lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Se non ora, quando?
Pubblicato il 18-02-2016


Riccardo Nencini, nella sua dichiarazione odierna, conferma che i socialisti sono uniti nel voto alla Cirinnà “così com’è”. Dunque se ci saranno stravolgimenti, come la firmataria della legge oggi paventa nell’intervista al Corriere, i socialisti non la voteranno. Speriamo per il bene del Paese, per la sua modernità e la sua collocazione nell’Europa dei diritti, che la legge, nonostante le assurde divisioni del Pd e il voltafaccia dei grillini, possa andare in porto proprio “così com’è”. Sappiamo bene che la Cirinnà ricalca il modello tedesco, adottato in una nazione a maggioranza democristiana, ed è la più moderata tra tutte le normative che interessano le coppie gay, la sola che non equipara le loro unioni ai matrimoni e che non le affida il diritto di adozione (solo un ignorante, nel senso che non conosce la legge, può equiparare la stepchild adoption al diritto di adottare).

Eppure questa legge, la più innocua di tutte, ha fatto imbufalire la Cei di Bagnasco e monsignor Ruini, ha destato improvvise e immotivate reazioni nei partiti del centro-destra e anche nel partito di Alfano. Ha perfino diviso il Pd e ha finito per disarcionare il movimento Cinque stelle dalle posizioni di partenza. Sappiamo bene che quel che in tutti gli altri paesi del mondo si può fare, senza divisioni e crucifige, in Italia non si può fare. E che solo l’Italia degli anni settanta e ottanta, con una politica autorevole e con partiti identitari, poteva respingere tutti gli ostacoli e i condizionamenti senza per questo mettere in discussone gli equilibri governativi, anche per merito di un partito, la Dc, che sapeva anche rifiutare gli ordini d’Oltre Tevere, distinguendo tra accordi di programma e divisioni sui princìpi.

Oggi la politica si è indebolita, la sua funzione è in larga parte assorbita da poteri esterni, di carattere finanziario, economico, editoriale, religioso. E i partiti sono diventati non più il comune denominatore di valori di vita e di progetti di società, ma semplici strumenti per vincere prove elettorali. La stessa legge del cosiddetto Italicum è ritagliata sul concetto della sfida per la vittoria. Come se le elezioni fossero il Giro d’Italia e lo stesso Renzi a questo linguaggio, a questa retorica, spesso si affida. La crisi della Cirinnà è la crisi di questa politica e di questi partiti. Il principale partito della sinistra o del centro sinistra o dell’area riformista, chiamatelo come volete, pare oggi meno laico della Cdu tedesca. E si conferma come un semplice strumento per gareggiare, non come un luogo di valori comuni. Anzi, si manifesta oggi come un contenitore dai valori opposti. E qui non c’entra, come ho più volte chiarito, il presunto conflitto tra laici e cattolici. Ma semmai quello, questo sì inestricabile, tra laici, credenti e non credenti, e integralisti, cattolici o non cattolici.

Quello che penso è che noi dovremmo rilanciare un progetto che subito dopo le ultime elezioni politiche avevamo solo ipotizzato: quello della nuova casa dei liberalsocialisti. L’idea è quella di una nuova forza politica che associ riformisti anche cattolici, ma che rispettano l’autonomia dello stato, radicali, verdi riformisti, quanti accolgano la suggestiva lotta per i diritti non come un un segno accidentale, ma anzi fondamentale, della loro identità. Si tratta di elaborare un progetto che non sia la semplice riedizione della Rosa nel pugno, lasciata troppo presto cadere in funzione di una Costituente solo socialista e senza respiro. Una prospettiva, questa, certo da costruire subito per rendere l’Italia più giusta e libera, e che affondi le sue radici non solo sulle grandi battaglie di laicità che pure dovrebbero cementare i suoi contraenti e affidar loro una coscienza. Un soggetto con la coscienza comune e non una forza che lascia ognuno libero di agire con la sua, perché collocato in un partito senza coscienza.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, diciamiocela tutta, il busillis non sono le unioni civili, sacrosante, e neanche la “adoption” in sé, ma l’utero in affitto. E qui non è questione di integralisti o progressisti. È proprio questione di Etica con la maiuscola.
    Devo ammettere, però, che rileggendo per la seconda volta il Suo articolo di ieri, e leggendo questo odierno, riflettendo sulle parole del Sig.Segretario, ma anche per ragioni politiche ( dobbiamo proprio darla vinta ai Salvini vari e a chi gufa contro il governo? La cosa mi irrita…) sto iniziando anche io a orientarmi verso un appoggio ( per quanto, insignificante, di privato cittadino ) a questa legge così come è, adozioni comprese. Pur mantenendo delle perplessità.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

  2. Dimostri intelligenza. Anche perché l’utero in affitto è già vietato in Italia e il suo uso, che anch’io giudico aberrante, è di pertinenza oggi più delle coppie eterosessuali.

