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Opinioni e commenti
 

Il socialismo? È in America!
Pubblicato il 01-02-2016


Cominciano le primarie, quelle vere, negli Stati Uniti. Mai come questa volta la corsa per le presidenziali e la successione a Barak Obama, forse il miglior presidente che abbiano avuto nell’ultimo secolo, avviene in un contesto quanto mai difficile.

La fine del bipolarismo, quello vero, a livello globale sta ancora producendo i suoi effetti a oltre 25 anni dalla caduta del Muro. Continuare a fare il ‘gendarme’ del mondo è divenuto sempre più costoso, non solo in termini economici, ma anche umani perché mai come oggi è diventato difficile convincere gli americani ad assumersi i costi di guerre che, almeno apparentemente, non li riguardano da vicino. E i problemi interni non sono da meno.

La terribile crisi finanziaria ed economica del 2008, non è stata veramente superata, ma solo forse temperata nei suoi drammatici effetti. La valanga di dollari che la Federal Reserve ha pompato nel mercato per far ripartire l’economia, ha prodotto risultati fragili.
Per fare un esempio se è vero che la disoccupazione è tornata più o meno ai livelli pre crisi, è vero anche che molti americani, soprattutto della midle class hanno oggi lavori e redditi inferiori a quelli di ieri e in taluni casi sono costretti al doppio lavoro per mantersi a galla. Al contempo, come da anni denunciano tutte le grandi organizzazioni internazionali che si occupano di economia globale, a cominciare dall’Ocse, la forbice tra ricchi e poveri è cresciuta a dismisura e questo, oltre che moralmente ingiusto, non fa bene neppure al Pil.

Ecco dunque che questi temi stanno entrando prepotentemente nell’agenda politica nazionale e se c’è chi tra i repubblicani – come qui in Italia tanti politici fanno sempre di più e non solo a destra – cerca di scaricare sugli immigrati che “rubano il lavoro ai bianchi” la responsabilità della crisi, tra i democratici invece la voglia di giustizia sociale imbocca tutt’altra strada da quella del populismo.

Il candidato dei Democratici Bernie Sanders

Il candidato dei Democratici Bernie Sanders

Bernie Sanders incalza da vicino la front runner Hillary Clinton proprio parlando di temi che fino a ieri erano confinati nei circoli liberal più radicali; un cliché che in America, fino a ieri, era sinonimo di sinistra, anzi di ‘socialismo’, insomma quasi una bestemmia.

Oggi il ‘socialista’ “Sanders sta spopolando” ci ricorda Massimo Gaggi sul Corriere della Sera in una corrispondenza dallo Iowa per il primo caucus della corsa alla nomination. Sanders, e dobbiamo essergliene grati, ha sdoganato dopo decenni la parola ‘socialismo’ in un Paese dove è stato sempre confuso col comunismo sovietico.
“La logica socialdemocratica di Sanders” – scrive Gaggi – “tocca i tasti giusti come le eccessive sperequazioni nella distribuzione dei redditi e la necessità di migliorare i servizi sanitari nelle campagne: «29 milioni di americani ancora senza assistenza medica nel Paese più ricco del mondo. Molti altri sono coperti solo in parte. E il sistema Usa costa molto di più di quelli europei che coprono tutti». Sanders ora propone di smantellare le assicurazioni sanitarie private o di trasformarle in «non profit». Quasi una «mission impossible» ma Bernie fa breccia quando dice che, affidandosi al mercato, nelle campagne non ci saranno più medici perché i soldi si fanno altrove”.

Insomma una delle democrazie più grandi e vitali si prepara a impartirci, tra mille contraddizioni, un’altra lezione politica.
Sarebbe bello se Sanders andasse alla Casa Bianca, sarebbe un ritorno al futuro. Ma comunque vada a finire, vuoi vedere che per sentire parlare ancora di socialismo e scampare al nascente ‘Partito della Nazione’ gli italiani dovranno emigrare in America come fecero i loro nonni 80 anni fa?

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Bravissimo Carlo
    In Italia la parola socialista, per non condannare quella comunista, hanno voluto farla diventare emblema di corruzione. Alcuni del PD si definiscono timidamente socialisti in Europa ma si guardano bene dal manifestarsi altrettanto nel nostro Paese. In quanto a perseguire e a battersi per un’Alternativa Socialista non ci prova più neanche il PSI.
    Proviamoci con l’Avanti.
    Fraternamente da Nicola Olanda

  2. Le novità Americane arrivano sempre anche da noi, dopo anni. Speriamo che questa volta influenzino il nostro paese più rapidamente il la parola socialismo venga eliminata dalla lista di proscrizione. Il PSI e l’Avanti! cerchi di cogliere l’occasione.

  3. Non so quanto il pensiero di Sanders possa essere definito “socialista”, ma gli voglio bene lo stesso, poiché il solo fatto che negli USA si senta parlare di socialismo, apre il cuore.
    Credo che per gli USA valga ancora a tutto tondo quello che scrisse Carlo Rosselli: “La miseria è la gran nemica, né più né meno come la ricchezza privilegiata.” (da: Socialismo liberale).

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