giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

IL NODO ADOZIONI
Pubblicato il 22-02-2016


senato

“Così non si va avanti da nessuna parte, quindi o con un emendamento del governo o con la strada dell’accordo parlamentare spero che nell’arco di qualche giorno si possa chiudere al Senato. Dobbiamo mettere fine ad un lungo rinvio costante”. Così il presidente del consiglio Matteo Renzi ha spiegato il cambio di rotta sulle unioni civili parlando durante l’incontro con la stampa estera. “Con il M5S c’era un intesa – ha continuato Renzi – ma venti minuti prima del voto si è tirato indietro”.  Al Senato, ha detto ancora  “non abbiamo i numeri, bisogna aggiungere i voti di qualcun altro “ ma il dietrofront dei grillini ha fatto venire meno la possibilità di varare il cosiddetto “supercanguro”, l’emendamento che avrebbe cancellato tutti gli emendamenti. Ora che quell’intesa è saltata, il ddl Cirinnà è a rischio, dovrebbe andare in Aula a cercarsi i voi articolo per articolo, a meno di trovare un accordo che garantisca il passaggio della legge, anche se questo significasse rinunciare a qualcosa. E questo qualcosa potrebbe essere la stepchild adoption, la possibilità di adozione del figlio naturale del partner, osteggiata da Ncd ma anche da una parte dei senatori cattodem.

Si sta infatti lavorando a un emendamento che taglia via ogni riferimento alla stepchild all’art. 5 e all’art.3 del ddl Cirinnà e che inserisce le modifiche agli art. 1 e 2 formulate dal pacchetto Lumia. L’ultima parola, come ribadito anche dal presidente del Consiglio, spetterà all’assemblea del gruppo dem domani alle 13 a palazzo Madama, ma la strada sembra ormai imboccata e non ci sarebbe spazio per ulteriori mediazioni come la proposta, ipotizzata dalla sinistra Pd, di lasciar votare l’aula sulla stepchild. Per le adozioni sembra non ci sia alcun margine. Almeno in questa fase. Un ddl ad hoc potrebbe riaprire il tema a Montecitorio.

“Voto di fiducia sulle unioni civili e decida l’aula sulle adozioni. È la strada maestra” ha scritto su Twitter il  segretario del Psi, Riccardo Nencini. Per Bobo Craxi quello che avvenendo indica che “sulle Unioni civili si va delineando una vittoria ‘secca’ dei cattolici del Pd e della maggioranza di Governo”. “L’impressione – ha aggiunto l’esponente del Psi – è che ci si sia ‘tuffati’ in una piscina dove non c’era l’acqua e il risultato è che avremo una legge sulle Unioni civili tra le più arretrate d’Europa. L’assenza laica, in questo Parlamento è drammatica e vistosa in un Paese moderno come il nostro”.

La volontà di Renzi di non aprire ad altre soluzioni rispetto al maxiemendamento è racchiusa nella determinazione a portare a casa subito le unioni civili. “Per quello che ci riguarda l’importante è chiudere velocemente”, ha detto oggi alla stampa estera. E lo si potrebbe fare entro questa settimana. Lasciando l’aula votare a parte sul punto delle adozioni, insomma spacchettare in qualche modo la legge, aprirebbe la via a tempi molto più lunghi. “Basta rinvii”, è la posizione del premier.

Insomma la sinistra Pd dovrebbe accettare la strada del maxiemendamento. Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice potrebbero essere gli unici a prendere in considerazione un voto contrario.  Un voto di fiducia che per Angelino Alfano potrebbe anche non essere necessario: “Se con il presidente del consiglio di dovesse raggiungere un accordo su un emendamento che riscriva il testo della legge, senza adozioni e simil matrimoni, allora lo si potrebbe votare con la fiducia. Ma io credo che un testo così i possa votare con il consenso di altri settori del Parlamento, andando oltre la maggioranza di governo: credo che ampi settori di Forza Italia voterebbero una legge così”.

“Approvare la legge sulle unioni civili senza la stepchild adoption – afferma Pia Locatelli, capogruppo del PSI alla Camera – crea una grave discriminazione nei confronti di quei minori che già vivono con coppie dello stesso sesso, impedendo a loro quello che è consentito ai figli e alle figlie di coppie etero”. “Questo è il prezzo che chiede quella parte di politici cattolici e non, tanto legati alla famiglia in cambio di un voto sul ddl Cirinnà. Dicono di agire per il bene dei bambini e poi agiscono in modo che ci siano figli e figliastri”.

Ma dal Pd dicono che è difficile ipotizzare di riuscire a blindare il voto senza la fiducia. “Troppe le incognite”. Anche perché ci sono settori dei centristi che comunque non sono d’accordo su altri punti della legge, come la reversibilità della pensione per le coppie omosessuali. E se ci sarà la fiducia tra i sì dovrebbero esserci anche quelli di Ala. Intanto dai 5 Stelle continuano a cantare le ‘sirene’ per il voto in aula sul provvedimento senza emendamento. Ma anche oggi Renzi è tornato sull’inaffidabilità del M5s: “In Italia un proverbio dice che cambiare idea è segno di intelligenza. Allora quelli del MoVimento 5 Stelle sono dei geni assoluti, perché hanno cambiato idea in maniera costante…”.

Ginevra Matiz 

 

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