  3. Perché mettere tutti questi aggettivi non è sufficiente dire Partito Socialista Italiano ed Europeo per la libertà e la giustizia sociale e ci rientra pure la legge in fase di promulgazione. Se il pd fosse un partito, non avrebbe presentato il canguro, e non un’accozzaglia di partiti molto distanti tra di loro. Questa legge è la dimostrazione che il cattocomunismo è sempre stato il passepartout dei comunisti per arrivare al potere e oggi i socialisti anziché contrastarlo sul piano filosofico lo appoggia. Perché?

  4. Come già detto in altre occasioni, sono favorevole alla costituzione di una forza laica liberal socialista. La questione Unioni civili, come altre, ha ben poco a che vedere con la religione, ma con le paure psichiche o materiali di chi teme di perdere il potere su qualcuno, per esempio chi avesse un’idea diversa di relazioni umane è meno controllabile da chi è semplicemente un ipocrita, e non pensa affatto all’amore, all’affetto etc, ma a tenere in pugno gli altri.
    Che il PD prima o poi molli qualcuno che ha sostenuto fino a ieri, non è una novità, vedi far diventare Renzi Presidente del Consiglio senza elezioni, e dare così ampio spazio alla cosiddetta ‘ parte avversa’ di usare questo argomento ad ogni piè sospinto. Chi ha permesso questo forse non se lo immaginava? ma chi ci crede…

  5. Mi scuserà l’Autore del primo commento, ma fatico a comprendere come possa succedere che l’Etica, con la maiuscola, venga ritenuta per un verso così importante da poter guidare le nostre scelte, fuori dagli schemi integralisti o progressisti, e possa poi essere invece disconosciuta e “ripudiata” se ci porta verso posizioni simili a quella parte politica che consideriamo nostra avversaria. Anche se quel “pur mantenendo delle perplessità” sta forse ad indicare un verosimile, e comprensibile, travaglio..

    Paolo B. 19.02.2016

    • Egregio Sig.Bolognesi, certo che c’è del travaglio, trattandosi appunto di una questione anche etica. Ma il mio travaglio e la e maiuscola si riferiscono soprattutto alla questione dell’utero in affitto.
      Sull’adozione, mi rendo conto che posso apparire contraddittorio, e chi non lo è qualche volta? ero contrario ma dopo lunga riflessione ho concluso che più che una legge immorale essa è un’accettazione, diciamo una regolarizzazione di uno status quo.
      Sul dibattito parlamentare e l’Etica eventualmente sottomessa all’interesse di parte, che dire? Suona brutto ma forse ci sono davvero momenti in cui la politica deve prendere il sopravvento, e così l’interesse politico. O meglio, l’interesse della Politica. L’articolo di ieri del Direttore Del Bue sul rischio che si finisca a sentenze di tribunale è in tal senso illuminante. La politica deve legiferare, non i tribunali.
      Cordiali saluti, Mario Mosca.

  6. Condivido l’articolo, condivido il percorso, condivido meno una cosa semplice: se i valori sono quelli che la storia socialista ha sempre portato avanti, perché inventare un contenitore? Sui valori e sui principi non c’è da ridefinirsi, il partito c’è già, rivisto ed adattato ai tempi attuali: si chiama PSI. Chi si sta, ci sta. Il resto è altro!

  7. Finalmente! caro direttore. Rilanciare il progetto dei liberalsocialisti che vuole dire dare nuovamente corpo al PSI, né più né meno.
    Il PSI è storicamente l’autorità laica di questa Nazione che in materia di diritti ha sempre espresso con autorevolezza i valori laici in contrapposizione a comunisti, cattolici di varia pezzatura e cattocomunisti.
    D’accordo, lavoriamo non da subito, ma da ieri, ad un progetto che dia approdo a socialisti erranti, radicali, e quanti si identificano nella laicità dello Stato.

  8. Io credo direttore che dobbiamo porci una domanda i valori del Socialismo riformista sono attuali anche oggi o no ! Se è si, ed io ritengo che sia così, perché inventarsi altri contenitori ed altre formule ? Di liberali che poi diventano liberisti, il nostro paese è pieno. C’è la necessità invece, di una forza autenticamente Socialista che distribuisca la ricchezza, visto che in questo paese i ricchi diventano sempre più ricchi, a discapito di tutti gli altri, che garantisca altre-si una scuola ed una sanità pubblica, che elimini tutti i privilegi esistenti, che assicuri un lavoro a tutti eliminando i doppi e tripli incarichi, in sostanza senza farla lunga vi è la necessità di un forte Partito Socialista Italiano, magari sforzandosi di ricomporre la diaspora Socialista che da troppo tempo non consente a questo paese di avere una grande forza riformista nel vero senza del termine.

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