domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Risparmiatore spremuto come limone senza succo
Pubblicato il 29-02-2016


risparmiare“Non chiedere cosa il tuo paese può fare per voi – chiedete cosa potete fare per il vostro paese – JFK”, mentre l’Europa persevera nel suo provincialismo economico e burocratico. Inizio l’articolo ricordando un bel film del 1993: “Nel centro del mirino”. Film diretto da Wolfgang Petersen e interpretato da Clint Eastwood. La trama – trovata sulla preziosissima wikipedia – ci racconta dei sensi di colpa di un anziano agente dei servizi segreti per non essere riuscito – trent’anni prima – a proteggere proprio John Kennedy a Dallas.
Nessun pentimento, invece, per Banca d’Italia e ABI, per non aver difeso i risparmiatori italiani dagli avidi speculatori protetti “a norma di legge” dalle regole degli Istituti di Credito che, ancora oggi e nonostante quanto è successo, non riescono neanche a chiedere scusa agli Italiani. Non solo, continuano imperterriti e, addirittura, danno degli “ignoranti” a studenti e maestri, come ha fatto il Vice Presidente di ABI. Beppe Ghisolfi, dalla Gruber un paio di sabati fa, questo, solo perché non hanno letto il suo bestseller: “Manuale di Educazione Finanziaria”. Che ABI e Banca d’Italia, non abbiano visto in questi anni gli sprechi delle banche italiane, le spese faraoniche per acquisti di arazzi e arredi preziosi degli Istituti di Credito, stipendi e liquidazioni da petrolieri della classe dirigente, acquisti di inutili palazzi storici comperati come lo zucchero filato al luna park e perfino aeri privati come nel caso di Veneto Banca è semplicemente “vergognoso”. “Vergognoso”, perché tutto questo accadeva sotto gli occhi attenti degli Ispettori di Banca d’Italia che, evidentemente, controllavano solo se erano rispettate le norme igieniche delle dimore storiche. Il sottoscritto scrive da tempo sul giornale Avanti! Online di queste “porcherie” e non solo, ha anche scritto due libri sull’argomento (il terzo di prossima uscita).
Peraltro i due volumi sono stati presentati in Senato e anche alla Borsa Valori di Milano, quindi non tra pochi amici nel Bar sotto casa. I video delle conferenze stampa, invece, sono pubblicati su YouTube e – se passate di li – provate a vedere “l’ABI in gita ad Oxford” e “Intrighi di Palazzo” così, tanto per curiosità: solo per ascoltare la “volgarità” del Capo delle Relazioni Istituzionali di ABI. Ancora oggi il loro atteggiamento e’ fantastico, in mezzo a questa bufera (per i correntisti, azionisti e obbligazionisti) sono impegnati a cambiarsi di posto: tu vieni via da li è vai la, io da la vengo lì – ma non solo – questi “Paperoni” che hanno sperperato i nostri risparmi siedono nel Consigli di Amministrazioni pure di quelle aziende “amiche” che finanziano con i soldi che, invece, dovrebbero salvaguardare e custodire per noi risparmiatori. La domanda, però, e’ perché lo fanno?! Nulla di che, solo a fin di bene – loro – per arrotondare di qualche milione di Euro i compensi prestando il nome a Consigli di Amministrazioni dove non vanno mai: tanto i gettoni di presidenza milionari li trattengono direttamente dai conti di queste aziende amiche, appunto. Ma fin quando Banca d’Italia controlla ABI e ABI controlla la Banca d’Italia di cui – a sua volta – controlla il 94/, l’epopea del risparmiatore italiano non finirà perché il suo destino, la sua missione, sono di essere spremuto come un’arancia – ormai – senza più succo.

Angelo Santoro

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