mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
nel Psi un disagio profondo
Pubblicato il 09-02-2016


Il recente comunicato di Area Socialista, a firma del compagno Bobo Craxi, lascia trasparire, ma solo in parte, il disagio profondo che serpeggia nel PSI. Sono sempre di più i compagni che stanno prendendo coscienza della lenta eutanasia a cui il Partito è sottoposto. Leggo che gli attuali quadri dirigenti sarebbero intenzionati a ricandidarsi alla guida del Partito, in primis il Segretario Nencini. Io, però, vorrei sottoporre all’attenzione di tutti i compagni alcune questioni e gradirei una risposta da parte di Nencini:

1) Perché il PSI ha votato l’Italicum in Parlamento, nonostante il parere contrario del Consiglio Nazionale del Partito (mozione Mucciolo – Del Bue)?
2) Perché il PSI ha sostenuto la Buona Scuola di Renzi? Si osservi, infatti, come i principi ispiratori di questa legge siano molto lontani dalla visione socialista del sistema dell’istruzione pubblica. In particolare, l’eccessivo potere discrezionale dei presidi, l’abbandono al loro destino di centinaia di migliaia di precari (sia docenti che ATA), l’apertura alla possibilità di ingresso di capitali privati con pesanti potenziali ricadute sulla libertà di insegnamento, sono solo alcune delle criticità che rendono molto grave, a mio avviso, la decisione dei parlamentari del PSI di votare la legge.

3) Perché il PSI ha sostenuto la Riforma Costituzionale di Renzi? Come possiamo accettare che si privi il Senato della prerogativa di votare la fiducia al Governo e, contemporaneamente, si lasci che la Camera dei Deputati venga designata, in gran parte, dal segretario del partito di maggioranza relativa, che farà anche il premier?
4) Perché il PSI ha sostenuto il Jobs Act che, per ora, non ha prodotto effetti eclatanti in termini di aumento dell’occupazione e, contemporaneamente, ha abolito importanti tutele? Come si è potuto accettare l’approvazione di una legge senza contestualmente mettere in piedi gli opportuni ammortizzatori sociali con idonee coperture (servono decine di miliardi di Euro, non le piccole somme che il Governo è riuscito a trovare)?
5) Perché il PSI non ha chiesto l’estensione del bonus 80 Euro ai pensionati? Abbiamo forse smesso di tutelare una delle categorie più deboli della nostra società?
6) Cosa intende fare il PSI per arginare il taglio delle prestazioni sanitarie gratuite che il Governo intende attuare?
7) Perché, anche nella recente ridistribuzione di poltrone (viceministri e sottosegretari) il PSI è stato escluso? Forse il nostro voto in Parlamento è già ampiamente assicurato e non in dubbio come quello dei centristi?
8) Perché il PSI, anche nelle recenti elezioni regionali, non ha presentato liste socialiste, salvo sporadiche eccezioni? Cosa intende fare il Partito per le prossime amministrative? Continueremo a regalare i nostri voti al PD ed a scomparire dalla scena politica?

Infine, ultima e più importante domanda. Perché la Segreteria, con in testa il suo Segretario, non riconosce il fallimento di questi anni? Il Partito Socialista di Boselli si attestava a circa l’1% a livello nazionale, bene, in 8 anni, non solo la percentuale non è salita, ma siamo praticamente spariti da tutti i sondaggi.

Solo una precisazione: queste righe non hanno un intento polemico né vogliono essere un atto d’accusa fine a sé stesso. Tuttavia, trovo inconcepibile che nel Partito vi sia stagnazione. Quando il compagno Del Bue scrive che non possiamo fare riferimento al PSI della Prima Repubblica, in parte fotografa la realtà dei fatti, tuttavia mi permetto di dissentire circa l’ineluttabilità di questo assunto. Ne spiego il motivo: se smettiamo di lavorare affinché il PSI torni ad essere un partito con percentuali a 2 cifre, la nostra militanza cessa di avere un senso. Se dobbiamo sottoscrivere una tessera, e poi votare un partito, solo per ottenere una poltrona di viceministro e qualche altro sporadico contentino dal PD, è preferibile darsi all’ippica. Concludo dicendo che sarebbe un atto di buon senso rinviare il Congresso a dopo le Amministrative, affinché la discussione sia vera e proficua e non influenzata dalla contingenza elettorale dell’immediato. Ma so che, probabilmente, questo appello, come tutti gli altri, cadrà nel vuoto.

Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Concordo al 100% su tutto, e propongo anche se non sono cattolico che Sandro D’Agostino sia fatto Santo!
    Inoltre vorrei dire che la dirigenza dovrebbe rispondere, perché se tace vuol dire che si carico delle colpe sottolineate nell’articolo. Certamente è ovvio che la linea politica del partito è legata alla poltrona di viceministro che occupa il segretario Nencini, e questo è un dato e una realtà indiscutibile. Ma spesso mi domando: Quando finirà questo governo, cosa farà il Psi? Spero di no, ma io credo che non ci sarà posto neppure per una candidatura nei quartieri, questo vale anche per il segretario. Ribadisco che sono d’accordissimo cosa ha scritto Sandro D’Agostino.

    • Non chiediamoci cosa farà il Partito, chiediamoci cosa possiamo fare noi per il Partito.
      Scrivere che l’appoggio del Partito a questo governo sia legato alla carica del nostro Segretario mi sembra poco elegante e anche poco credibile.
      Saluti, Mosca.

  2. Ho letto lo scritto di Sandro D’Agostino pubblicato il 09-02-us.Purtroppo degli 8 punti per i quali chiede risposta da Riccardo Nencini si denota una scarsa affezione per la stampa del nostro partito.Se Sandro avesse letto tutti i giorni l’Avanti! avrebbe già avuto modo di ravvedersi delle sue ingiustificate lamentele.La politica socialista è sempre stata improntata al rispetto degli accordi di maggioranza di governo.Cito un solo excursus di attività parlamentare.Legga l’articolo del compagno Pastorelli pubblicato il 10-02-2016 relativo all’avvenuta approvazione del Milleproroghe.Con il voto approvato con 362 si,187 no e un astenuto il governo Renzi,anche grazie al voto socialista,ha incassato la fiducia n.48.Le prime due fiducie,quelle programmatiche,Matteo Renzi le aveva ottenute il 25 febbraio 2014.Manfredi Villani.

  3. Pur rispettando le opinioni del Sig. D’Agostino, mi permetto di intromettermi e di replicare che ritengo ingiuste, e ingenerose, le critiche che vengono mosse al nostro Segretario. È chiaro che ci possono essere delle perplessità su alcune scelte del governo Renzi, per esempio a me non piace la “stepchild adoption”, però se si è scelto di stare su una barca con gli altri bisogna anche remare. Inoltre riforme quali quelle sulla scuola e sul lavoro vanno giudicate nell’arco di anni, non di pochi mesi.
    Inoltre la lettera mi sembra contenga una contraddizione: se le percentuali del P.S.I.sono, effettivamente, quelle che sono, come si può pretendere che esso giuochi da battitore libero e completamente slegato da logiche di alleanze? Per ora si fa quello che realisticamente si può fare, è chiaro che se aumenteranno i numeri aumenterà anche l’influenza del Partito.
    Io sono convinto del fatto che il nostro Segretario stia lavorando bene e affinchè il Partito cresca, aiutiamolo. Cerchiamo il lato positivo e non quello negativo delle cose. Lanciamo proposte nuove invece di criticare quello che ormai è fatto.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

