venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Somalia. Bomba sull’Airbus
Il pilota evita una strage
Pubblicato il 03-02-2016


Attentato aereo bomba

Lo squarcio nella carlinga – Foto di JJ Green – @NATSEC09 – International Security Reporter/Analyst

Un Airbus della compagnia aerea Daallo Airlines, diretto a Gibuti, è esploso ieri 20 minuti dopo il decollo dall’aeroporto di Mogadiscio, in Somalia. Ali Ahmed Jama, ministro dei Trasporti aerei e dell’aviazione civile, ha fatto sapere che l’esplosione sarebbe stata causata da una bomba, la quale avrebbe provocato lo squarcio nella parte laterale della fusoliera dell’Airbus A321 visibile anche in queste foto.

Secondo quanto viene riferito dalle agenzie di stampa, la strage si sarebbe evitata grazie alle manovre eseguite dal giovane pilota Riccardo Bonaldi, originario di Bergamo. Ciò nonostante, un uomo avrebbe perso la vita durante l’esplosione. Mentre si attendono conferme sulla presenza di una bomba a bordo, cresce inevitabilmente la paura degli attacchi terroristici.

La sicurezza aerea viene nuovamente passata sotto la lente d’ingrandimento. In particolare, dopo la bomba esplosa sull’aereo russo partito da Sharm El Sheikh (Egitto) nel Novembre del 2015, interrogarsi sull’efficienza dei controlli in aeroporto è lecito. Inoltre, le ultime notizie trapelate dalle fonti vicine alle indagini sul velivolo esploso mentre era in volo sul Sinai, mettono in evidenza l’atroce possibilità che sia stato proprio un addetto della sicurezza a collocare la bomba.Attentato aereo bomba 1

Nel 1985, dopo la tragedia del volo Air India 182, avvenuta a causa di una bomba nascosta all’interno di una valigia, si era considerata l’ipotesi di collocare nelle stive dei velivoli un’imbottitura, dalle fibre similari a quelle dei giubbotti antiproiettile, in grado di attutire le esplosioni. Anche se i test risultarono soddisfacenti, venne scartata la possibilità di montare le imbottiture per via del loro elevato costo, considerando anche il fatto che potevano essere danneggiate con estrema facilità. In risposta a quella strage terroristica, la soluzione fu quella di aumentare i controlli aeroportuali e di investire su nuove tecnologie di rilevamento d’esplosivo.

Ad oggi, l’ipotesi di valutare nuovi materiali, più resistenti e più economici, per rivestire le stive degli aerei, sembra non essere stata presa in considerazione. Anche se una prevenzione di questo tipo non risolverebbe i problemi al di fuori della stiva, potrebbe comunque consentire una maggiore sicurezza.

Alessia Malachiti

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