venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. Parte in salita il negoziato di Ginevra
Pubblicato il 01-02-2016


siriaLa Siria si conferma il vero punto nodale nello scacchiere della geopolitica internazionale. Una guerra civile che dura ormai da cinque anni, le potenze occidentali schierate con l’opposizione siriana e la Russia dalla parte del Presidente Assad, in mezzo l’Isis fronteggiato e combattuto da entrambi gli schieramenti, ma che continua a devastare il territorio. Wilayat Dimashq, cellula dell’Isis presente a Damasco, ha rivendicato l’attentato al santuario sciita di SayyidaZeinab, a sud della capitale e dove vi è la tomba di Abi ibn Abi Talib, il cugino del profeta Maometto.

Secondo l’Osservatorio siriano per i Diritti umani, organizzazione vicina alle opposizioni e con sede a Londra, il bilancio della sanguinosa azione condotta con attentatori suicidi è di 71 morti, di cui 29 civili (5 i minori). Le altre vittime sarebbero miliziani sciiti sia siriani che stranieri, probabilmente iraniani e libanesi del gruppo Hezbollah, impegnati nel conflitto siriano in sostegno all’esercito regolare. La ricostruzione dei fatti vede tre esplosioni causate da due kamikaze, dei quali uno ha azionato un’autobomba. La terza esplosione, meno forte delle altre due, potrebbe essere stata causata da un veicolo, forse degli stessi miliziani, interessato dalla prima deflagrazione.

Ma a tenere banco tra le notizie è il rapporto sugli aerei militari e il dispiegamento di forse russe in territorio siriano. Un satellite israeliano ha fotografato il massiccio dispiegamento delle forze aeree della Russia nella base militare del Paese a Latakia, in Siria, mostrando decine di aerei Sukhoi e batterie antimissile. A farlo sapere è un dossier del Fisher Institute for Air and Space Strategic Studies, istituto con base a Herzliya, datato 26 gennaio 2016. Nelle immagini si vedono distintamente i velivoli sulle piste, che sono identificati come sei aerei SU-34, sette SU-24, nove SU-25 e quattro SU-30. Altri aerei vengono rilevati in quella che è definita “area di mantenimento”, in particolare un SU-34, un SU-25 e quattro SU-24. Ma il rapporto che suona come un vero e proprio atto di accusa contro Mosca, non scompone che il Cremlino che anzi fa sapere tramite il generale Igor Konashenkov il bilancio degli obiettivi Isis colpiti dai russi. Il generale russo sottolinea una forte sproporzione tra il numero di obiettivi colpiti, sostiene Mosca, nell’ultima settimana dalla Russia (1.300) e dalla coalizione occidentale (50). Insomma ancora una volta la Siria è un pretesto da una parte e dall’altra per rimettere in moto scambi di accuse. Mosca infatti pubblica un video in cui mostra l’attacco da parte di un’unità turca, posta vicino al confine siriano, su territori abitati da siriani senza precisare a quando risalga l’episodio.

La situazione è stazionaria anche dal punto di vista diplomatico. Oggi si sono aperti i negoziati del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per risolvere il conflitto siriano a Ginevra. Per il momento non si è discusso della capitolazione della Repubblica araba siriana per rimpiazzarla con un “Organo di Transizione” dominato dai Fratelli Musulmani, ma si tenterà di negoziare un cessate il fuoco e poi di organizzare la stesura di una nuova costituzione ed elezioni aperte a tutti.

Secondo alcune fonti di stampa, le opposizioni siriane avrebbero ricevuto garanzie da parte delle Nazioni Unite affinché il regime di Damasco e il suo alleato russo cessino i bombardamenti sui civili. L’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura ha già incontrato in una riunione che ha definito “preparatoria” la delegazione di Damasco guidata dall’ambasciatore della Siria all’Onu, Bashar al Jaafari.

Intanto dalle prime dichiarazioni è chiaro che nessun progetto di amnistia per crimini di guerra o contro l’umanità in Siria sarà ventilato nell’ambito dei colloqui di pace in corso a Ginevra, lo ha detto l’alto commissario Onu per i diritti dell’uomo Zeid Raad al-Hussein.

“La posizione di principio delle Nazioni Unite esclude la concessione di qualsivoglia amnistia per i colpevoli di criminii contro l’umanità o di guerra” ha detto al-Hussein a margine dei colloqui di Ginevra tra l’Onu, il regime siriano e esponenti dell’opposizione.

al-Hussein ha quindi espresso l’auspicio che i mediatori impegnati nel difficile dialogo di Ginevra “chiariscano bene questo punto alle parti in causa”. Resta da rilevare che anche se messa in primo piano soprattutto dal supporto anglo- americano l’opposizione siriana continua a rimanere ai margini, per via di una vera e propria leadership o guida.

“Abbiamo dimostrato le nostre buone intenzioni e l’atteggiamento positivo del governo nei confronti di qualsiasi sforzo internazionale da parte delle Nazioni Unite (ONU) per trovare una soluzione, ma il problema è sempre stato con l’altra parte”, ha dichiarato Bashar al-Jaafari, che dirige la delegazione del governo nel terzo turno di colloqui sulla Siria, che si svolgono a Ginevra,.

Parlando ai giornalisti, oggi, da Ginevra, Al-Jaafari ha affermato che, mentre la posizione del governo su questi dialoghi è ferma e determinata, quella dell’opposizione finora non è riuscita a fornire un elenco definitivo dei gruppi che la compongono.

“La lista completa dei partecipanti è sconosciuto finora. Non la conosce nemmeno L’inviato speciale delle Nazioni Unite Staffan de Mistura”, ha lamentato il diplomatico siriano.

Maria Teresa Olivieri

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