domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Il Psi una piccola piantina da coltivare
Pubblicato il 19-02-2016


Le considerazioni che circolano sull’Avanti!, in merito alla figura di Bettino Craxi, espresse da alcuni compagni, lasciano l’amaro in bocca. No, compagni, qui non si tratta di allestire un pantheon né di venerare una reliquia. Ritengo che la parte più importante di un albero siano le sue radici, perché lo fissano al suolo proteggendolo dalle intemperie e perché gli permettono di trarre i necessari nutrimenti dal sottosuolo. Il nostro non è un albero, ma una piccola piantina che è rimasta in vita tra mille difficoltà e, di questo, si deve dare atto a tutti coloro che non hanno abbandonato la nave, Nencini incluso. È rimasta in vita, tuttavia, proprio perché ha solide radici, quelle che, a quanto pare, qualcuno vorrebbe recidere.

Ma non è solo questo. Craxi non è superato, tutt’altro! Durante la sua lunga carriera politica ha compiuto scelte coraggiose e difficili. Si potrebbe scrivere a lungo su questo argomento, ma su un punto vorrei comunque richiamare l’attenzione dei compagni. Craxi aveva intuito che l’Italia dovesse giocare un ruolo autonomo e decisivo nello scacchiere internazionale. Aveva intuito che con il mondo musulmano occorreva rapportarsi in un’ottica di rispetto reciproco. Sapeva bene che, se l’Occidente non avesse saputo dimostrare equilibrio nel conflitto israelo-palestinese, la situazione sarebbe presto degenerata. Aveva intuito l’importanza per l’Italia di una politica energetica ed aveva previsto i rischi di un’eccessiva cessione di sovranità ad un’Europa ancora non sufficientemente matura per sostituirsi agli stati nazionali.

In politica interna aveva affrontato con coraggio, e contribuito a sconfiggere, il terrorismo. La sua posizione sul caso Moro si è poi rivelata essere la più saggia, anche in considerazione del triste epilogo della vicenda e delle nubi che la storiografia contemporanea sta addensando su di essa. La politica economica dell’esecutivo Craxi aveva portato l’Italia a risultati mai prima sperimentati dal nostro Paese.

Ora ditemi, compagni, se queste vi sembrano cose superate. La vicenda marò, l’assassinio di Regeni, ma anche i sorrisetti del duo Merkel-Sarkozy fanno intuire quanto debole l’Italia sia diventata sul piano internazionale. Il fatto che il nostro Paese arranchi in economia, soprattutto se rapportato agli altri paesi europei. Il fatto che i diritti delle persone, e penso alle pensioni, alle tutele sul lavoro, alla sanità, alla scuola, si stiano progressivamente assottigliati, vi sembrano cose superate?

Gli stessi che se la prendono con Craxi (padre e figlio) si apprestano a propinarci nuovamente Nencini al Congresso e, magari, vorrebbero farci credere che Renzi (sic!) sia più attuale di Craxi. Invece di prendersela con Craxi, farebbero bene a riflettere sui loro fallimenti. Il Psi era all’1% nel 2008 ed oggi, dopo 8 anni, i sondaggi non ci citano nemmeno. Ditemi, compagni, ma di cosa stiamo parlando?

Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. L’accenno alla radici mi sembra importante, se non fondamentale, perché senza quelle radici non vi sarebbe probabilmente stato chi – per oltre vent’anni, incurante delle critiche “velenose” che ci venivano rivolte, specie nel primo periodo, e tra un continuo di ostacoli e difficoltà – ha continuato a mantenere ferma la “bandiera”.

    Io credo che i socialisti, tutti, dovrebbero tenercele strette, non fosse altro perché se le recidessimo, o le lasciassimo rinsecchire, ci troveremmo ad essere un partito “senza storia”, come talvolta sentiamo definire quelle formazioni che durano il tempo di una tornata elettorale o poco più.

    Paolo B. 19.02.2016

  2. Mi premetto di tornare sull’argomento perché proprio oggi un quotidiano di tiratura nazionale, del quale mi sembra inopportuno fare il nome, dedica un’intera pagina a Craxi, partendo dalla crisi si Sigonella ma allargandosi ad altre analisi e considerazioni, relative ai rapporti internazionali e al ruolo svolto anche in ambito europeo, vale a dire aspetti di grande attualità, a parte la figura dello statista che emerge dai fatti riportati.

    Paolo B. 22.02.2016

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