giovedì, 26 maggio 2016
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Opinioni e commenti
 

Sanremo 2016:
vincono Gli Stadio,
Conti condurrà nel 2017
Pubblicato il 15-02-2016


Finale-Sanremo-2016-Vincono-Gli-Stadio-770x527Si è conclusa nella Giornata Mondiale della Radio la 66esima edizione del Festival di Sanremo, che molto materiale musicale ha offerto proprio alle radio. Carlo Conti ha già confermato la sua conduzione anche per l’anno prossimo, per la terza volta consecutiva.
Ritorna in auge la classicità di big del calibro degli Stadio, che trionfano con la loro “Un giorno mi dirai” e che incassano anche il Premio sala stampa Lucio Dalla. O Patty Pravo, che conquista il Premio della critica Mia Martini per “Cieli immensi”. I veterani della musica si sono visti anche tra gli ospiti, oltre ad esempio ad Enrico Ruggeri tra i big in gara: dopo Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, con la loro esperienza trentennale, sono arrivati i Pooh a festeggiare i 50 anni di carriera con la reunion con Riccardo Fogli e, nella serata conclusiva, Renato Zero, che ha ricordato che “La musica è un impegno sociale, non una velleità”.
Mai così tanti colossi evergreen della musica erano stati accomunati dalla kermesse canora per eccellenza. Tuttavia, pur nel rispetto della tradizione, l’andamento è stato quello al rinnovamento: con l’inserimento di un “valletto” (Gabriel Garko), di pezzi rap di Clementino e Rocco Hunt, di un ruolo più preponderante dato alla comicità con Virginia Raffaele, vera mattatrice, che ha offerto la parte più consistente di intrattenimento; divertendosi a sperimentare, rivisitando i suoi personaggi, per sua stessa ammissione. Anche il Festival, però, è sembrato essere sempre diverso da se stesso ogni serata. Soprattutto il suo fulcro è sembrato essere, per riprendere le parole di Zero, l’impegno sociale. Anche nella finale, infatti, per la prima volta come effettuato per il cinema da Rai Tre (che porta sullo schermo cortometraggi estratti da racconti di carcerati), si cerca di stringere una collaborazione con i penitenziari. Gabriel Garko ha letto, infatti, una poesia scritta da un detenuto, Giuseppe Catalano, che verrà messa in musica da uno degli artisti in gara. Sebbene Conti abbia voluto sottolineare che “I bambini non devono stare nelle carceri con le loro madri”, è sembrato richiamare l’impegno per le unioni civili, ricordato anche da Renato Zero, che ha presentato in anteprima il singolo “I miei anni raccontano”, estratto dal nuovo album “Alt”, che uscirà l’8 aprile prossimo. Alt è un invito a “fermarci a riflettere anche nella vita privata, all’interno della famiglia”.
Conferma di questo Sanremo social, ma che sociale, è il secondo posto ottenuto da Francesca Michielin e la sua “Nessun grado di separazione”. Sarà lei a recarsi all’Eurovision Song Contest il 14 maggio prossimo a Stoccolma a rappresentare l’Italia (c’è stato un collegamento da New York con il trio de Il Volo infatti), dopo la rinuncia degli Stadio. I trionfatori, con grande classe e signorilità, hanno delegato alla più giovane cantante l’impegno solenne, dopo aver incassato anche il Premio per la miglior musica Giancarlo Bigazzi per la loro “Un giorno mi dirai”: mentre il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo è andato ad “Amen” di Francesco Gabbani. Certo il brano degli Stadio era molto profondo e diverso da tutte le altre canzoni presentate, ma forse più introspettivo e intimo, più da sentire e vivere nel privato e meno adatto all’Eurovision. Al contrario, quello della Michielin, vera rivelazione di Sanremo, è più in una linea di “apertura all’altro”, di superamento di ogni barriera, maggiormente conforme al messaggio di universalità e unione che si possa voler infondere e trasmettere con il Song Contest a Stoccolma. Chiara la frase del ritornello “Nessun grado di separazione. Nessun tipo di esitazione. Non c’è più nessuna divisione tra di noi. Siamo una sola direzione in questo universo che si muove”, di tensione verso l’altro appunto. Universalità ricercata anche accogliendo molti ospiti del mondo dello sport, della danza (come Roberto Bolle) e del cinema (per presentare in anteprima tutte le nuove fiction). Questo sicuramente ha avuto una ricaduta negativa anche sul budget speso per questo Festival, di cui gli ingaggi sembrano davvero troppo alti a volte, così come i cambi di abito della simpatica Madalina Ghenea. Ma lasciamo cadere la polemica, la parte più riuscita di questo Festival, tra l’altro, con la sua capacità di ironizzare, sdrammatizzare e riconciliare. A proposito di reunion, l’altra creatasi è quella di Conti con coloro che ha definito “i miei fratelli”: gli altri comici toscani Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni. Riconciliazione anche perché è stato un Festival per tutti, per la famiglia, perché tutti cantano Sanremo: infatti è piaciuto non solo a giovani ed adulti, ma anche ai più piccoli con le canzoni di Cristina D’Avena per i bambini, salita anche lei sul palco dell’Ariston.  Altra novità in cui la 66esima edizione del Festival è riuscita, è stata quella di far tornare sul podio un duetto: terzi classificati si sono posizionati Giovanni Caccamo e Deborah Iurato con la loro “Via da qui”. Come fu per Lola Ponce e Giò Di Tonno, quando lo vinsero nel 2008 con “Colpo di fulmine”.
Intanto, mentre si ragiona su Sanremo 2017, ci si concentra già sul prossimo programma musicale più in voga: The Voice of Italy, che andrà in onda dal 24 febbraio prossimo, condotto dai nuovi giudici: Raffaella Carrà, Max Pezzali, Emis Killa e Dolcenera. Proprio a quest’ultima, in gara con “Ora o mai più (le cose cambiano)”, gli altri tre hanno inviato un video messaggio di in bocca al lupo.

Barbara Conti

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