sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Caperna:
Il socialismo è “petaloso”
Pubblicato il 25-02-2016


Il socialismo è petaloso, è stato in passato anche metallico, ora è, per fortuna e per Storia, floreale, dapprima un garofano, ora una bellissima Rosa Rossa, il pane e le Rose.Il Psi effettivamente è l’unico partito politico italiano ad essere petaloso, non petulante, non pedante, ma ereticamente creativo, per l’effetto ed in tal senso è petaloso, quale un continuo fiorire rinnovarsi di petali, che si rinnovano(differenza e ripetizione in un eterno ritorno dei principi di libertà eguaglianza fratellanza)

Perché il socialismo è petaloso?Ma perché è meraviglioso, come magico e sovversivo è l’aggettivo qualificativo petaloso. Il socialismo è alla stregua del linguaggio(socialismo=linguaggio aperto, creativo, sovversivo-eretico), sempre aperto, augescens, un continuo creare parole, linguaggi, ibridazioni, mescolamenti, contaminazioni (se non contaminassimo la lingua in Italia si parlerebbe ancora il Latino), un continuo violare le norme linguistiche (che possono sempre essere ri-formate), ovvero le bellissime premesse del riformismo liberalibertario socialista, cioè la graduale sovversione dello status quo, dello stagno sociale, delle crescenti dis-eguaglianze, mentre il socialismo, al contrario del turbo capitalismo iper-liberista, è per diffondere la ricchezza, la bellezza, la gioiosa sensualità che è in noi tutti e quindi le plurali-molteplici libertà, non è per la povertà francescana, non esalta un presunto stato idilliaco di un certo decrescismo anti-moderno e reazionario-populista. Quindi il socialismo quale movimento di passaggio-tras-formazione, quale continua liber-azione della umanità, è un movimento sovversivo del costruire linguaggi, florealmente, petalosamente, intensamente atto, azione d’amour rouge.

I filosofi hanno inventato numerosi concetti da sempre, ed è infatti precipuo compito della Filosofia creare concetti (che cos’è la Filosofia? Deleuze-Guattari) e parole, ebbene petaloso invece l’ha creato un bambino, geniale, destrutturante, appunto come solo il socialismo (petaloso) sa essere, nella sua forma riformista è sicuramente e rizomaticamente destrutturante i paradigmi contemporanei. Petaloso è futurismo, contro il grigiore monocromatico di certo passatismo accademico, vetero-gramsciano, passatista: la fantasia al potere (intendendo potere quale suo superamento continuo, verso una democrazia radicale, quale dispiegamento liberante di potenze individuali(Spinoza) a mo’ di sciame moltitudinario).

Passaggio paesaggio d’attualità: l’obbligo della fedeltà (ovviamente da eliminare pure dal matrimonio codificato nel-dal Codice Civile) è un retaggio del diritto, prima romano poi borghese, vetusto, stantio, idealista filosoficamente e politicamente, legato (legante in un incatenamento) ad un ben determinato tipo di società: la società patriarcale, maschile, fallocentrica e appunto statolatria feticista.

Quindi in un’ottica socialista, oltre alla estinzione dello Stato post-hegeliano (nel suo attuale assetto di persona giuridica astratta a imago di società di capitali, giuridicamente:società per azioni, s.p.a.), vi sarà il superamento dell’istituto giuridico matrimoniale tout court, quale tensione evolutiva di emancipazione dello sfruttamento sotteso nel-al matrimonio e nello-allo Stato astrazione/contrapposto alle persone vere, reali, ai corpi esuberanti di potenza, quale atto e quale volontà di auto-realizzazione, volontà di potenza.

La futura società sarà regolata dalle Leggi dell’Amore. Ci vorranno secoli e secoli, che nell’immensità del tempo, rappresentano un istante, già superato: il socialismo è petaloso: la vespa e l’orchidea (Millepiani Deleuze Guattari).

Alessio Andrej Caperna

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