  4. Dopo sette anni questa dirigenza ha ridotto il partito in una situazione imbarazzante e questo credo che sia chiaro a tutti, inoltre si nota che in questo periodo in cui è convocato il congresso la commissione di garanzia espelle compagni senza rilasciare una motivazione e senza un’udienza di difesa, questo è il partito odierno. Inoltre ribadisco che la linea politica del partito è molto lontana da quella che desidererebbero la maggioranza dei Socialisti, una linea senza un minimo di autonomia, senza una identità per avere uno smarcamento politico dal Pd, una dignità si dovrebbe avere per intervenire sulle scelte del governo, che certamente non sono vicine al Socialismo democratico, vedi il Job Act, vedi, meglio dire chiudiamo gli occhi, la riforma della scuola, (peggio di quella della Falcucci) certamente alla dirigenza risparmio la sinfonia dell’Italicum, e il ritornello della costituzione, argomenti appetibili, per entrare in discussione con la politica che il Psi dovrebbe fare in coerenza del suo mandato. queste valutazioni prese in grandi linee ci portano al fatto che si sottolineava all’inizio, cioè un partito ridotto ai minimi termini, sia elettoralmente che sull’organizzazione, infatti per avere una non visibilità deve sempre rincorrere un candidato del Pd. In tutto questo contesto esiste la figura del viceministro occupata guarda strano ma vero, dal segretario, e allora lascio a voi l’eleganza, ma mi prendo la verità e la credibilità del popolo Socialista, perché credetemi in molti compagni la pensiamo così. E ribadisco con convinzione che il Psi non può esprimere le sue idee e il sua politica perché è troppo legato al Pd, per una serie di intrecci che non lo rendono autonomo, la poltrona di viceministro influisce tanto, così tanto che la lettera del 29/7/2009 è una quisquiglia come si dice dalle mie parti, e i soloni, i catoni, la bolletta del telefono, e tirarsi su le maniche, sono stati i primi sintomi di una segreteria imbarazzante, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, poi se per il bene del partito ci si deve voltare da un altra parte, voltatevi pure, io non solo sono un craxiano, ma anche un realista convinto.

    • Mi scusi, sig. Caciolli, con tutto il rispetto ma Lei a nome di chi parla? Dal momento che sostiene di interpretare i sentimenti della maggioranza dei socialisti italiani, addirittura scrivendo di situazione imbarazzante chiara a tutti, io, nel mio piccolo, da semplice e umile iscritto, praticamente neofita, senza ruolo nè voce in capitolo, ci tengo a dire che mi dissocio completamente da quanto Lei scrive, sia dai contenuti della Sua lettera, sia dai toni che usa. Se veramente la situazione è imbarazzante e in questo senso chiara a tutti, se veramente parla a nome della maggioranza dei socialisti ( ma li conosce tutti tutti? ) per favore pubblichi una lista con nomi e cognomi.
      Saluti, Mosca.

  5. Con questi fatti si può scrivere e affermare che la situazione attuale in cui naviga il Psi, se non imbarazzante, vista la percentuale elettorale, potremo definirla drammatica visto che, come scrive anche D’Agostino, non si compare neppure più nei sondaggi. Poi chiunque si può dissociare dai miei contenuti e dai miei toni, però resta sempre il fatto che io non nascondo la verità, perché come ho detto altre volte il Psi, e sottolineo quello di Bettino, fa parte di una fetta della mia vita.
    Ora noto con dispiacere che un soggetto politico che si chiama sempre Psi da anni è in una condizione disperata, (così si potrà dire) e questo da socialista mi porta a fare tali considerazioni. Concludendo scrivo con tono robusto e risentito, che non c’è bisogno di pubblicare nessuna lista, sia dei buoni che dei cattivi, sia dei filo-governativi che degli autonomisti, sia dei nostalgici che dei dogmatici, sia dei soloni che dei catoni, sia di quelli che si tirano su le maniche e quelli che passano l’estate al mare, invece più semplicemente le cose da fare sono due, conoscere il popolo Socialista, e tastargli il polso, di solito si sentono i battiti del cuore, ai Socialisti gli si sente la rabbia che cova e rantola da anni. Scusate il ritardo.

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