. Zanni, Minto, Biagi, Fuser e Garcia costruiscono un muro invalicabile, l’estro di Sarto e Campagnaro mette grande confusione, Mattia Bellini, ala ventiduenne di 193 centimetri per 93 chilogrammi, esordisce senza particolari timori, mentre la prima linea, con il veterano Cittadini che affianca i “novelli, Gega e Lovotti non cede alla più esperta francese. La cerniera mediana, da sempre la vera zona nevralgica, vede in Gori e Canna una coppia “quasi affiatata” con il mediano di mischia che conferma la costante crescita e l’apertura che sciolina un campionario ricdi ampia visione di gioco e capacità di giocate superbe.
È proprio l’intesa fra i due mediani, dopo un lungo arrembaggio nei 22 francesi, a portare gli azzurri in vantaggio con pregevolissimo drop di Canna.
È solo l’ottavo del primo tempo ma il messaggio è chiaro è l’Italia che nessuno si aspetta a cominciare dagli avversari.La Francia, pregna di assi dell’ovale e affamata di successi, dopo quattro anni di mediocri prestazioni, non ci sta e si riversa nella metà campo italiana. I Transalpini danzano e troppi azzurri vengono assorbiti e pare possano dilagare. Dopo il penalty sbagliato da Bezy é un gesto magico di Vakatawa a segnare la meta portando la Francia in testa. Poco più di dieci minuti ed è l’Italia ad effettuare il sorpasso con la metà di Parisse che concretizza una irresistibile spinta della maul non “convertita” da Canna. Nel rovesciamento di fronte, in uno dei rari momenti in cui si abbassa l’attenzione azzurra, la meta facile di Chouly accorcia il disavanzo francese. E’ una “quasi meta” di un immenso Campagnaro, schiaccia a 10 centimetri dalla meta, a chiudere il primo tempo con gli Azzurri in svantaggio per 10 a 8.
Gli ultimi quaranta minuti cominciano con Canna particolarmente ispirato. Il mediano di apertura infila subito un penalty e dopo un minuto va in meta e converte.
Sul 10 a 18 si alza forte la “Marsigliese”. La girandola di cambi non rompe l’equilibrio ma è la continua indisciplina Azzurra con la decisione Noves di far calciare Plisson dopo che Bezy ha lasciato cadere diverse buone occasioni sui piazzati. Il 10 francese realizza al 69′. Haimona, in sotituzione di Garcia, risponde immediatamente. Al 75′ un “dubbio” fallo, per usare un eufenìmismo, addebitato a Parisse rimette il risultato sul piede di Poisson che non sbaglia segnando il 23 a 21. Gli ultimi minuti è un gran lavoro degli azzurri che avanzano fino allo sterile drop di Parisse.
L’arbitro Doyle fischia la fine ed è gia Italia contro Inghilterra all’Olimpico. Una non facile Inghilterra che ha conquistato la Calcutta Cup battendo un’indomita Scozia al Murrayfield di Edimburgo per 9 15.

Francia: 15 Medard; 14 Bonneval, 13 Fickou, 12 Danty, 11 Vakatawa; 10 Plisson, 9 Bezy; 8 Picamoles, 7,6 Lauret; 5 Maestri, 4 Jedrasiak; 3 Slimani, 2 Guirado, 1 Ben Arous.
A disposizione: 16 Chat, 17 Atonio, 18 Poirot, 19 Flanquart, 20 Camara, 21 Machenaud, 22 Doussain, 23 Mermoz.Ct Noves

Italia: 15 Odiete; 14 L. Sarto, 13 Campagnaro, 12 Garcia, 11 Bellini; 10 Canna, 9 Gori; 8 Parisse, 7 Zanni, 6 Minto; 5 Fuser, 4 Biagi; 3 Cittadini, 2 Gega, 1 Lovotti.
A disposizione: 16 Giazzon, 17 Zanusso, 18 Castrogiovanni, 19 Bernabò, 20 Van Schalkwyk, 21 Palazzani, 22 Haimona, 23 McLean.Ct Brunel

Umberto Piccinini

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