domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tennis. Errani e Schiavone come Roberta Vinci
Pubblicato il 23-02-2016


erraniIl mese di febbraio porta in auge il tennis femminile italiano, con i nomi di Roberta Vinci, Sara Errani e Francesca Schiavone che regalano al tennis azzurro la soddisfazione enorme di vincere un torneo ciascuna. Risultati quanto mai importanti dopo la “delusione” in Federation Cup, soprattutto della romagnola che aveva perso tutti i suoi incontri di singolare; e in particolare in vista dello scontro per rimanere nel World Group di aprile: potrebbe aprirsi uno spiraglio per la Schiavone “capitano” e, ovviamente, si spera in una convocazione della Vinci a sostegno del team contro la Spagna, nei play-off del 16-17 aprile appunto. Nel maschile, invece, risalta quello dell’australiano Nick Kyrgios, che conquista il suo primo titolo Atp all’Open di Provenza, in Francia.

Per quanto riguarda Roberta Vinci, di certo ricordiamo la conquista del titolo al Wta di San Pietroburgo; ad essa si affianca, nel torneo di Doha, la vittoria del suo primo successo da top ten. Un salto non da poco, soprattutto a seguito del periodo difficile successivo della “separazione” in doppio da Sara Errani, dopo aver raggiunto la posizione n. 1 insieme. Una bella risalita, che arriva immediatamente all’uscita al primo turno al torneo di Dubai, dove viene battuta al primo turno da Yaroslava Shvedova in tre set; visibilmente stanca e provata, le sue condizioni fisiche (e mentali) non erano al meglio, anzi è sembrata un po’ “scarica”, soprattutto dal punto di vista emotivo. Francesco Cinà ha provato a spronarla invitandola anche al ritiro se non si fosse decisa a scendere davvero in campo con convinzione, ma le giornate no ci sono nel tennis, soprattutto dopo una finale nel torneo precedente di appena un paio di giorni prima, spostamenti aerei, fusi orari e la mancanza di tempo per recuperare energie preziose e fondamentali per giocare bene e per riuscire a rendere.

Viceversa, per ironia della sorte, dopo la crisi di Sara Errani (che si è sentita un po’ “sminuita” o non apprezzata dal pubblico italiano, soprattutto a seguito della prestazione poco soddisfacente in Fed Cup), il torneo di Dubai ha portato fortuna alla romagnola, che lo ha conquistato, imponendosi sulla ceca Barbora Strycova (n. 47 del mondo) con una partita “perfetta” e un parziale di due set netti; porta a casa per 6/0 6/2 un match senza storia (in appena un’ora e sei minuti di gioco), che domina totalmente con numeri da record: ottiene circa 20 palle break, contro le sole cinque dell’avversaria, commettendo solamente 11 errori non forzati, a confronto dei 43 dell’altra tennista. Le riesce tutto: controlla bene da fondo, avanza anche a rete con un gioco aggressivo, dove esegue volée impeccabili e riesce a variare il gioco, sorprendendo l’avversaria con smorzate ben mascherate. Sale così dalla posizione n. 22 alla n. 17 e ancora continuerà la sua ascesa, vista la fiducia che ha preso, la grinta, la tenacia, la determinazione, la voglia di dimostrare quanto vale che sta mettendo in campo e i risultati ancora positivi che sta ottenendo; in maniera speculare alla finale di Dubai (la 19esima in carriera), è stato anche il match d’esordio del torneo del Wta di Doha, dove batte al terzo set la Pyronkova (per 1/6 7/5, dopo essere salita sul 4-0, 6/3); recupera il match macinando punti e regolarità; tutto bene e facile per l’incontro d’esordio al primo turno di Roberta Vinci, che liquida con un facile 6/2 6/1 la Tsurenko. Sarebbe bella una finale tra le due azzurre, che hanno fatto progressi stratosferici e si meritano tanta attenzione e “gloria”. Incontenibili la loro soddisfazione e la loro emozione al momento del ricevere la coppa.

E se si parla di maratonete e di grandi lottatrici, non poteva mancare all’appello anche Francesca Schiavone, che batte l’americana Rogers nel Wta di Rio, al terzo set, dopo aver perso malamente il primo set ed incassato un duro colpo. La statunitense in poco tempo si ritrova avanti 6-2. La Rogers attacca il servizio della Schiavone, si apre il campo col dritto con cui sfonda con accelerate improvvise spesso sul rovescio dell’azzurra, in difficoltà anche in risposta con le battute profonde dell’americana che le arrivano al corpo. L’italiana allora prova con traiettorie lobate o in back, ad attaccare, ma a rete é poco precisa oppure si lascia infilare dai passanti precisi, potenti e profondi della Rogers. Poi piano piano recupera terreno, con qualche errore gratuito in più della Rogers, che le regala qualcosina, ritrova regolarità nel palleggio e fiducia e diventa man mano più aggressiva e più decisa; finché manda fuori giri l’avversaria, che non riesce più a forzare i passanti e le accelerazioni con precisione e potenza come prima, ma sbaglia essendo costretta a rischiare ormai per fare il punto; perché Francesca in campo c’è e non molla, ci crede nella vittoria. E così vince i due set successivi con un doppio 6/2. Il vero spettacolo, però, la Schiavone lo regala al momento della premiazione: esulta di gioia e legge un discorso in portoghese di ringraziamento, che si è preparata e che confessa che avrebbe tenuto anche se avesse perso, molto emozionata. Un bel ritorno dai lontani tempi della vittoria al Roland Garros e il successivo momento di “oscuramento” durato quasi oltre tre anni.

Decisamente da record e perfetto anche il torneo di Nick Kyrgios all’Open in Provenza. L’australiano vince il suo primo titolo Atp, imponendosi per 6/2 7/6(3) sul croato Cilic. Kyrgios piazza il doppio degli aces, anche di seconda, e mette a segno una percentuale altissima di prime. Riesce nell’impresa straordinaria di vincere 5 incontri senza cedere mai un set né un servizio e prendendosi la rivincita su Berdych in semifinale. Un ritorno in gran stile dopo il forfait a Rotterdam. Per lui un montepremi di 106.000 euro circa.

Barbara Conti

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