sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Lunghi:
Le interferenze clericali danneggiano lo Stato
Pubblicato il 15-02-2016


Molti italiani, il sottoscritto tra questi, non hanno mai nascosto, il fatto, che, dietro alla giusta teoria della religiosità, spesso (nella lunga storia del passato), si è nascosta la mira del potere temporale (di storica memoria)da parte della Chiesa Cattolica.
Il bigottismo, sarebbe tempo che finisse nel nostro Paese. La Costituzione Italiana e la pratica che regola i rapporti tra la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano (che va sotto il nome di Concordato): vanno rispettati.
Sarebbe anche giusto che contrariamente a quello che avviene, ”interferenze sulle decisioni che deve prendere il parlamento”, il nostro Stato pretendesse (viceversa) che anche il maltolto sul terreno pure economico, sia reso, anche per aiutare, non a parole, (come dice Papa Francesco) a ridurre lo scandalo della enorme e prolungata disoccupazione giovanile e femminile, che sta diventando perniciosa nel nostro Paese.
Lo vogliamo capire che chi ha troppi soldi e potere la smetta di sfruttare lo Stato Italiano?. Religione significa rispettare e aiutare il prossimo, altrimenti – la Religine – è una scatola vuota. Con il massimo rispetto e fratellanza.

Luciano lunghi

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Commenti all'articolo
  1. Se posso permettermi, questa del Signor Lunghi mi sembra una lettera un pò traballante che mette insieme concetti solo apparentemente legati tra sé. Mi sembra di cogliere una certa confusione fra religione e Chiesa. Se non si tiene conto della sottile ma fondamentale differenza fra religione, in quanto teologia, atto di Fede, credo etc. e Chiesa, istituzione retta e amministarta da persone, allora si rischia di cedere a facile demagogia.
    Saluti, Mosca.

  2. Con la breccia di Porta Pia, lo Stato italiano si è preso l’onere di mantenere la Chiesa e il suo costoso apparato. La millenaria abitudine a fare i pastori dei popoli, rende naturale dare consigli, se poi questi consigli convengono al proprio interesse, ancora meglio!

  3. Non mi sembra che il “dare consigli” sia vietato, o sia da vietare, vuoi perché si contravverrebbe al principio, tutelato costituzionalmente, della libertà di pensiero, vuoi perché vi sono suggerimenti che possono tornare utili, e che ci consentono comunque il confronto delle idee, da qualunque parte provengono..

    Se abbiamo timore che vi siano opinioni altrui che possano suggestionarci, al punto di considerarle indebite interferenze dalle quali venir difesi, entriamo nella logica che qualcuno deve selezionare e decidere ciò che possiamo ascoltare, il che non mi sembra francamente l’ideale, per usare un eufemismo.

    Quanto alla “lunga storia del passato”, è indubbio che abbia visto numerosi se non continui scontri tra i vari poteri, ma dobbiamo anche considerare che in tale contesto la “mira del potere temporale” può aver svolto un’importante funzione di contrappeso (ma qui apriremmo un discorso piuttosto complesso, che ci porta fuori tema).

    Paolo B. 16.02.206

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