domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sei nazioni. Sfida tra “azzurri”: Francia e Italia
Pubblicato il 06-02-2016


rugbySarà l’aria di Parigi, sarà la voglia di cambiare, saranno le cause di forza maggiore (tredici fra infermeria e no alla maglia azzurra) ma Jacques Brunel, Ct della nazionale italiana di rugby con contratto a termine, fa di necessità virtù e apre il più importante torneo del mondo con una personale rivoluzione francese.

L’uomo che per un quadriennio ha rifiutato il solo pensiero di considerare la convocazione di chi non avesse comprovata esperienza internazionale si presenta in conferenza stampa e, con nonchalance, sciolina il XV che oggi giocherà allo Stade de France (ore 15.30, diretta DMax e Deejaytv) con quattro esordienti di cui due provenienti dal campionato “minore” semidilettantistico di Eccellenza e qualcuno non proprio titolare fisso anche nel club di appartenenza.
Folle sperimentazione o sana pazzia? Sicuramente impossibile continuare come si è fatto fino ad ora. Si era toccato il limite più basso che va ben oltre alla caduta libera nel ranking mondiale.
Indubbiamente tante storie come da sempre il rugby sa raccontare. E così spiccano la scelta di Mattia Bellini, un ragazzone ventiduenne di 193 centimetri e 93 chilogrammi, talentuosa ala di scuola Petrarca Padova ma che tutto poteva immaginarsi tranne di esordire in questo modo, poi c’é Ornel Geca, tallonatore del Benetton Treviso, albanese che nove anni or sono ha raggiunto il padre emigrato nella Marca. David Odiete, reggiano di nascita e figlio d’Africa per origini, che ha lasciato il professionismo delle Zebre Parma per Mogliano o Andrea Lovotti che, affiancato al veterano Cittadini, metterà in mischia il suo quintale e 11 chili e tutta la costanza fisico-mentale della tradizione contadina della Pianura Padana. Alla mediana, da sempre la vera zona nevralgica, in copia con Gori ci sarà Carlo Canna a vestire il numero 10 con pochi scampoli di azzurro giocato ma dotato di ampia visione e capace di giocate superbe.
Ma l’Italrugby, guidata da Parisse che gioca in casa essendo anche capitano dello Stade Francais campione di Francia, è anche Zanni, Minto, Biagi, Fuser e Garcia una cerniera di indomiti guerrieri, l’estro di Sarto e Campagnaro.

Di fronte una Francia pregna di assi dell’ovale e affamata di successi, dopo quattro anni di mediocri prestazioni, da quest’anno agli ordini di un gigante delle tattiche come Guy Novés che ha lasciato la sua Tolosa, con carta bianca, al solo scopo di riportare i Blues alla “grandeur” di un tempo.
L’Europa non ci vuole, anche nel rugby, e non manca settimana dove, soprattutto da Oltremanica, non ci sono proclami che chiedono l’esclusione Azzurra dal Sei Nazioni o dei nostri club dalle competizioni continentali.
Il valore dei Transalpini non si discute e la catastrofe si dovrebbe mettere in preventivo ma quello che l’orgoglio può non è dato a sapersi.

Italia: Odiete- Sarto, Campagnaro, Garcia, Bellini – Canna, Gori – Parisse, Zanni, Minto – Fuser, Biagi – Cittadini, Gega, Lovotti.
A disposizione: Giazzon, Zanusso, Castrogiovanni, Bernabò, Van Schalkwyk, Palazzani, Haimona, McLean.
Francia: Medard – Bonneval, Fickou, Danty, Vakatawa – Plisson, Bézy – Picamoles, Chouly, Lauret – Maestri, Jedrasiak – Slimani, Guirado, Ben Arous.
A disposizione: Chat, Atonio, Poirot, Flanquart, Camara, Machenaud, Doussain, Mermoz.

Umberto Piccinini

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