domenica, 29 maggio 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. Raggiunta la tregua, con eccezioni
Pubblicato il 12-02-2016


kerry lavrovGià vedere Usa e Russia seduti allo stesso tavolo a elogiare il documento adottato sulla Siria è per molti un risultato di rilievo. Il segretario di Stato americano John Kerry, insieme al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e all’inviato Onu per la Siria Staffan De Mistura, ha annunciato questa notte di aver raggiunto l’accordo risolutivo per porre fine alla tragedia siriana che dovrebbe cominciare nel giro di una settimana.

L’Onu oggi a Ginevra ha riunito una task force umanitaria composta da membri dell’International Siria Support Group, a cui verrà sottoposto un piano delle Nazioni Unite di interventi umanitari la cui implementazione sarà monitorata dalla task force stessa. Lo hanno spiegato John Kerry e Sergej Lavrov a Monaco, illustrando l’accordo raggiunto. “C’è un risultato oggi a Monaco, pensiamo di aver fatto dei progressi. Su tutti e due i fronti, le ostilità e gli aiuti. E questi progressi hanno il potenziale di cambiare la vita quotidiana dei siriani”, afferma il segretario di Stato Usa.

Ora però raggiunto il faticoso accordo, il vero sforzo sarà riuscire a implementare le decisioni prese. Innanzitutto resta il rancore mai sopito tra la Russia e gli Stati Uniti, anche dopo l’accordo il ministro degli Esteri russo, Lavrov, ha tenuto a rispedire al mittente le cirtiche americane: “Mesi di accuse senza fondamento” e “propaganda” contro i russi. Mentre da parte sua, il segretario di Stato non ha mancato di punzecchiare Lavrov: “Crediamo che non ci sarà mai pace in Siria finché il presidente Assad è lì”, invece “altri la pensano diversamente”.

Spalleggiato dall’opposizione siriana: “Nessun accordo è possibile fino a quando rimarrà in carica il presidente Assad e in Siria rimarranno i Pasdaran”, dice Riad Hijab.
Uno spiraglio comunque esiste nonostante le tante spinte centrifughe che imperversano sul campo di battaglia e sul tavolo dei negoziati, ma stavolta a dettare le condizioni è la Russia che parte da una posizione di forza, visto che accanto al presidente Assad e al suo esercito ha riguadagnato posizioni e territori. Non a caso la tregua non riguarda comunque l’esercito siriano contro i terroristi, il presidente Assad ha infatti affermato che il suo governo vuole andare avanti con i negoziati di pace con l’opposizione mentre il suo regime “combatte il terrorismo”. Lo ha detto in un’intervista esclusiva all’Agence France Presse.
“I gruppi terroristici sono stati chiaramente esclusi dal cessate il fuoco” in Siria, deciso con l’accordo raggiunto a Monaco. A sottolinearlo è il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, il quale sottolinea che “noi continueremo a combattere i terroristi al fianco del governo siriano”. Mosca si aspetta anche “che finalmente gli Usa cooperino con noi dal punto di vista militare” per creare “un fronte comune nella lotta contro il terrorismo”. In sostanza a dirigere il tutto a condizionare la tregua è il comportamento di Mosca. Lo ha confermato anche il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, che ha detto che l’accordo ha qualche possibilità di reggere solo se la Russia la smetterà con i raid.
L’Italia da parte sua si accoda ai Big, sostenendo che certamente da parte nostra non saranno inviate truppe di terra in Siria perché non è questa la soluzione del problema. Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sottolineando che comunque “rispettiamo le decisioni di tutti”. “Se altri Paesi, come l’Arabia Saudita, immaginano di inviare forze speciali sul terreno sarà una loro scelta”, ha aggiunto.
Per il momento però la vera emergenza resta quella umanitaria, una strage che dura da più di un lustro, quasi mezzo milione di siriani uccisi il bilancio di cinque anni di violenze in Siria.
“L’Unione europea è il principale donatore di aiuti umanitari in Siria e sarà dunque cruciale su questo punto. Noi lavoreremo e chiederemo alle Nazioni Unite di garantire che le città più colpite della Siria e la popolazione veda da subito un miglioramento sul posto, con la consegna di questi aiuti”, ha detto l’alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Ue Federica Mogherini a Monaco, prima di incontrare all’Hilton il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, a margine dei lavori della conferenza speciale che si tiene alla vigilia del tradizionale appuntamento sulla Sicurezza.

Maria Teresa Olivieri

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