sabato, 27 agosto 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
per una rinnovata autonomia
Pubblicato il 15-02-2016


Il faro che dovrebbe guidarci è il conseguimento di una rinnovata autonomia e centralità politica per il PSI. Le nostre mani devono essere libere. Liberi di scegliere con chi stipulare alleanze. Liberi di votare o meno in Parlamento le leggi, senza il pesante condizionamento di un Segretario che è anche viceministro. Liberi di dichiarare, a chiare lettere, che noi e i compagni del Nuovo PSI siamo gli unici veri eredi dello storico PSI. Liberi di affermare che il PD è nato da una fusione a freddo tra ex comunisti ed ex democristiani e che con il socialismo non ha nulla a che vedere e che, anzi, ne è stato storicamente il carnefice. Liberi di rivendicare la figura di Bettino Craxi, ultimo grande statista dell’Italia repubblicana, a cui ha fatto seguito il nulla assoluto di un ventennio di disastri.

Liberi di sperare e di lottare perché il garofano torni a fiorire in tutte le città e province italiane. Liberi di lottare per un’Italia forte ed autorevole sul piano internazionale, al contrario dell’Italietta di Renzi, incapace di liberare due militari ingiustamente incriminati da una Nazione straniera, incapace di mostrare fermezza nel pretendere la verità sul nostro giovane connazionale ucciso in Egitto, incapace di rivendicare con orgoglio la propria cultura, arrivando addirittura a coprire meravigliose opere d’arte, quasi fossero motivo di vergogna.

A tal proposito, suggerisco di intavolare una proficua discussione con i compagni del Nuovo PSI, trovando una primo importante terreno comune sul fronte del NO al Referendum Costituzionale. Si tratta di una battaglia per la democrazia e per la Costituzione, oggi più che mai minacciata dalla protervia del PD.

Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Non so se ho interpretato bene le parole dell’Autore, ma credo anch’io che per i socialisti – visti nel loro insieme, una volta che si fosse riusciti a ricomporre la “diaspora” – un futuro di autonomia abbia come presupposto che non vi siano alleanze obbligate, cioè unidirezionali e con vincoli predefiniti, oltre ovviamente ad avere un proprio programma sul come affrontare i problemi più acuti e pressanti dei nostri tempi, programma che l’elettorato riesca a percepire come qualcosa di chiaro e realistico.

    Paolo B. 16.02.2016

    • Caro compagno, è proprio quello che intendevo affermare. Bettino Craxi è morto in esilio perché non ha accettato di abbassare la testa di fronte a chi era stato sconfitto dalla storia e catapultato alla guida del Paese con il placet di certa magistratura e con la connivenza di settori importanti della stampa e, come pare emerga sempre con maggior forza, di pezzi importanti dell’establishment internazionale. L’unità e l’autonomia dei socialisti non sono sindacabili ed assurgono a presupposto della nostra rinascita.

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